Il Computer che Scrive i Film

La diversità, anche l’imperfezione, che distingue da un modello noto e preso come riferimento, è un valore. Se questa diversità, questa imperfezione, non esiste, l’opera diventa invisibile. Avrebbe senso rifare oggi Matrix? In un certo senso sì. In fondo l’idea che la nostra realtà sia inconsistente e che cambiando prospettiva possa cambiare completamente di significato proviene – in epoca moderna – dallo scrittore americano Philip K Dick. O, allargando un pò la prospettiva, da Platone. E come spunto per produrre fiction, ha sempre funzionato. Ma di certo non avrebbe senso rigirare quella storia aggiornando unicamente gli effetti speciali, e mantenendo invece i costumi in pelle, gli occhiali da sole, i robot piovra, i combattimenti di ispirazione orientale, la chiave di lettura mistico-cristiana.

Sul suo blog, poco tempo fa, Fabio Guaglione parlava del caso Evangelion. Ovvero comprare un brand e un immaginario, e trasformarli in qualcosa che non ha nulla a che fare con quel brand e quell’immaginario. Ed invece assomiglia a decine di altre idee già sfruttate e ritenute commercialmente più sicure.
Il paradosso che voglio sottolineare io è simile e contrario: partire da un format già noto e commercialmente redditizio e replicarlo in modo così perfetto da renderlo commercialmente non redditizio.

Così non si capisce, ma ora mi spiego.
La mia tesi è: World Invasion non ha senso.
E non ha senso non perché è un film ideologicamente discutibile (qui lo dico: chissenefrega), ma perché veicola una visione del mondo che in questi termini, al cinema, non si vedeva più da un decennio almeno. Suppongo per senso del ridicolo.

Alla Sony, ne sono abbastanza certo, non sono tutti impazziti.
Semplicemente devono avere deciso che era tornata l’ora di un bel film d’azione conservatore, senza alcuna vena dissacratoria e politicamente scorretta. Solo soldati coraggiosi che muoiono per la patria lasciandosi dietro mogli incinte, fidanzate in lacrime, bimbi con le caccole al naso, genitori orgogliosi.
Supponiamo quindi che abbiano fatto bene i loro compiti, e che quegli studi di mercato che si sono ritrovati sulle scrivanie non fossero uno scherzo. Ebbene, quel che è andato storto è che hanno avuto esattamente quel che volevano.

L’unico modo in cui io mi immagino che World Invasion possa essere venuto alla luce è questo.
Alla Sony, nel quartier generale americano, hanno un computer che elabora sceneggiature. Funziona così: vengono inserite come input due sceneggiature di film già girati e che hanno incassato bene (diciamo Black Hawk Down e Independence Day). Il computer le sovrappone riga per riga ottenendo sequenze di parole un po’ nebulose, che provvede a limare (per esempio trasforma “I IL MARINES SOLDATO NON ARRENDERTI SI TIRANO FORZA INDIETRO!” in “MARINE NON ARRENDERTI!” o “SOLDATO FORZA!”), toglie tutto quello che non compare in entrambe (a livello tecnico sono chiamate: Interferenze Da Eliminare per Esteso) e restituisce come output una terza sceneggiatura. Questa sceneggiatura viene messa in mano a un regista che in cambio di un milione di dollari è disposto a girare qualunque cosa (tecnicamente, di parla di un Buon Arrolotolatore di Yo-yo). Quest’ultima parte è molto importante, perché i registi non-B.A.Y. spesso inseriscono nella sceneggiatura del mega computer delle I.D.E.E. di nascosto a chi li stipendia.

La teoria alla base di questo sistema è che C incasserà A+B. Ma non funziona sempre. E in particolare non funziona con la fantascienza, genere in cui lo stupore – estetico e intellettuale – ha un peso non eliminabile. La diversità, anche rispetto a un progetto commerciale apparentemente ben concepito, è un valore fondamentale. Non necessariamente si deve esprimere tramite colpi di scena sensazioniali (gli alieni vengono sconfitti dai batteri) o personaggi senza precedenti (il cattivo alla fine salva il buono), può anche essere soltanto l’esito di uno sguardo particolare sul mondo (alieni con una società matriarcale o panteista) o di una sensibilità non comune nel mettere in scena l’uomo e la sua mortalità (Moon e Source Code). Ma deve esistere. Altrimenti anche il ritorno commerciale è fortemente in dubbio.

Detto in poche parole: il genio non si può mai eliminare del tutto dall’equazione. E il genio è diversità: gli uomini ne sono assetati.


Un commento a "Il Computer che Scrive i Film"

  • Pingback: aramnitso

  • Per inserire un commento devi essere registrato a Best Movie. Effettua il login

    Se non sei registrato clicca qui registrati