Dieci considerazioni veloci sugli Oscar consegnati nella notte di domenica. Oscar quasi tutti prevedibili (bastava vedere le quote dei bookmakers), fatta eccezione per la sconfitta di Stallone a vantaggio di Mark Rylance, come Miglior Attore non protagonista, rispetto alla quale però l'esito dei SAG Awards (i premi degli attori agli attori), dove Sly non era nemmeno nominato, era stato più di un campanello d'allarme...
Ho visto Quo vado?,  il film di Zalone, di venerdì sera, in una sala quasi piena, allo spettacolo delle otto. Il film è sorprendentemente brutto, non solo in senso assoluto - in senso assoluto è tremendo -, ma rispetto ai suoi film precedenti. È girato e montato in modo talmente approssimativo che spesso saltano i passaggi di senso, e - nel piccolo - molte gag cadono nel vuoto, la gente in sala avrà riso cinque volte al massimo...
La solita premessa: la classifica che segue prende in considerazione tutti i film usciti nel 2015, sulla base della loro prima mondiale, e indipendentemente dalla loro programmazione in Italia. Tra tutti i titoli segnalati ce n'è comunque soltanto uno Bone Tomahawk, che per ora non ha una distribuzione italiana. Per gli altri, nei casi in cui l'uscita è prevista per il 2016, l'ho segnalato nella didascalia dell'immagine relativa...
Io capisco quelli che vedono Star Wars - Il risveglio della Forza ed escono contenti dalla sala, capisco pure quelli che invece lo detestano. Gli unici che non capisco sono quelli che si stupiscono di essere di fronte a un prodotto che è in gran parte frutto di scelte di marketing. Perché JJ Abrams questo è, il più bravo a riciclare immaginari e renderli produttivi; lui come nessuno sa mischiare le ragioni delle Major e la passione del nerd, facendo passare per scelte di cuore anche quelle del portafogli, o comunque lavorando in mezzo a un tale polverone mediatico da rendere le prime indistinguibili dalla seconde...
Ogni anno a inizio dicembre, le Giornate Professionali di cinema di Sorrento sono l’occasione per un bilancio sull’annata appena trascorsa, e per la presentazione dei film che usciranno nel primo semestre dell’anno nuovo, divisi per distribuzione. Dalle 9 della mattina a sera inoltrata, dentro una sala sotterranea dell’Hilton, passano decine di trailer e alcuni film completi. Alla sera del terzo giorno, stanco ma più che altro stordito, scrivo un elenco di impressioni sui titoli della prossima stagione...
                    Non ha un cellulare, non ha un computer, non ha un orologio. “Del cellulare e del computer non ho bisogno, sono un funambolo. L’orologio, se mi serve, lo prendo al polso di qualcuno: sono anche un pickpocket, un borseggiatore” Ha invece una penna nel taschino, rosa, a me sembra una penna qualunque, ma lui la mostra e dice “È la migliore del mondo, avete mai visto niente di altrettanto bello?” Ha anche un filo rosso, di cotone grosso: lo tende davanti agli occhi, tra un tetto e il vertice d’una statua, o tra i due picchi di una catena montuosa, e così immagina dove mettere il suo cavo...
Il programma del Festival di Roma di quest'anno mi sembra molto buono (lo trovate qui) sotto il profilo dei contenuti, come già successo con Venezia, ma sentire ancora un direttore artistico - nella fattispecie Antonio Monda - affermare "I festival non sono sfilate di moda, ultimamente vedo più attenzione per i red carpet che per i film, noi faremo il contario: partiamo dalla qualità dei titoli e non dalle star" è desolante...
È domenica, sono le sei di pomeriggio, e osservo gli scaffali del carrello sui cui è appoggiata la mia televisione. L'affollamento di consolle e cavi è impressionante. In basso, sulla sinistra, c'è il decoder di Mediaset Premium che uso per seguire il campionato e la Champions League. Sopra fa capolino la scatoletta nera di Sky Online, con cui accedo a X-Factor e a una gran quantità di serie televisive, oltre a una varietà di film vecchi e nuovi che cambiano tutti i mesi...
Qualche settimana fa, da Locarno, vi ho raccontato 8 film che quasi certamente non vi capiterà mai di vedere. Cinema d’autore ostico, poco interessato al pubblico, comprensibile solo dentro a un Festival come quello svizzero, e male (o per niente) distribuito in sala. Contro ogni mia aspettativa, l’articolo ha avuto molto successo. Quindi eccoci di nuovo qua. Rispetto a Locarno la Mostra del Cinema di Venezia ha un carattere più popolare, in particolar modo la selezione ufficiale (cioè Concorso e Fuori Concorso); la sperimentazione è relegata a Orizzonti e alle sezioni parallele, cioè la Settimana della Critica e le Giornate degli Autori, che teoricamente non fanno parte del Festival vero e proprio, ma vanno in scena negli stessi giorni e nello stesso posto, quindi è come se...
Mi diceva un amico a cena un paio di giorni fa, “Locarno è un Festival con la puzza sotto il naso”. Non è molto carino, e nemmeno completamente vero, nel senso che qualche film commerciale c'è e l’organizzazione della kermesse, da ogni punto di vista, è impeccabile - con tutti i cliché sugli svizzeri che l’affermazione abbraccia. È vero però che qui si vedono opere mediamente più ostiche rispetto a Venezia, Berlino e Cannes, e a volte addirittura inaccettabili se non si parte con una preparazione adeguata; vale a dire che se non siete già avvertiti che è possibile chiamare “cinema” anche determinati eccessi e personalismi autoriali, uscendo da alcune proiezioni potreste pensare che siano tutti impazziti - regista, spettatori e selezionatori del Festival...