15 INDIMENTICABILI PAPA’ DEGLI ANIME GIAPPONESI (’80-’90)

Dato che lo scorso maggio mi sono dedicata alle mamme, per par condicio questa volta tocca ai papà che hanno costellato gli anime di quando eravamo bambini e ragazzi…in occasione di questo 19 marzo un doveroso tributo a quelle figure a volte buffe e divertenti, a volte autoritarie e temibili, che per una ragione o l’altra non abbiamo più dimenticato. Pronti?

1-MARRABBIO (KISS ME LICIA)
E  in vetta alla classifica non poteva esserci che lui il brontolone Marrabbio, quando si dice nomen omen, indomito cuoco giapponese dedito alla via del bushido, gestore del ristorante di okonomiyaki (non polpette!) “Mambo”.
Padre di Luciana (!) detta Licia, un’adolescente in piena crisi ormonale che si veste con la coerenza cromatica di un mazzo di carte da briscola, divisa tra l’amore per Stash dei The Kolors, pardon volevo dire Mirko dei Bee Hive e Satomi, tastierista violachiomato della band e venditore di rose nei locali, a tempo perso.
Ma Marrabbio tiene sotto controllo la situazione, e da vero samurai farà di tutto per evitare che la virtu’ dell’ingenua Licia sia insidiata da quel cespuglio bicolore di Mirko. Un plauso all’imbattibile voce del doppiatore Pietro Ubaldi che ci ha regalato una doppia interpretazione (sì, faceva pure il gatto Giuliano) indimenticabile.
Pensate che col passare degli anni la sua figura è diventata talmente iconica e popolare che i ristoranti giapponesi Maido, presenti sia a Milano che Torino, lo hanno omaggiato posizionando una sua sagoma nel locale.
E niente fettine panate.

2- GENERALE JARJAYES (LADY OSCAR)
Prima vera vittima di una mancata scienza prenatale e teoria della genetica.
Il Generale Jarjaes era ignaro del fatto che non procreare figli maschi dipendesse esclusivamente dalla sua incapacità di trasmettere il cromosoma Y. Ridete ridete, ma vorrei vedere la vostra mascolinità messa a dura prova dal parrucchino boccoloso che neanche Jean Claude in Sensualità a Corte. Così per sicurezza ha chiamato l’ultima nata come il SuperteleGattone, costringendola suo malgrado a vivere e comportarsi come un uomo.
Ci si rende conto ben presto che il Colonnello Oscar è di gran lunga più virile di tutti i comprimari maschili della serie, dall’azzimato Conte di Fersen passando per l’amico d’infanzia André (che in quanto tale viene friendzonato per 3/4 della serie) fino al Tenente Girodel, testimonial ufficiale per L’Oreal. Perché voi valete. E meno male che l’icona gay era lei.
Nota di colore: il Generale Jarjayes durante gli anni dell’accademia militare, era compagno di corso della De Filippi.

3-GENDO IKARI (NEON GENESIS EVANGELION)
Forse la figura paterna più fraintesa dell’intero panorama degli anime.
Organizza un complotto ai danni di una potentissima organizzazione segreta, con l’obiettivo di:
1- regalare un robot gigante al figlio (si doveva far perdonare i 15 Natali precedenti)
2- metterlo contemporaneamente insieme a tre gnocche da competizione – 4 nel film- (questo invece era per i compleanni.)
3- far clonare la moglie morta (invece di ringraziare gli dei), ma nel frattempo, per sicurezza, se la crea di vent’anni più giovane e totalmente senziente.
Cosa importa se gli effetti collaterali sarebbero stati incidentalmente la possibilità di riplasmare il mondo secondo la propria volontà e l’estinzione della razza umana?
E dire che c’è gente che lo considera un villain…

4- APOLLO (C’ERA UNA VOLTA POLLON)
Ed eccolo, è proprio il caso di dirlo, bello come il sole, il Divino Apollo. Di sicuro uno dei padri più divertenti che ci hanno regalato gli anime anni 80. Una sorta di ragazzo padre ante litteram, dongiovanni, pigro, svogliato, con una figlia monella da accudire e perennemente in ritardo al lavoro. Ma a lui fottesega: tanto è ampiamente paraculato direttamente dal grande Capo. Peggio di Piersilvio. Giova ricordare che ogni qualvolta si invaghisce di una bella topolona, condivide con Ataru Moroboshi e Gigi la Trottola, il super potere di diventare per pochi secondi fighissimo, prestante e dannato, prima di tornare immancabilmente al proprio aspetto originale.

5-GENMA SAOTOME (RANMA ½)
Bugiardo, vigliacco, approfittatore e spregiudicato, si diletta a giocare a shogi (scacchi giapponesi), promettere il figlio in matrimonio a varie donzelle in cambio di considerevoli quantità di cibo o ricchezza e trastullarsi col sakè.
Ma in fondo noi tutti lo adoravamo nella sua controparte zoomorfa, in cui pure lui sembrava essere a suo agio più che in forma umana: il panda gigante che si esprime a cartelli. Idolo assoluto.
E una doverosa citazione anche per Soun Tendo, padre di Akane, Nabiki e Kasumi oltre che proprietario della scuola di arti marziali e lotta indiscriminata Tendo. Soun ha un animo sensibile e passa metà serie a fissare il vuoto, mentre copiose lacrime gli solcano il viso, con la stessa espressione ebete che ha mio padre quando segna Dybala.

6- ARTHUR YOUNG (TOMMY LA STELLA DEI GIANTS)
Io vorrei scrivere davvero qualcosa di sensato riguardo il Sig. Young, ma questo cartone non lo riuscivo proprio a guardare, mi faceva più paura di Bem il mostro umano.
E poi quella sigla tremenda mi restava in testa per giorni… ”per un padre che non sa che cosa sia un papààààààààà”.
Comunque Arthur Young, diciamocelo, è uno stronzo col botto. Prima costringe per anni il figlio ad allenamenti degni di Shingo Tamai privandolo di fatto della sua giovinezza e instillandogli un complesso di Edipo over 9000, fino a quando, nella partita decisiva che sancisce la vittoria del match e, di fatto, la consacrazione di Tommy a stella dei Giants (praticamente il Grande Real nel baseball del Sol Levante), il giovane, a forza di lanciare, non perde per sempre l’uso del braccio. Allora l’infingardo genitore finge un pentimento in extremis e, facendo una mirabolante gimkana tra le barelle, prende di sua sponte in braccio Tommy, allontanandosi dal campo tra le ovazioni della folla. Una voce pensiero fuori campo ci assicura del suo pentimento, scorrono virili lacrime giapponesi sui volti di entrambi: ora sono di nuovo padre e figlio. Poi però ci ripensa e decide che se anche il braccio è andato, deve farne il battitore più forte del Giappone, e giù di carognate, rimproveri e sgridate che a confronto Gordon Ramsey era un’educanda. Are you  f*** serious?

7- SIG.MOROBOSHI –PAPA’ DI LAMU’ –SIG.FUJINAMI (LAMU’, LA RAGAZZA DELLO SPAZIO)


Noi tutti proviamo una certa dose di silente empatia per il povero signor Moroboshi, macchietta tipica del colletto bianco giapponese, nella serie Lamù la ragazza dello spazio. Nel corso delle oltre 300 puntate della saga, la sua casa –che non ha ancora finito di pagare -, viene devastata qualcosa come 25 volte nell’ordine da: tifoni, invasori alieni, incendi, piante giganti, esplosioni, esorcismi, tsunami e altre calamità di varia natura. La giovane moglie fa spesso la cascamorta con vari bellocci spaziali e non che si avvicendano tra le mura domestiche e quel menarogna di Sakurambo si palesa ogni santa volta che si può mangiare il sukiyaki (quindi la ciccia). Unica consolazione? L’immancabile quotidiano dietro cui nascondersi e fingere di non vedere il consueto casino nonsense di casa Moroboshi.

Dalla stessa serie come non citare il pantagruelico genitore della protagonista? Un oni (gigante del folklore nipponico) in tutto e per tutto, inguainato come moglie e figlia in un’aderentissima tutina tigrata, non esattamente con i medesimi effetti. Tigrato che, da diversi lustri va un casino sulla stella Uru. Più di Hans.
E per concludere il terribile Sig.Fujinami, versato nelle arti marziali e in altre improbabili tecniche di combattimento, che al grido infoiato di “RYUONOSUKEEEEEEEEE” inizia improbabili scazzottate all’ultimo sangue con la figlia adolescente, cresciuta con i modi e le sembianze di un forzuto giovanotto. E pensare che il suo sogno sarebbe quello di atteggiarsi come una dolce ragazza dai modi aggraziati invece che come uno scaricatore di porto. Altro che teoria del gender.
Non c’è niente da fare, come tratteggia questi deliziosi quadretti familiari la principessa dei manga, Rumiko Takahashi

8- RIGEL (UFO ROBOT GOLDRAKE)
Rigel era un pazzo sclerato alto due mele o poco più, padre di Mizar e Venusia, e proprietario del ranch Betulla Bianca. Ranch che a noi piccoli italiani sembrava ubicato proprio lì vicino a noi, tipo verso Canazei in Val di Fassa, ai piedi delle Dolomiti. Purtroppo no: era inspiegabilmente posizionato in Giappone. Il nostro simpatico mandriano però, invece di badare alla tenuta, passava le sue giornate dilettandosi a giocare all’ufologo wannabe, senza rendersi conto che un alieno già ce l’aveva in casa a insidiare le virtù della figlia.
Actarus 1- Rigel 0.

9- CAPITANO NEMO (NADIA, IL MISTERO DELLA PIETRA AZZURRA)
E’ il papà di Nadia, comandante del Nautilus e re dell’antica città di Tartesso. Uomo decisamente misterioso quanto affascinante, di poche parole ma di grande spirito e coraggio, dotato di incrollabile fiducia verso il genere umano. Peccato prima di leggere ’sta caxxata mi stava già simpatico. Lo stesso attore, peraltro, aveva già recitato un ruolo analogo in Macross, nei panni del Capitano Bruno J.Global. Ah il fascino della divisa…

10- GOKU-BARDAK (DRAGONBALL)
Goku, diciamoci la verità, era il papà che ogni maschietto cresciuto tra gli 80/90 avrebbe voluto avere. Fortissimo, simpatico, presente ma non invadente e soprattutto personal trainer fenomenale; certo bisogna scendere a patti che ti avrebbe di sicuro portato a tagliarti i capelli al Paradiso del Cane, che tra i Saiyan va di gran moda, ma, come si suol dire, nessuno è perfetto! In questo piccolo spazio dedicato a Dragonball
una doverosa citazione va fatta anche per l’eroico Bardak, padre del nostro eroe e sua fotocopia (accidenti a Toriyama e la sua fantasia), che sacrifica se stesso per cercare di salvare la propria razza, il pianeta natale e il figlioletto neonato, spedendolo in salvo a bordo di una navicella sul pianeta Terra…aspetta… cosa mi ricorda?


11- KENZO KABUTO – PROF.SHIBA


Altro ex-aequo stavolta di carattere robotico. Il primo è il compianto Dott. Kenzo Kabuto, padre naturale di Koji e del piccolo Shiro, e padre putativo degli orfani Tetsuya e Jun. Praticamente una pelle ricucita addosso a un cyborg che indossava sempre lo stesso camice bianco, mentre nessuno sembrava mai accorgersi della sua mano robotica degna dell’Ispettore Kemp in Frankenstein jr. Nonostante gli anni trascorsi si attesta saldamente al primo posto nei motori di ricerca, dando diverse piste all’omonimo e conterraneo profumiere. A destra vediamo invece il Prof. Shiba, scienziato giapponese dal conclamato problema di prognatismo, nonché padre di Hiroshi (Jeeg Robot). Per tutta la serie l’abbiamo visto spuntare più sui vari monitor in collegamento che in real life, e così allora lo vogliamo ricordare, al suo meglio: quando non perdeva puntata per collegarsi per mezzo del suo visore, tra le cosce di Miwa con la scusa dei componenti. Il professor Shiba… uno di noi.

 12- BORIS LUPESCU – SIG. THOMPSON (RANSIE LA STREGA)


Un’altra serie che ci ha regalato papà di un certo livello è senza dubbio Ransie la Strega; a partire dal vampiro Boris Lupescu, papà della protagonista, un vampiro sui generis dalle velleità scrittorie, perennemente sottomesso dalla moglie donna-lupo e con la capacità di tramutarsi in pipistrello o ombrello, a seconda della necessità.
E poi il Signor Thompson, ingenuo mafiosetto locale dall’aria bonacciona quanto infantile, che sembra un misto tra Adriano Galliani e il vaso del Mago Pancione. Adorabile.

13- RE DI FAIRYLAND (IL MAGICO MONDO DI GIGI’)


Si guadagna la tredicesima posizione il simpaticissimo Re di Fairyland, il papà della principessa Gigì (Minky Momo in originale) a rappresentanza di tutti i papà magici e terrestri della folta schiera di maghette animate. Sì, proprio lui, quello che stava con la stangona gnocca sbririlucciosa, e per avvicinarsi alla sua regale altezza, chiamava in aiuto un magico tappeto volante. A riprova che la bellezza nella vita non è tutto.
Serve anche il potere. Del resto è ben nota cosa si dice degli uomini nani….

14- TRITTICO PAPA’ MEISAKU


E’ tempo di Spending Review anche in casa Nippon Animation, così si tira un po’ la cinghia e lo stesso attore viene riciclato per tre papà in altrettante serie differenti. Eccolo hipster giovane e aitante in Là sui monti con Annette, quindi capofamiglia naufrago in Flo la piccola Robinson e infine invecchiato, appesantito alcolizzato in Lucy Mai. Ma a noi giovani virgulti quella barba da patriarca dell’Antico Testamento, in fondo, dava un senso di sicurezza.

15-HIROMI (IO SONO TEPPEI)
Fanalino di coda per il burbero minatore Hiromi, il papà del selvaggio Teppei; un anime breve che non ha goduto di numerosi passaggi televisivi, e sempre in reti locali, ma che ricordiamo con affetto per i siparietti divertenti durante gli improbabili litigi col figlio, le maniere brusche e la ricerca ossessivo-compulsiva di fantomatici tesori. Immaginari più del Molise.

 

E per concludere con stile, un eccellente fuori classificato. Alman di Thule, l’uomo che nel manga dei Cavalieri dello Zodiaco (Saint Seiya) è il padre di tutti i 100 (!) bambini raccolti alla Fondazione e inviati nel mondo per diventare Santi di Athena. Ricapitolando dunque: ricco imprenditore, non certo un figo da competizione, ha ingravidato 99 donzelle (essendo Andromeda e Phoenix fratelli), senza pagare alimenti e senza riconoscerne nemmeno uno. E l’ha fatta franca! Un eroe insomma…

Con questo illustre signore si conlude la nostra retrospettiva dedicata ai mitici padri degli anime 80-90 che ci sono rimasti nel cuore.
Non ce ne vogliano quelli esclusi da questa classifica, che salutiamo  comunque calorosamente, augurando a tutti Buona Festa del Papà!

 


Un commento a "15 INDIMENTICABILI PAPA’ DEGLI ANIME GIAPPONESI (’80-’90)"

  • gg_gab :

    magnifico questo articolo! Grazie di cuore

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