Il meglio del 2011 in 15 film

Prima di cominciare con le classifiche, vorrei specificare un paio di cose. Tutti i film che citerò qui di seguito li ho visti nel corso dell’anno tra festival, viaggi all’estero, acquisti in rete e, soltanto in ultimo, nelle sale italiane. Quindi le classifiche tengono conto della prima mondiale dei film – avvenuta nel corso del 2011 –, senza preoccuparsi delle date di distribuzione italiane.

Inoltre mi è sembrato giusto stilare due classifiche separate, una per il cinema strettamente commerciale e una per il cinema d’autore (o comunque indipendente dai maggiori marchi produttivi). Non tanto perché gli strumenti critici con cui valuto il primo siano diversi da quelli con cui valuto il secondo, quanto piuttosto perché mi sembra che le opere che rientrano nelle due categorie siano sempre meno confrontabili, rispondendo a criteri creativi e produttivi del tutto differenti.

TOP 5 BLOCKBUSTER

5° – TRANSFORMERS 3
Ebbene sì, Transformers 3. Se è questa la direzione che il cinema commerciale ha deciso di prendere, allora voglio il massimo, e niente di meno. E un’intera città fatta a pezzi dai robot, con una scena girata dentro un grattacielo che collassa su se stesso, è la cosa più incredibile che i miei occhi hanno potuto vedere nel 2011.  Senza vergogna e senza sceneggiatura, in barba al bon ton.

4° – FAST FIVE
Mai amata la saga, ma questo quinto capitolo imbocca a sorpresa la strada giusta: un heist movie (i film incentrati su un grosso colpo da portare a termine, come nella saga di Ocean/Clooney) arricchita dallo scontro tra Vin Diesel e The Rock. Con due inseguimenti d’auto che lasciano a bocca aperta e la miglior rissa dell’anno (Vin Diesel contro The Rock). Storia accettabile, personaggi irresistibili.

3° – COWBOYS AND ALIENS
Un altro film che ha deluso un sacco di gente, eppure – date le premesse – non saprei di cosa lamentarmi. L’incipit di puro western fila che è un piacere, grazie ai musi e ai muscoli insabbiati di Harrison Ford e Daniel Craig (che sono tra le migliori facce da cinema ancora in circolazione). E la fantascienza si spinge in territorio horror in modo sorprendente. Se parliamo di omaggi sentimentali agli anni ’80, preferisco questo a Super 8.

2° – DRIVE ANGRY 3D
Non so se questo sia cinema commerciale tout court, ma un film in cui ci sono Nicolas Cage, il diavolo, Amber Heard, il 3D e il regista del remake di San Valentino di sangue, non mi sento di definirlo “d’autore”. È il film più tamarro dell’anno – nonostante qui non ci siano The Rock e Vin Diesel – e contiene il momento più tamarro dell’anno: Cage che beve dal teschio del suo nemico appena incenerito. Autoironico, sfacciato, divertente.

1° – SHERLOCK HOLMES 2
Escludendo il caso Nolan, quasi il miglior cinema pop possibile. Sceneggiatura, regia e recitazione piene di invenzioni, molte non banali e nemmeno facili da cogliere alla prima visione. Holmes, in versione Downey Jr. è fin troppo barocco (e in un certo senso simile al pirata Johnny Depp) e le insistite schermaglie verbali possono irritare. Ma se si accetta la cifra stlistica del film, alcune scelte sono da applausi: per esempio il modo in cui è gestito tutto lo scontro finale tra Moriarty e Holmes.


TOP 10 CINEMA D’AUTORE

10° – MELANCHOLIA
Il conflitto tra depressione e pulsione creativa, continua a far partorire a Von Trier capolavori. Spezzato in due come uno spettacolo teatrale, introdotto dalla sequenza più suggestiva del 2011 e con lampi creativi di puro genio: come il bastoncino ricurvo, strumento primitivo che misura meglio di qualsiasi radar futuristico l’approssimarsi della fine del mondo.

9° – BORIS
Lo sfacelo della nostra industria cinematografica è lo specchio della sfacelo della nostra società: a destra, a sinistra e in mezzo. Si ride per non piangere, ma si ride tanto.

8° – HABEMUS PAPAM
Il compito dell’Autorità è quello di fornire certezze, secondo protocollo, in barba alla realtà e al buon senso? O quello di invitare e condividere il dubbio? Si può ricostruire sulle macerie, se prima non si ammette il crollo? Forse il migliori film di Moretti di sempre.

7° – MY WEEK WITH MARILYN
Avete mai sognato di avere una storia d’amore con la vostra star del cuore, che sia Brad Pitt o Kirsten Stewart? A qualcuno è capitato sul serio, e la star era Marilyn. Il film più cinefilo dell’anno (compreso The Artist), e anche il più romantico: per non sognare ad occhi aperti bisogna stare dormendo.

6° – MIDNIGHT IN PARIS
La più bella commedia dell’anno. La naturalezza con cui Woody Allen introduce l’elemento fantasy nel racconto è commovente, e le riflessioni sul significato dell’arte per nulla superficiali. Film colto senza perdere un millimetro in comprensibilità e intrattenimento.

5° – LIKE CRAZY
Ok, forse My Week with Marilyn non è il film più romantico dell’anno: mi ero dimenticato di Like Crazy. Il quinto posto è un po’ azzardato, più di cuore che di testa, e il gradimento dipende molto dai vostri gusti. Ma se vi piacerà, vi piacerà moltissimo.

4° – WARRIOR
Altro film imperfetto, e pure abbastanza prevedibile. Storia di ring e seconde opportunità, di padri rinnegati e colpe da scontare, di figli arrabbiati e mogli in pena. Ma mi sono emozionato moltissimo, specie durante i duetti tra Tom Hardy e Nick Nolte. Quindi quarto posto.

3° – TAKE SHELTER
Questo film è all’origine di un piccolo mistero: non solo non è ancora uscito in Italia, ma non è nemmeno stato selezionato da alcun festival italiano, nonostante il successo e i premi al Sundance e a Cannes. Si tratta della storia di un uomo (Michael Shannon, prossimo villain in Superman) convinto che un uragano si stia per abbattere sulla casa in cui vive con la moglie e una bambina. Afflitto da terribili incubi notturni, è lui stesso il primo a domandarsi se si tratti di pura paranoia o di una vera premonizione. E il bello è che alla fine dei conti il film è una storia d’amore familiare, molto più che un
thriller soprannaturale. La scena finale, dentro un rifugio antiatomico, toglie il fiato. Terzo, ma avrebbe potuto essere anche secondo o primo.

2° – THE TREE OF LIFE
Del nuovo film di Terrence Malick si è detto tutto e il contrario di tutto, con voti oscillanti tra lo 0 e il 10 su quasi tutte le testate di cinema. Io capisco che prologo cosmologico ed epilogo mistico possano lasciare qualcuno interdetto. Non comprendo invece come si possa non trovare commovente il racconto familiare che occupa i 90 minuti centrali, di sensibilità rara (cito senza problemi, come riferimento, I 400 colpi). Forse meriterebbe una seconda visione più attenta da parte di molti critici incravattati.

1° – DRIVE
Fin troppo facile. Il gesto cinematografico più armonioso del 2011, perfetta sinfonia di facce, musiche, dialoghi e movimenti di macchina. Con i piedi ben piantati nel passato e allo stesso tempo una modernità elettrizzante. Uno di quei casi in cui il risultato finale vale molto di più della somma delle parti.


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