LE STATUE DI HOLLY E BENJI IN GIAPPONE

Passata l’abboffata calcistica degli Europei e in attesa di immergerci nell’atmosfera carioca delle Olimpiadi, durante la mia ultima sortita nipponica lo scorso giugno, ho approfittato per una capatina alle statue celebrative di Capitan Tsubasa (da noi Holly e Benji) nella cittadina di Yotsugi, a poco più di una mezz’ora di treno da Tokyo (Asakusa).
Qui vi racconto com’è andata.

panelLa seconda metà di giugno non è un periodo particolarmente favorevole, climaticamente parlando, per le escursioni turistiche: seppure l’aria sia calda e la temperatura si attesti intorno ai 25/27 gradi, siamo in pieno periodo monsonico, e una pioggia random durante la giornata è pressochè garantita.
Non quella domenica, dove sotto un solleone che neanche a ferragosto, ci siamo avventurati in tarda mattinata verso la ridente meta di Yotsugi/Tateishi.
Si tratta, infatti, del luogo natale del mangaka Yōichi Takahashi, il papà di Ozora Tsubasa, Oliver Hutton per tutti noi insomma, e alla propria star locale, la cittadina ha dedicato otto statue di bronzo raffiguranti i celebri ragazzini calciatori, che hanno cresciuto generazioni di appassionati. Per andare sul sicuro metto la maglietta di Five e Uan di Bim Bum Bam.
Appena usciti dalla stazione, ci troviamo di fronte una specie di panel informativo che avrebbe dovuto contenere delle mappe, circa il percorso da seguire per vedere le varie sculture.
Non c’è nulla, ma con il mio ottimo giappo-english, chiedo aiuto al capostazione che, tra una pianta della cittadina e quella degli orari dei treni, senza scomporsi, si prodiga nell’offrirci un gozzilliardo di brochure, che vi vado a mostrare in quest’articolo. Siamo a cavallo.

Ci rendiamo subito conto che sarà una bella scarpinata; come già accaduto qualche anno fa con le Holly and mestatue   del sensei Matsumoto nella sperduta località di Tsuruga, i commercianti che sovvenzionano questo genere di iniziative, hanno tutto l’interesse a disseminare le statue lungo un percorso quanto più duraturo possibile, per fare in modo che l’otaku-turista si fermi maggiormente e consumi cibo e/o bevande o faccia acquisti nei vari store locali. Pertanto le otto riproduzioni bronzee sono equamente ripartite tra le due aree attigue, metà a Yotsugi e metà a Tateishi.
Caldo a parte, devo dire però che l’esperienza è piacevole, sembra di essere all’interno di uno di quegli scorci da anime anni 80. Durante la passeggiata non ci facciamo mancare proprio nulla: il passaggio pedonale sopraelevato, le cicale che friniscono, il parco giochi con le altalene dove i protagonisti di qualche serie si raccontano le loro confidenze, i ragazzini in divisa che praticano le attività del club, la scuola con la torre dell’orologio al centro, il campo da baseball dove sicuramente si allena il Meisei e i venditori ambulanti che ci tentano con prelibatezze varie. Per una come me, cresciuta a pane e anime, questa realtà provinciale ha una bellezza così vera, così palpabile e vivida da essere quasi commovente.
Ma torniamo alle nostra statue.

bruce harperIl primo a inaugurare il lungo tragitto è nientemeno che Bruce Harper (Ryo Ishizaki) inginocchiato con il piglio di chi sta esultando, posto proprio nei pressi della stazione, lungo il percorso di un binario, ed ecco però la prima delusione: le statue sono piccole :(
Va bene che sono bambini giapponesi di 10 anni, ma non si tratta purtroppo di una scala 1:1, tranne che in rari casi come vedete dalle foto, ed è un vero peccato. Però Bruce Harper mi è sempre stato molto simpatico con tutte le sue pallonate in faccia, per cui faccio spallucce, un po’ di foto e continuo la mia marcia in quest’ assolato pomeriggio estivo.
Sono molto graziose le targhe argentate poste sotto ogni personaggio, con un disegno del mangaka Takahashi e brevi note informative sul ruolo nella serie.

A circa 5/7 minuti di cammino per viuzze completamente deserte, data la canicola imperante, si arriva in Mark Lendersun ombreggiato parco giochi, molto ben curato, e ad attenderci in una posa sborona- e come non poteva esserlo?- ecco quel figaccione di Mark Lenders (Kojiro Hyuga), passato alla storia più per la moda lanciata con le sue maniche arrotolate, che per il Tiro della Tigre.
Foto di rito e bacio: mi sei sempre piaciuto un casino, bello e dannato come sei!
Si prosegue per altri 10 minuti scarsi, per arrivare a un campo da calcio sterrato, dove dei papà giocano allegramente con i figli.
Ed eccolo Oliver Hutton, stavolta scala 1:1 sì, fare bella mostra di sé al centro, lungo una delle fasce laterali, mentre mostra sorridente la fascia di capitano.
Mentre ci avviciniamo per due scatti, una giovane mamma spiega al pargoletto chi rappresenta quella statua che ha davanti, e lui balzella e lo va ad abbracciare felice… fanno quasi tenerezza.
Aspetto il mio turno e mi faccio immortalare accanto al numero 10 della New Team.
Lo scruto bene ancora qualche minuto dalle varie angolazioni e cerco sulla mappa il prossimo punto da raggiungere: sono molto ottimisti nel segnare 6 minuti a piedi quelli che sono almeno il doppio se non di più, ma pazienza, siamo in ballo per cui si balla.
Stavolta posizionati al centro di un grosso incrocio con sopraelevata, ci sono il piccolo Holly assieme al suo mentore Roberto Sedinho- nel Belpaese-, Roberto Hongo in originale.

targaSospetto gli abbiano mutato il cognome per due ragioni:

1-    Per farlo sembrare ancora più brasileiro
2- Perché non si ipotizzassero strane parentele con un altro allenatore omonimo, il signor Hongo di Mimì Ayuwara, già spacciata a sua volta come cugina di Mila Azuki…e insomma robe che Beautiful all’allora Fininvest gli faceva un baffo.

Roberto guarda con aria amorevole il suo pupillo, ma oramai traviata da anni di meme, non posso fare a meno di chiedermi se quello sguardo sia per i risultati conseguiti dal ragazzino o se in realtà siano pensieri poco edificanti per la madre dello stesso, Maggie Hutton…non lo sapremo mai.
Con questa consapevolezza nel cuore ci dirigiamo, dopo altri 12 minuti di cammino circa, alla statua n°4 che è a tutti gli effetti lo spartiacque tra la zona di Yutsugi e quella di Tateishi.
Pensate che è talmente evidente che ci siamo passati davanti due volte senza accorgercene ^_^. O forse era il caldo. Si tratta dell’onnipresente Patty (Sanae Nakazawa), intenta a sventolare la bandiera per supportare il suo team del cuore e soprattutto il suo amato Holly. Un po’ mi faceva pena nella serie e mi stava pure sulle balle; e vedevdola raffigurata live, anche allo scultore si direbbe.
Altri dieci minuti (giapponesi) a piedi, ed eccoci in un altro parco giochi gigante, dove nell’area calcio, tocca all’infaticabile Tom Becker (Taro Misaki), anche lui in scala 1:1, mostrare la sua possanza.
Il grande amico di Holly si riconferma uno dei personaggi più amati anche sul suolo giapponese.

Per fare l’en plein con i giocatori più noti della New Team a questo punto manca solo il nostro portiere benji si allenadi fiducia, Benji Price (Wakabayashi Genzo), che però sta a 20/25 minuti a piedi dal parco.
Vorrei morire in tutti i modi possibili. O trovare un autobus. Ma è domenica e affronto stoica la via del bushido, mentre prendo in considerazione seriamente l’utilità della trasmigrazione attraverso Satori e i suoi benefit.
Non so bene come, zompettando come un allenatore di Pokemon alla caccia di Articuno, tra una zona d’ombra e l’altra, eccomi alla statua di bronzo numero 7, che in realtà è grande come Action Man. Sono delusa per la seconda volta.
Sì lo so che da noi l’hanno chiamato “Holly e Benji” ma che Benji rimane forse per metà serie e poi tra infortuni e trasferte crucche non lo si vede quasi più, ma neanche Patty l’avevano realizzata così piccina, porca paletta. E io ho camminato e patito decisamente troppo per una ricompensa tanto misera.
Mi viene in mente come, da bimba, vedendo il cappello del portiere con scritto WGenzo, pensassi che “Viva Genzo” fosse lo sponsor del giocatore. Beata ignoranza. Sorrido a questa fugace reminiscenza, mi abbevero alla fontanella vicina e via in direzione dell’ultimo artefatto dedicato sempre al capitano della New Team, fautore della filosofia “Il pallone è tuo amico”.
Ozora tsubasa
Pochi minuti a piedi e ci siamo, stavolta in una zona defilata presso un giardinetto pubblico, dove il maestro Muten, Genio delle tartarughe, abbasserebbe l’età media.
Il pancino reclama un giusto tributo di cibo e io, che sono la regina dello street food, non mi lascio scappare un paio di nikuman fumanti, incurante della calura, prima di assolvere alle immancabili foto con l’ultima delle statue del nostro tour. Per altro tutta la passeggiata interessata dal percorso è costellata di bandiere, pannelli informativi e soprattutto lampioni a forma di pallone da calcio con il simbolo del falco, emblema del nostro eroe.

Purtroppo mancano all’appello molti personaggi che ci hanno appassionato nell’anime e che sono amatissimi dai fan quali: Julian Ross, Philip Callagan, i gemelli Derrik, Ed Warner solo per citarne alcuni, ma chissà mai che nei prossimi anni non decidano di ampliare il percorso con nuovi omaggi a queste stelle del calcio che, nei nostri ricordi, brillano più di qualsiasi campione.

brand

Ecco per comodità segnati in ordine gli indirizzi delle statue :
1. Bruce Harper – Ryo Ishizaki: 4-15-10 Higashiotsugi, Katsushika, Tokyo
2. Mark Lenders – Kojiro Hyuga: 1-16-24 Yotsugi, Katsushika, Tokyo
3. Oliver Hutton – Tsubasa Ozora (#1): 1-22-3 Yotsugi, Katsushika, Tokyo
4. Roberto e Holly – Roberto Hongo & Tsubasa Ozora: 2-3-3 Yotsugi, Katsushika, Tokyo
5. Patty – Sanae Nakazawa: 2-28-1 Yotsugi, Katsushika, Tokyo
6. Tom Becker – Taro Misaki: 3-3-1 Higashitateishi, Katsushika, Tokyo
7. Benji Price - Genzo Wakabayashi: 4-28-14 Tateishi, Katsushika, Tokyo
8. Oliver Hutton – Tsubasa Ozora (#2): 1-21-6 1-22-3 Tateishi, Katsushika, Tokyo

 


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