7 film al giorno. Ovvero: arrivano i Festival

Settembre, per me, è quasi primavera. Non solo perché l’afa intollerabile di questi giorni dovrebbe lasciare il posto a un po’ di refrigerio (passando per un tifone tropicale), ma soprattutto perché dopo la penuria estiva arrivano i Festival di Venezia e Toronto, e con essi una quantità enorme di nuovi film.

Quando racconto della mia passione per i festival, di solito spiego che a Venezia si arrivano a vedere anche sei o sette film in un giorno.
Prendendo come durata media di un film 100 minuti, otteniamo 100×7= 700 minuti/giorno, ovvero 11 ore e mezza di proiezioni.

Una cosa del genere è possibile perché ai festival le proiezioni iniziano la mattina presto, finiscono a notte fonda, e le sale hanno dei piccoli chioschi all’entrata, il che permette di nutrirsi mentre si è in fila per il film successivo.

Esistono però delle variabili. Variabile 1, la più comune: bisogna seguire tutta l’attività stampa di un film. Ovvero presenziare a tutte le tappe festivaliere legate a un titolo importante: proiezione, conferenza stampa e roundtables, che non sono altro che conferenze ristrette a un piccolo numero di testate e giornalisti. Ci vuole mezza giornata. A questo punto vedere più di 4 film diventa difficile.

Variabile 2: necessità di cibo vero. Non so se capiti anche ad altri, ma io non riesco a mangiare solo toast, panini e insalate per più di tre giorni. Arrivati a quel punto non esco mai dalla fase digestiva, nemmeno la notte. Se continuo ancora, muoio. Per evitarlo devo andare in una trattoria sul lungomare del Lido e ordinare una pasta calda, o un risotto. Raggiungere la piccola trattoria + sedersi al tavolo + ordinare + aspettare + mangiare + pagare il conto + tornare alle sale, almeno novanta minuti. Per due, 180. Difficile vedere più di 4 film.

Variabile 3: l’astinenza da sonno. Quando inizio un nuovo festival l’eccitazione è tale che alla vigilia non dormo (come i bambini a Natale, uguale). Poi il festival inizia e, tra la proiezione delle otto di mattina (sveglia alle sei e mezza), la proiezione di mezzanotte (testa sul cuscino alle tre) e il lavoro, le ore di sonno sono trascurabili. Dopo quattro giorni cominciano le allucinazioni: il panino alla mortadella ti guarda strano, i mouse in sala stampa scappano sotto il tavolo e scambi le persone che ti tengono il posto in sala per insetti giganti (cfr. Il Pasto Nudo). Poi comincia un film e tu, improvvisamente, stai dormendo. Quindi la proiezione non può essere conteggiata.

Variabile 4: le micidiali Feste del Festival (un pleonasmo bello e buono). Molti dei film sono accompagnati da un party, cui a volte partecipano anche gli attori (naturalmente confinati in una sotto-area stilosa e inaccessibile, ad esempio una cassaforte rosa con aria condizionata, in cui è stato inserito un divano fatto di arance). Se ci si trova per le mani un invito bisogna andare alla festa per forza, altrimenti si fa la figura degli asociali-paranoidi-snob e anche un po’ stronzi. Alle feste il consumo di alcool è gratuito e doveroso, previo ricaduta nel medesimo stereotipo. Quindi alcool+casino+sonno primordiale+digestione impazzita=ARMAGEDDON.

Quattro anni fa, la mattina dopo una festa, ho iniziato a vomitare alle 7 e non ho smesso fino alle cinque di pomeriggio, compresa una visita al pronto soccorso del Lido, che ricorda quei film americani in cui una coppia trova una pompa di benzina in mezzo al deserto: c’è un cartello che cigola, un vecchio senza denti che ride e poi i due vengono fatti a pezzi.
Quella volta, sono riuscito a vedere solo due film. La sera.


4 Risposte per "7 film al giorno. Ovvero: arrivano i Festival"

  • berta :

    è sempre bello leggere quello che scrivi.
    fa tornare il buon umore!!

  • giorgio-viaro :

    Grazie Berta. E leggere un commento bello come il tuo il buon umore lo fa venire a me!

  • Pingback: aramnitso

  • Pingback: arminioun

  • Per inserire un commento devi essere registrato a Best Movie. Effettua il login

    Se non sei registrato clicca qui registrati