Hanno fatto il serial su Dylan Dog e non ce l’hanno detto (per fortuna)

L’hanno rifatto.

Cercando di restare aggiornato sulle novità televisive americane, passo il mese di ottobre a visionare i pilot dei nuovi serial, in cerca di titoli che possano diventare i nuovi Breaking Bad, o i nuovi Mad Man, o i nuovi Dexter.

Come in ogni altra caccia al tesoro, prima di arrivare ai gioielli ci si imbatte in un sacco di bigiotteria da quattro soldi. Quest’anno i titoli più forti mi sembrano American Horror Story e Homeland, mentre Terranova o Ringer si sono rivelate delle grosse delusioni. Ma non è di questo che volevo parlarvi oggi.

Lo scorso fine settimana mi sono infatti imbattuto in Grimm, presentato come il serial che incrocia il poliziesco con il mondo delle fiabe. In pratica c’è un detective che indaga su omicidi che rimandano a racconti classici, come Cappuccetto Rosso o Pollicino. Nella prima puntata una bambina con addosso un K-Way rosso viene rapita e portata in una casa in mezzo al bosco.

Attenzione, c’è di mezzo il soprannaturale: i Grimm sono una dinastia familiare (cui appartiene anche il protagonista), che si trasmette di generazione in generazione la capacità di riconoscere i mostri che si nascondono sotto l’aspetto di comuni mortali. E questi mostri sono uomini lupo, streghe, vampiri, e altre creature del mito.

La figura centrale del serial si rivela quindi un detective del soprannaturale. Dai capelli scuri, non troppo lunghi e non troppo corti, con appena un accenno di riga. Che combatte con uomini lupo e vampiri, impugnando la propria pistola.
Questo insieme di elementi mi aveva fatto sorgere qualche sospetto, ma ho comunque concesso il beneficio del dubbio agli autori fino a metà della prima puntata. D’altra parte non c’erano in vista galeoni incompleti, campanelli urlanti, o clarinetti stonati. Poi però fa il suo ingresso in scena un maggiolino bianco, e i sospetti si trasformano in certezze.

Quindi l’hanno rifatto. Dopo aver malinteso il più amato personaggio bonelliano in un mal riuscito fantasy a basso budget (e con tremendi effetti visivi) per il grande schermo, gli americani gli hanno costruito attorno anche un serial televisivo. Che definirei “un mal riuscito fantasy a basso budget (e con tremendi effetti visivi) per il piccolo schermo”, un incrocio tra Essi vivono e Buffy.

Sembra proprio che il destino del vecchio Dylan, lontano dalle pagine degli albi, sia gravato da una qualche maledizione medievale.


4 Risposte per "Hanno fatto il serial su Dylan Dog e non ce l’hanno detto (per fortuna)"

  • fabioguaglione :

    …non so davvero che dire.
    E io di solito più o meno so cosa dire.

    Pensare che sulla carta l’idea di Grimm sembrava anche carina.

    Io continuo a ritenere Dellamorte Dellamore l’unica opera non-fumettistica accostabile a Dylan Dog.

  • Pingback: Ho visto cose da Tintin a Fast Five | Squid, il blog di Luca Maragno

  • Pingback: aramnitso

  • Pingback: arminioun

  • Per inserire un commento devi essere registrato a Best Movie. Effettua il login

    Se non sei registrato clicca qui registrati