CIAK: A CREMONA IN MOSTRA LA MAGIA DI RENATO CASARO

IMG_0006Magari il nome di Renato Casaro ai più non dirà nulla, eppure quest’ottantenne artista trevigiano, per diversi decenni ha dato vita in modo magistrale a dei capolavori iconici che sono rimasti impressi nell’immaginario collettivo di tutti noi. Quando la settima arte incontra un interprete tanto acuto e talentuoso, in grado di racchiudere in un’immagine il senso più vero e profondo di una pellicola, non potevano che nascere quelle indimenticabili locandine che ci hanno accompagnati per diversi lustri, transitando elegantemente dal manifesto di una proiezione, a una pubblicità patinata su rivista, trasformandosi prima in una fascetta per vhs, poi cover di dvd e infine per i blu ray.
Nella sua lunga e avventurosa carriera Renato Casaro ha realizzato oltre 1000 locandine di titoli indimenticabili come: Balla coi lupi, L’ultimo Imperatore, Un tè nel deserto, Per un pugno di dollari, Furio, Rambo, Flash Gordon, Nove settimane e mezzo, Il nome della Rosa, Misery, Attila flagello di Dio, Beetlejuce, Nikita e tanti altri ancora. E se ancora non bastasse, e solo per questo merita tutta la mia stima, sappiate che è l’autore di tutti i manifesti di Bud Spencer e Terence Hill: un pezzo di cuore insomma.
Durante le festività ho avuto la possibilità di assistere a Cremona, nello spazio espositivo di Santa Maria IMG_0013della Pietà, alla mostra “Ciak – per un pugno di colori”, curata dall’Associazione Culturale Tapirulant, che vanta l’esposizione di circa 100 suoi dipinti originali. Una mostra che aveva già fatto tappa a maggio nell’ambito di Albissola Comics (Savona), e a settembre in quel di Giovinazzo (Bari) e che rimarrà nella città del Torrazzo fino al 28 gennaio 2017.
Lo spazio espositivo è molto ampio e suggestivo, data la location, e dopo una prima parte dedicata al concorso abbinato, rivolto agli illustratori contemporanei, si passa alla mostra vera e propria, sancita a metà sala da un grande pannello divisorio che vede protagonista il Kevin Kostner di Balla coi Lupi, locandina che è a tutti gli effetti, l’effige ufficiale della manifestazione.
I visitatori sono sporadici, probabilmente la pubblicità e anche il nome non di richiamo, aiutano poco il passaparola, e come sempre nessuno è profeta in patria, ma questo permette di godersi appieno l’esibizione, anche se fotografare i disegni diventa un’impresa improba, data la collocazione dei faretti che sparano sui vetri dei quadri.Ma poco importa, tutta quella bellezza l’ho bevuta con gli occhi e ora la porta nel cuore. Quindi perdonate le foto talvolta mediocri di questo reportage.
Oltrepassata dunque la metà, sala ci s’inizia a perdere tra una roboante girandola di stupore, meraviglia e tanti sorrisi compiaciuti; le frasi più ricorrenti che si sentono pronunciare sono, non a caso,: “Ma te lo ricordi?” oppure “No…anche questo? Stupendo!”
io e budDiventa quasi un gioco, una danza di emozioni e aneddoti passare da un capolavoro all’altro, dove ognuno si sofferma in contemplazione davanti ai propri preferiti. Nel mio caso è stato d’obbligo piantarmi diversi minuti innanzi a tutto ciò che concerneva i film di Bud e Terence, con una lacrimuccia di commozione quando mi si è presentato lo stupendo manifesto di “Uno sceriffo Extraterrestre, poco extra e molto terrestre”. Bud, come tutti i grandi, ci è entrato sottopelle, nel tessuto connettivo e lì voglio che rimanga per sempre.
Non si può davvero che rimanere spiazzati davanti a tanta maestria, tanta precisione in quelle tavole originali, realizzate in tempera e aerografo, in cui si distinguono chiaramente ogni singola pennellata, ogni sussulto; un mestiere tanto affascinate, quello del cartellonistica, mandato in pensione dall’era del digitale.
Il giorno dell’inaugurazione il maestro era presente per un incontro-conferenza e gli autografi di rito, mi mangio le mani per averlo saputo troppo tardi. Però all’interno della sala c’è uno schermo che trasmette in loop un documentario-intervista su di lui e con lui, fatto veramente con passione.
E se dopo questo piccolo immaginifico tour cinematografico volete portarvi a casa un bel ricordo, sono disponibili il catalogo ufficiale con e tutte le stampe delle opere esposte (€18,00), il manifesto della mostra, e alcune stampe di dimensioni 42×30, su cartoncino spesso di ottima qualità (€35,00 cad). Vi consiglio per altro IMG_0055di portare con voi liquidità, perché non sono attrezzati con il Pos e la banca più vicina dista circa un km.
Anche la sottoscritta non è certo tornata a mani vuote.
Ho portato con me una locandina assolutamente mitica e senza tempo. Il film fantasy per eccellenza che noi bambini degli anni 80 abbiamo amato forse più di ogni altro. Davanti a cui ancora oggi, come allora, resto rapita allo stesso modo, pensando al regno incantato di Fantasia, al coraggioso Atreyu, al piccolo Bastian al leale Mordiroccia, al Nulla che avanza e soprattutto a Falkor, il candido fortunadrago. La Storia Infinita, interpretata  nella locandina di Renato Casaro in modo poetico e fiabesco.
So che mancano solo una manciata di giorni al termine, e magari Cremona può non essere comodissima, ma il mio suggerimento spassionato è, se vi riesce, andateci.
Fatevi un bel regalo, mi ringrazierete.

Info circa la mostra:

Santa Maria della Pietà- Piazza Giovanni XXIII
Orari: da martedì a domenica dalle 9.30 alle 12.30 e dalle 15.00 alle 18.00
Chiuso il lunedì
Ingresso 3 euro, gratuito sotto i 12 anni.
Altri dettagli su: www.tapirulan.it

Info sull’artista Renato Casaro


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