Golden Globes: loro dicono THE ARTIST, io dico MAH

Sono arrivate le nomination ai Golden Globes 2011.
Non starò ad annoiarvi con elenchi vari (trovate tutto qui, in dettaglio), voglio solo ricordare che i Golden Globes sono premi assegnati da un centinaio di giornalisti della stampa estera (cioè, non americana) appartenenti alla potente Hollywood Foreign Press Association. Sono consegnati durante un pantagruelico pranzo di gala, sotto il coordinamento di un presentatore che passa il tempo ad insultare sia i giurati che i nominati, secondo il più classico dei paradossi americani (memorabile, l’anno scorso, la performance di Ricky Gervais).

Detto questo, ecco alcune considerazioni un po’ a casaccio.

-       Il film con più nomination è The Artist: sei. Non le merita. Non è un brutto film, ma è un film tutto forma e niente sostanza, con piani di lettura poco interessanti. È muto, quindi tutti ci sentiamo più intelligenti mentre lo guardiamo, ma in realtà il silenzio stesso è utilizzato come un effetto speciale (un po’ come l’assenza di spazio in Buried o i robot che si menano in Transformers). La cosa più interessante è che Hollywood, premiandolo, può espiare il suo senso di colpa per tutte le rumorose sarabande patriottiche che produce.

-       The Tree of Life non porta a casa nemmeno una nomination. Il film è tutto il contrario di The Artist: è frammentario, scombinato, eccessivamente lirico, personalissimo, non rassicurante. È anche un capolavoro, ma in questo caso la mia opinione vale come quella di chiunque altro. Un film che rende l’opinione di chiunque valida quanto quella degli “esperti”, generalmente è un film che non piace alle giurie. E infatti.

-       Gosling è nominato sia come attore drammatico (Le Idi di Marzo), che come attore comico (Crazy, Stupid, Love.). Una bella consacrazione. Ho riguardato la sua filmografia, perché volevo scrivere che in pratica non ha mai girato film brutti (così mi sembrava di ricordare). Invece no: qualche film brutto l’ha fatto (All Good Things soprattutto, ma anche Formula per un delitto, Il caso Thomas Crowford e un altro che non citerò per non rischiare di essere sbranato da qualche lettrice, ma centrano le pagine e la vita). Però la sua sola presenza basta a rendere quei film interessanti, a lasciarti un ricordo non disprezzabile. Non è poco.

-       Ci sono grandi film di regia (Drive), ci sono grandi film di scrittura (Midnight in Paris), e ci sono grandi film d’attori. The Help fa parte di questi ultimi, nonostante sia abbastanza retorico da uccidere un bue. Delle 5 nomination che si è portato a casa, addirittura 3 sono per le sue meravigliose interpreti. Rasenta però l’incredibile che siano state nominate solo attrici che incarnano i personaggi positivi del film (due delle quali di colore), mentre Bryce Dallas Howard – che interpreta splendidamente una ragazzaccia razzista e vendicativa – è stata ignorata. Le infinite strade del politicamente corretto.

-       Se per Gosling la situazione è ottima, per Clooney è addirittura straordinaria. Non ricordo l’ultima volta che qualcuno era stato nominato contemporaneamente come interprete (The Descendants), regista e sceneggiatore (Le Idi di Marzo). Sono molto contento anche per Woody Allen, nominato come regista e interprete per Midnight in Paris, a mio parere la miglior commedia dell’anno, e per le tre nomination al bellissimo My Week with Marylin (film, Michelle Williams e Kenneth Branagh).

-       Chiudiamo con le serie televisive: la cinquina di quelle drammatiche è impeccabile, anche se si è preferito puntare su prodotti più nuovi, rispetto a cult già consolidati (Sons of Anarchy, Breaking Bad, Dexter): ci sono le tre migliori serie dell’autunno 2011 (Homeland, American Horror Story e Boss), e due neo-cult come Il Trono di Spade e Boardwalk Empire. Mi domando però: è giusto candidare serial che sono ancora in corso? American Horror Story, ad esempio, è partito benissimo, ma nelle ultime puntate sta perdendo colpi. Non è un po’ come giudicare un film senza aver visto gli ultimi dieci minuti?

Postilla: sento molti lamentarsi della qualità del 2011 al cinema. Discordo: è stata un’annata fortunata come poche di recente. Scorrendo le nomination trovo almeno una decina di film belli o bellissimi: Midnight in Paris, 50/50, My Week with Marylin, The Descendants, Moneyball, Le Idi di Marzo, We need to talk about Kevin, Shame, Carnage, Una separazione, Drive. Senza contare il citato The Tree of Life e film che non ho ancora visto ma su cui ripongo grandi aspettative come J.Edgar, Beginners e Millennium. Su un 2012 così, ci metterei la firma anche subito.


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