Le proprietà comiche del pene

Quando si storce il naso di fronte a Una notte da leoni 2 non lo si fa per amore del politically correct, lo si fa perché l’asticella del politically correct ormai è scesa talmente in basso che il concetto ha perso di senso. Il film è un campionario di volgarità gratuite. Gratuite nel senso che non hanno una funzione narrativa: se qualcuno ride, è perché trova divertente la volgarità in sé. È come sghignazzare dopo una scoreggia in ascensore o, peggio, a tavola. Nel film manca uno sforzo di scrittura: è lo stesso Todd Philips, il regista, a sostenere che l’improvvisazione nei suoi film è fondamentale, che la sceneggiatura va piegata all’umore sul set.
Mi vengono in mente queste cose mentre vedo Hall Pass – Libera Uscita. Lo vedo in originale sottotitolato e non so come renda dopo il doppiaggio, ma mi diverto, nonostante (anzi, in parte grazie a) il linguaggio scurrile, gli sketch a sfondo sessuale e quelli scatologici (uno in particolare, che coinvolge una ragazza seduta sul bordo di una vasca da bagno). Ora, i fratelli Farrelly andrebbero arrestati e messi a pane e sardine per aver dato il la alla degenerazione linguistica della commedia popolare americana con Tutti Pazzi per Mary (quasi 200 milioni di dollari solo negli USA). Ma nel 1998 una ragazza che scambiava lo sperma per gel aveva qualcosa di genuinamente anarchico e liberatorio. Inoltre, questa è la differenza fondamentale, nei loro film la sceneggiatura conta qualcosa, e anche la trovata più scurrile è inserita all’interno di una strategia comica (e politica) più ampia.
A riguardo, un fatto da non sottovalutare è che in Libera Uscita si vedono dei peni. Soprattutto uno, inquadrato a lungo e in primo piano. Il che significa che ci viene risparmiata l’ipocrisia di Una notte da leoni 2, dove dopo un lungo dialogo in uno strip bar, in cui si discutono – senza una battuta o un gioco di parole – i dettagli del rapporto tra una lapdancer transessuale e uno dei protagonisti (per l’esattezza che genere di penetrazione, quanto sia lo sperma che i due si sono scambiati, dove lo sperma stesso sia finito), il pene del transessuale viene oscurato digitalmente. Secondo la convinzione che l’oscenità sia una questione di dettagli anatomici e non di comportamenti e idee.


Un commento a "Le proprietà comiche del pene"

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