La miglior serie TV del 2011 (in ritardo di dieci giorni)

È BOSS (Starz).

PARAGRAFO INTRODUTTIVO
Ho approfittato delle vacanze di fine anno per recuperare qualche film del 2011 che avevo perso per strada (o cattiva distribuzione) e soprattutto per finire una serie che avevo iniziato a novembre e poi messo in stand-by, in favore di Homeland e American Horror Story, molto più semplici da seguire e di immediata soddisfazione (in particolare AHS, in cui ci sono praticamente colpi di scena ogni dieci minuti).

PARAGRAFO NOIOSO CON LA TRAMA
La serie in questione si chiama BOSS, ed ora che l’ho finita posso serenamente dire che si tratta della miglior sceneggiatura del 2011, cinema compreso. Racconta gli intrighi di palazzo con cui il sindaco di Chicago Tom Kane (Kelsey Grammer, divenuto famoso con il telefilm Frasier, anche se era già in Cin Cin) influenza le sorti delle primarie dell’Illinois, spingendo verso il ruolo di Governatore dello Stato il giovane tesoriere Ben Zajac, a discapito del tronfio e scafatissimo Governatore uscente McCall Cullen.

PARAGRAFO IN CUI DICO LE COSE INTERESSANTI
Messa così potrebbe non suonare molto invitante, ma ci sono una serie di variabili interessanti. La più importante è che, come veniamo a sapere nei primi minuti della prima puntata, Kane ha una malattia degenerativa al cervello, la Demenza da Corpi di Lewy, che lo condanna a una fine terribile, destinata a sfigurarlo nel fisico e nella psiche. E, nel breve termine, a momenti di “assenza”, in cui perde il controllo su quanto accade intorno a lui. La spietata efficienza con cui tiene tutti sotto scacco, per ricatto o convenienza, si arricchisce quindi di una sfumatura più sottile: qualsiasi cosa faccia Kane per preservare la sua posizione e il suo potere, lui – come uomo – non avrà futuro.

PARAGRAFO IN CUI TIRO LE SOMME SBRODOLANDO UN PO’
Non voglio svelare molto altro di questo serial, se non che – attraverso una qualità di scrittura straordinaria, e a suo modo molto classica – si raggiungono vette di grande tragicità, tutte tese a mostrare che il Potere alimenta se stesso quasi per riflesso, indifferente a qualsiasi tipo di affetto, di etica, di idea di futuro che non lo contempli, fosse anche la morte. Forse la fiction con il più alto tasso di cinismo che io abbia mai visto.

BOSS e LE IDI DI MARZO
Cinismo o gelido, seppur romanzato, realismo? Il paragone più facile coinvolge BOSS e il recente film di Clooney, LE IDI DI MARZO. Dove il secondo racconta la corruzione morale di un giovane addetto stampa di saldi principi, il primo dà invece quella corruzione per scontata, consumata, ovvia, trattando l’idealismo come una buffa forma di naiveté che non interessa a nessuno. A monte de LE IDI DI MARZO c’è l’innocenza, a monte di BOSS solo terra bruciata. Nei palazzi della politica il raggiro, l’utilizzo manipolatorio dei media, l’accordo conservativo stipulato sempre sulla pelle della gente, sono la norma, il mezzo per garantire il mantenimento dello status quo.

EPILOGO
Non so che idea dell’alta politica abbiate voi, se credete che esista ancora qualcosa di nobile da raschiare via dai corridoi del potere: se così fosse, BOSS potrebbe farvi l’effetto di una doccia fredda. Ma qualsiasi effetto vi faccia, e nonostante le dimensioni e la lucidità della sua denuncia, il potere che ha di alterare ciò di cui si occupa nel mondo reale è assolutamente nullo. Esiste un Potere solo, e noi non ne abbiamo in mano neppure un coriandolo.

IMPORTANTE! COSE CHE NON VI HO DETTO E CHE POTREBBERO CONVINCERVI AD AFFEZIONARVI ALLA SERIE NONOSTANTE I PRIMI EPISODI SIANO DIFFICILI DA SEGUIRE

1) In almeno quattro episodi Kathleen Robertson (nella foto qui a lato; la ricorderete in Beverly Hills 90210: era Clare, la figlia del Rettore dell’Università che prova senza successo a sedurre Brandon) appare quasi completamente svestita.
2) La regia del primo episodio e la produzione esecutiva sono di Gus Van Sant, uno che con Beverly Hills 90210 non ha niente ha che fare.
3) Ci sono di mezzo anche torture e omicidi, e una storia d’amore interrazziale e interclassista, tutte cose che in un serial TV fanno sempre piacere.


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