Jimmy Dean, Jimmy Dean

Qui di seguito trovate il mio editoriale per il numero di maggio di Best Movie International.

Molti ritengono che il film in cui James Dean dà il meglio sia Il Gigante. Dean è un giovane che eredita un pezzettino di terra, e Rock Hudson, quella terra, la vuole. In un grande studio tutto in legno massiccio, Dean si fa blandire da Hudson per un pò. Ascolta la sua offerta con un sorriso che tradisce noia e condiscendenza in parti uguali. Poi si alza, fa roteare il lembo della corda che tiene fra le dita, dice che non se ne fa niente e prima di uscire fa un gesto strano con la mano, come se spazzasse l’aria. È un gesto che non viene da nessun luogo e da nessuna scuola. È un gesto da pazzi.

Vi chiederete perché vi parlo del Gigante e di Jimmy Dean. Beh, ci sono tre ragioni.
La prima è che tutti indicano in Robert Pattinson l’erede di Dean. È una stupidaggine. Lo spazio di manovra che oggi le Major lasciano ad attori e registi è molto più piccolo che negli anni ’60. Lo studio system è stato soppiantato dal brand system. L’intuito e la rabbia esistono solo come strumenti del marketing. Quelli che ancora riescono a improvvisarsi diversi, a fare qualcosa di folle, sono pochissimi. Pattinson non ci ha ancora provato. Ma Pattinson è il segno e il volto del nostro tempo. Da protagonista o da comprimario ha attraversato entrambe le saghe che hanno segnato il nuovo millennio, Twilight ed Harry Potter, fiction di massa che hanno ridefinito l’orizzonte dei sogni di eserciti di ragazzini. Ed ora, per inventarsi un’identità diversa, offrirà il suo corpo efebico e il suo volto cubista addirittura a Cronenberg, che i corpi e i volti deforma per vocazione da sempre. È giovane, è bello, è affidabile, dentro e fuori dalla finzione. Eppure una scintilla di instabilità precoce gli brilla nello sguardo. A noi piace e per questo l’abbiamo messo sulla nostra cover.

La seconda ragione è che Jimmy Dean era l’attore preferito di Dennis Hopper, con il quale condivise il set del Gigante. Hopper rappresenta proprio quella scuola d’attori con poca istruzione e molto istinto che oggi sembra scomparsa. La sua carriera e le sue scelte, sono state la carriera e le scelte che ci immaginiamo avrebbe fatto Dean. Hopper era anche un amico intimo di Micheal Madsen, a cui abbiamo dedicato una lunga intervista. Madsen cita Hopper spesso e con malinconia, insieme a Bronson e Carradine: quando lo fotografiamo vuole mettersi davanti a sua foto, che per caso è appesa al muro. È uno che non prende le domande alla lettera: cambia spesso argomento e parla dell’industria di Hollywood con noia e condiscendenza. Sembra incastrato in un tempo che non è il suo. Insomma, sembra proprio Jimmy Dean in quella scena del Gigante. E ci piace tanto anche lui.

E poi c’è la terza ragione. Nel Gigante Jimmy Dean si innamora, non corrisposto, della moglie di Rock Hudson, una bellissima donna del sud dagli occhi viola. Quella donna è Elizabeth Taylor. Se n’è andata il 23 di marzo. La ricordiamo con un portfolio che ne esalta la bellezza senza tempo. Ribelle, a suo modo, lo è stata anche lei. E intanto Hollywood è sempre più piccola.


2 Risposte per "Jimmy Dean, Jimmy Dean"

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