TOPOLINO E LA SAGA DELLA SPADA DI GHIACCIO

INIZIA L’AVVENTURA: IL NATALE CON PAPERI E TOPIserie oro

Lo so che col capodanno alle porte dovrei tirare le somme sui miei film preferiti e citare quantomeno Star Wars da qualche parte, ma dato che lo fanno già tutti e in modo egregio, vi dispiace se vi racconto che cosa mi fa davvero emozionare durante queste festività, cosa mi riporta immediatamente ai balocchi degli anni 80, a quelle storie avventurose, all’attesa, la gioia, il mistero, cosa me lo fa rivivere allo stesso modo? (E sì comunque, in un certo qual modo centrerà anche un po’ Star Wars.)
A parte l’immancabile visione di “Mickey’ Christmas Carol”, che considero la miglior trasposizione esistente della novella di Dickens (non me ne vogliano i sostenitori dei Muppets), non è Natale senza… il numero di Natale di Topolino, quello con l’immagine rotonda abbinata ai piatti, e senza le storie della “Spada di Ghiaccio”.

1la mappa completa dell'ArgaarAvevo solo sette anni nel lontano dicembre del 1984 quando rimasi folgorata dalla copertina natalizia di quel Topolino n.1517, che mi avrebbe accompagnato durante gli anni, in un percorso ibrido di amore incondizionato per la letteratura fantasy, la fantascienza e ovviamente le avventure della banda Disney, declinate nello stile aggraziato e arioso dei maestri Cavazzano e De Vita.
Perché per una bimba di seconda elementare quell’adorato settimanale dalla costola gialla racchiudeva puro succo di magia a cominciare dalla copertina; la carta patinata dai colori vividi, stelle, decorazioni, eroi senza macchia con lo sguardo rivolto verso al futuro, come nei migliori cicli cavallereschi, il cartiglio a forma di pergamena e il disegno inserito nella cornice rotonda che tanto amavo. E come se non bastasse nelle prime pagine ecco fare capolino la mappa delle terre dell’Argaar, immaginifico luogo fantasy dove i nostri eroi, Pippo e Topolino, affrontano la loro missione…quanto ci ho fantasticato, quanto ci ho giocato!
Non sapevo da principio che “Il Ritorno del Principe delle Nebbie” fosse la terza parte di un’epopea iniziata due anni prima con “Topolino e La Spada di ghiaccio” e “Topolino e il Torneo dell’Argaar”, ma i vari rimandi all’interno della storia non lasciavano adito a dubbi: dovevo recuperare assolutamente anche gli episodi precedenti. Capite bene che nel 1984 per quanto potessi essere una bimbetta sveglia, non si trattava di un’impresa semplice; ci riuscii solo qualche anno dopo, scovandoli fortuitamente nella soffitta polverosa di alcuni lontani cuginetti più grandi.
tutti i topolini di Natale dal 1981 al 1993

 

                                         LA SAGA E IL MAESTRO DE VITA

frontespizioParto dal presupposto che queste avventure note ormai come “Saga della Spada di Ghiaccio”, siano conosciute dai più, se così non fosse però recuperatele assolutamente, non ve ne pentirete.
La fervida creatività del maestro Massimo De Vita (sceneggiatore e disegnatore della trilogia classica) tocca qui le vette più alte di bellezza, ironia, avventura e ritmo dell’opera omnia disneyana. Un mondo fantasy quello dell’Argaar con tutti gli stilemi del caso (boschi, castelli, giganti, elfi, nani, folletti, draghi…) in cui il nostro dinamico duo Topolino/Pippo viene catapultato proprio alla vigilia di Natale. E dove da protagonisti, in una girandola di avvenimenti, misunderstandig e prove di ogni genere, diventano a tutti gli effetti gli eroi salvatori del regno incantato (del resto Pippo è o non è il cugino del grande condottiero Alf ?). I Rimandi ai classici Disney non mancano: dal venerabile Yor, un novello mago Merlino, al drago Zibibbo probabilmente imparentato con un certo invisibile Elliot, fino al lupo, inseparabile compagno del Principe delle Nebbie, preso in prestito da “La Spada nella Roccia”; ma echi tolkeniani, ispirazioni dichiarate dal ciclo di Shannara sono disseminate lungo tutte le vicende, sapientemente mischiati a leggende ed elementi della mitologia norrena. Non solo. Citavo Guerre Stellari nell’incipit e c’è un perché. Non è un mistero che questo fantomatico principe sia ispirato nelle fattezze e soprattutto nel copricapo al temibile Darth Vader, con cui condivide manie di grandezza e sete di conquista. E, se posso permettermi, aggiungerei che la prova con il Vecchio della Montagna, strizza l’occhio alla decima fatica di Asterix, con il temibile quesito del venerabile Saggio della Montagna su quale sia il detersivo che rende il bucato più morbido e profumato. Non per niente “Le 12 Fatiche di Asterix” è un altro grande classico delle festività che i palinsesti puntualmente ci ripropongono.

Avventura sì, ma anche tanta ironia, divertimento situazioni  paradossali e battute perfette, tagliate su 12435615_10208322028223415_1974208645_nmisura per lo scettico e ingenuo Pippo, antieroe per eccellenza, qui diventato portabandiera del popolo oppresso, indomito eroe tout court dal cuore puro, mentre Topolino gli fa da saggia spalla, in un ribaltamento di ruoli che calza come un guanto ai nostri simpatici amici.
E poi signori, ça va sans dire, oltre ai superbi disegni zeppi di fantastiche creature e decorazioni natalizie, ma mai ridondanti o leziosi, la vignetta definita come la più innovativa, anticonvenzionale, originale della produzione fumettistica italiana; quella in cui Topolino salta in una pagina bianca rompendo, di fatto, la quarta parete e trascinandoci con lui nel mondo onirico- ma non troppo- dell’Argaar. Chapeau.

I PIATTI DI NATALE DI TOPOLINO

Piatti di Natale 1981-1993

Piatti di Natale 1981-1993

Come dicevamo poco sopra a partire dal 1981 e fino al 1993 le copertine dei Topolini natalizi erano bellissimi disegni a tema, realizzati e firmati ogni anno dai migliori autori, inscritti sempre dentro una circonferenza, una sorta di marchio di fabbrica immediatamente riconoscibile. A queste illustrazioni era abbinata la vendita di un piatto con la stessa immagine, ordinabile tramite apposito cedolino presente nel settimanale. Si parla di prezzi non proprio abbordabili per i bambini dell’epoca, in virtù anche della stampa  limitata -meno di 1000 esemplari-, ragion per cui nel corso degli anni, questi piatti hanno raggiunto un notevole valore collezionistico.
Non vi stupirete quindi se quello del 1984 firmato da De Vita con gli eroi della saga fantasy sia uno dei più costosi e di difficile reperibilità.
Al tempo ho scartavetrato le palle ai miei genitori intere settimane, mesi per averlo, ma niente da fare il prezzo era troppo elevato e soprattutto sospetto lo ritenessero un capriccio destinato a risolversi in una bolla di sapone.
Stolti, non avevano capito nulla.
In quel preciso momento realizzai quello che desideravo fosse il mio superpotere. Toccare le immagini delle pubblicità per far letteralmente “uscire” il gadget, il giocattolo reclamizzato e materializzarlo davanti a me. Ero certa che se mi fossi impegnata con tutta me stessa (usando la Forza congiuntamente alla formula Pampuliu Pimpulu Parimpam Pum ad esempio) si sarebbe finalmente materializzato. Dove avevo sbagliato?
Ho consumato le pagine della pubblicità su Topolino…per anni.
Ma evidentemente c’era qualche perturbazione nella Forza, e la congiunzione astrale favorevole si è verificata solo lo scorso anno. Ora costudisco gelosamente il mio tesssoro come uno dei miei oggetti più preziosi, quale effettivamente è. Sono una pessima scribacchina temo, non riuscirò mai a descrivere in modo adeguato l’emozione pungente e intensa provata stringendolo tra le mani.
Ma so che chi è stato bimbo appassionato come me capirà. Occhi lucidi.

Per dovere di cronaca chioso dicendovi che la produzione dei piatti, svincolata ormai dalla copertina natalizia, è continuata fino al 2009, con immagini e disegni decisamente anonimi e qualità spesso opinabile, eccezion fatta per le annate 1994 (Cavazzano) e 1996 (Mastantuono.)

LE EDIZIONI DELLA TRILOGIA

Edizione 1989 e 1993 a confrontoLa trilogia della Spada di Ghiaccio, poi quadrilogia con l’arrivo del nuovo episodio “Topolino e la bella addormentata nel Cosmo” (Topolino n.1936/1937 del 1993), disegnato sempre da De Vita su sceneggiatura di Fabio Michelini, oltre alla serializzazione cadenzata annualmente sul settimanale Topolino, visto l’enorme successo, è stata raccolta nel corso degli anni in diverse edizioni.
Il primo volume con copertina morbida sullo stile de “I Classici”, è uscito nel dicembre 1989 come supplemento al Mega Almanacco n. 396; la sua peculiarità è senza dubbio lo sfondo dorato specchiato che lo rende super natalizio, ma altrettanto delicato. Nel 1993, stessa veste grafica, dimensioni appena più grandi, ma il volume è stavolta in omaggio solo per gli abbonati e la copertina diventa cartonata. Sparisce l’oro sostituito da un arancio-ocra, ma la caratteristica che rende pregevole questa raccolta, oltre alla rarità per il minor numero di copie pubblicate (70.000), è che per la prima e unica volta si vede una mappa dell’Argaar stampata su doppia pagina: possiamo così venire a conoscenza di territori ignoti e imparare ad esempio cosa si nasconde dopo le Montagne di Ululand o al di la della Foresta dell’Incantesimo. Questa “scoperta”, vi assicuro, mi ha fatto letteralmente gongolare e fantasticare per diverse ore. XD
E’ il 2004 quando la saga viene raccolta interamente per la prima volta in un solo volume dal prezzo assolutamente popolare, grazie alla collaborazione congiunta tra il quotidiano La Repubblica e Panini Comics (I Classici del Fumetto di Repubblica, SERIE ORO n.10). Questo volume è di sicuro il migliore attualmente in circolazione quanto a rapporto qualita’ prezzo,con una sovracoperta cartonata azzurra, ed è l’unico stampato su carta lucida.Dimensioni 18×26 cm.

Volume omnicomprensivo 2014Sul finire del 2014, per la gioia degli appassionati, torna il nostro fantasy disneyano preferito in un prestigioso volumone da collezione di grande formato, per la collana “Disney libri”, arricchito da testimonianze, interviste, aneddoti e curiosità; questa edizione, attualmente in commercio, ha visto lievitare esponenzialmente il suo prezzo dallo scorso dicembre, ed è destinata a rivalutarsi nel tempo.
Un must have insomma.

EPILOGO

E questo è il racconto della mia infinita avventura con La Spada di Ghiaccio, epopea che da subito mi Piatto natale 1984è entrata sottopelle e lì piacevolmente è rimasta, occupando un posto specialissimo nei miei ricordi e nel mio cuore; i più preparati si saranno accorti che anche per i paragrafi di questo “outing” mi sono ispirata agli stessi presenti nelle storie citate.
Ora la piccola Giorgia di sette anni che scalpita dentro di me, mi ricorda a gran voce che per coronare quest’avventura iniziata in quel lontano 23 dicembre 1984, dovrei incontrare il grande Massimo De Vita e chiedergli un autografo su quel magico piatto, oramai un vero feticcio per la sottoscritta. Dovrei ringraziarlo di cuore per avermi e averci regalato nel corso degli anni storie immortali come questa, capaci di emozionarci e farci sognare ancora come trent’anni fa.
Chissà mai che in questo 2016 alle porte non ci riesca. ^_^


6 Risposte per "TOPOLINO E LA SAGA DELLA SPADA DI GHIACCIO"

  • daniele1977 :

    ciao Giorgia, piacere! complimenti per il post. Anche a me quel Topolino in particolare e quei piatti regalano ancora a distanza di anni le medesime sensazioni di magia natalizia, gioia dell’attesa ecc ecc come le hai descritte splendidamente. Complimenti per la collezione quasi completa (ti manca il piatto dell’83 vedo); io invece ho solo 81, 86 e 87, cmq quello di De Vita e Cavazzano sono da favola e conto di comprarli prima o poi! Grazie per aver espresso le mie stesse emozioni, rievocando quei fantastici natali degli anni 80 rimasti impressi nella memoria, nelle storie e nei piatti disney. Ciao!

  • Giorgia Vecchini :

    Grazie Daniele, mi fa molto pioacere che tu abbia apprezzato e che ti sia ritrovato in questo groviglio di ricordi ed emozioni.Purtroppo il piatto del 1983 ancora non l’ho trovato, ma sono fiduciosa che con un po’ di pazienza salterà fuori ^_^

  • daniele1977 :

    Ciao, ho scritto qualche considerazione a margine del tuo articolo, focalizzandomi più sui piatti. Spero che ciò non provochi un aumento della morbosità del collezionismo (e un’impennata dei prezzi) anche perché molti dei piatti li sto cercando anch’io, e uno anche te :). In fondo però un po’ ci spero. Ciao!

    Le pagelle (e le quotazioni) dei piatti di Natale Disney.
    Brevi considerazioni di un piattologo invasato. (di Daniele Botti)

    Partiamo da un presupposto: quando si parla dei piatti di Natale Disney, è di pura follia che si tratta.
    La follia iniziale, quella pensata da un redattore di Topolino di ritorno da un viaggio in Danimarca, di abbinare al settimanale i piatti di Natale danesi (rivisti in chiave Disney). Ma ci pensate alla follia di vendere a dei ragazzini degli oggetti da adulti a un prezzo da adulto (circa 30 volte il prezzo di Topolino, quasi 60 euro di oggi)? Prima follia.
    Seconda follia: quella dei ragazzini di allora, i nati egli anni ’70, che chiedevano ai genitori di spendere cifre non indifferenti per comprare cosa?!? Un piatto da appendere al muro! Noi ragazzini (mi ci metto anch’io) sapevamo di andare incontro a un no, ma lo facevamo lo stesso (seconda follia). Perché si saranno mai resi conto, questi maestri del fumetto italiano, che le sgargianti copertine dei Topi di Natale e i relativi piatti di durissima ceramica si sarebbero impressi nella nostra morbida psiche in formazione come una scheggia d’acciaio nel burro, legandosi per sempre ai Natali spensierati dell’infanzia, e a tutta la carica emotiva che ne consegue? Lo sapevano Carpi, Cavazzano, De Vita, e tutti questi grandi maestri del fumetto che ci avrebbero (di)segnato per sempre? Probabilmente no. (terza follia)
    Quarta follia: di conseguenza li abbiamo sognati per anni (non avendo potuto averli all’epoca), e non ci è parso vero con la nascita di internet (e sopratutto di ebay) di recuperare la speranza di averli tra le mani (perchè ci pensate voi, se non ci fosse stato internet, quanto sarebbe stato faticoso cercarli in un mercatino, considerato che LA TIRATURA ERA MENO DI 1000 PEZZI – altra follia, o meglio ISTIGAZIONE AL COLLEZIONISMO; il vero morbo di noi ragazzini degli anni 80): senza l’arrivo di internet sarebbe stata un’impresa titanica, pari se non superiore a quella degli eroi dell’Argaar, immortalata sul piatto 1984 , forse il più bello della serie.
    Quinta e ultima follia: i prezzi. I “magnifici 7”, quelli che vanno dall’81 all’87 che a mio parere sono i piatti più belli, oggi non costano meno di 200 euro l’uno. Ma tant’è. Per amore (invasato, per di più) si fa questo e altro.
    Allora vediamoli uno a uno, con il relativo giudizio e le loro quotazioni attuali, questi “oggetti magici”, magici per la carica di follia che emanano, e per tutte le emozioni di quei Natali dell’arcadia/infanzia a cui sono legati indelebilmente.

    Ecco le pagelle dei fantastici, bellissimi, introvabili ecc. ecc. e chi ne ha più ne metta, PIATTI DI NATALE DISNEY.

    1981, MARCO ROTA. Il primo della serie, uno dei più folli in assoluto. Perché direte voi? Beh, a parte la follia stessa di iniziare a fare una serie di piatti di Natale costosissimi da vendere ai ragazzini, ma poi lo shock cromatico (sotto il celestino che riprende i piatti danesi – con i tetti delle case lasciati senza niente, quindi il bianco è quello della ceramica – meraviglioso stratagemma), e sopra il nero più nero del nero e l’oro (scuro) della slitta di Topolino: ed è proprio questa la follia totale, perchè ROTA, rigoroso barksiano disegnatore di paperi, praticamente non ha MAI disegnato Topolino, se non su questo piatto. PIONIERE. Voto 9. Quotazione attuale (gennaio 2016): 230-250 euro.

    1982, GIOVAN BATTISTA CARPI. Uno dei più grandi maestri Disney fa un piatto moscio, anonimo, se non fosse per la follia di mettere due uccellini in alto e per la pregevole fattura artistica. Ma il bianco del fondo è penalizzante. ANONIMO. Voto: 6, Quotazione attuale: 190-200 euro.

    1983, ROMANO SCARPA. Finalmente torna un po’ di euforia natalizia. Pregevole sia il disegno sia la composizione, con la follia (ve ne sarete accorti che ce n’è ameno una per ogni piatto) di mettere LUPETTO (sic). Cmq questo piatto si imprime subito nei ricordi natalizi dell’epoca per la presenza del cubo di Rubik, feticcio degli anni ‘80. EUFORICO. Voto: 8. Quotazione attuale: 260-280 euro.

    1984, MASSIMO DE VITA. È questo il piatto che segna il passaggio del piatto di natale Disney da oggetto di collezionismo a feticcio mitico: Topolino e Pippo in posa eroica, a riprendere la meravigliosa storia la trilogia dell’Argaar, la neve, il cielo blu, insomma meraviglia pura fuori dallo spazio-tempo, e poi quel ramo di pino, sapientemente buttato lì, come se non avesse molta importanza, e invece ci dà tutta, dico tutta e anche di più, la magia del Natale. Se si vuol trovare un difetto, la faccia “devitiana” di Topolino. Noterete che ha il naso stramente lungo, quello è il tipico tratto di De Vita: il suo vero alter ego invece secondo me è Pippo: eroico, fiero, invincibile, superbo, quello di De Vita è il miglior Pippo di sempre. Piatto MITICO. Voto: 10 e lode. Quotazione attuale: 500 euro e oltre.

    1985, GIORGIO CAVAZZANO. Signore e signori, qui siamo in pieno boom anni 80. I colori sgargianti, le figure che riempiono tutto il piatto, dicono tutto di quei Natali fantastici, spensierati, euforici, scintillanti come la Porsche del concorso Melegatti, superficiali come la battuta dello spot Bistefani: “ma chi sono io, Babbo natale?” (entrambi capisaldi della programmazione delle Feste di allora). Geniale e spiritosa anche la scena, con Paperone con il mini albero di Natale; altra genialata quella di dare le sfumature sui lati come se si trattasse di una palla di Natale. STRABILIANTE. Voto 10. Quotazione attuale: 360-380 euro.

    1986, SERGIO ASTERITI. Asteriti o si odia o si ama, come le Superga. Io personalmente non sopportavo le vignette incasinate con mille dettagli, alla Jacovitti, e anche le facce dei personaggi piene di “grinze”, che sembravano rughe che li invecchiavano. Ma Asteriti ogni tanto sapeva superarsi: è il caso ad es. dello splendido quadro a olio, prima pagina dello storico Topolino 1500, e di questo piatto. Per gli amanti delle statistiche (se ciò conta qualcosa), è il PRIMO IN CUI COMPARE BABBO NATALE. Che dire? È fantastico, sembra un quadro (guardate la bellezza della pergamena), pieno di colori, vivacità, gioia del Natale, forse è il più pieno di convivialità natalizia, coi personaggi tutti addossati a Babbo Natale. ESPLOSIVO. Voto: 9. Quotazione attuale: 280-300 euro.

    1987, GIULIO CHIERCHINI. L’ultimo dei “magnifici 7”. Chierchini è un disegnatore Disney non di prima fascia, almeno secondo me, ma ha una sua peculiarità, di derivazione dai personaggi che disegnava oltre a quelli Disney (ad es. Soldino e Nonna Abelarda). In questo piatto oltre al suo tratto peculiare, e una scena niente male a livello di ironia, ci sono due elementi eccezionali: il colore rosa, che non si direbbe invece risulta straordinariamente natalizio, e soprattutto la cornicetta con le candele con la cera gocciolante, l’agrifoglio ecc e tutti quegli elementi che fanno subito Natale. EMOZIONANTE. Voto: 7. Quotazione attuale. 220-230 euro.

    1988 e 1989. Gli ultimi due piatti (Luciano Gatto e Guido Scala) che regalano ancora qualche emozione natalizia, sopratutto il secondo, con la neve e tutto il resto. Poi c’è la debacle. Cambiano i materiali, la ceramica diventa pacchiana, e i disegnatori non sono più quei grandi maestri che hanno (di)segnato la nostra infanzia. A parte i due casi di Cavazzano 1994 e Bottaro 1995, ma ormai quel magico allure è perso per sempre.

    In conclusione: oggi possedere i “magnifici 7” piatti Disney è un po’ come possedere le sfere del drago, si acquisiscono poteri magici. Uno di questi è la capacità di viaggiare nel tempo, ritornando a uno di quei fantastici, spensierati ecc ecc Natali degli anni 80. E adesso tutti a cercare i piatti su Ebay. Buona collezione. Buon natale. Buona follia a tutti.

    Daniele

  • crazyhorse74 :

    Ciao Giorgia,
    oggi 14/09/2016 hanno messo in vendita su ebay il piatto di Natale Disney del 1983.

    C

  • crazyhorse74 :

    Bene!

    A me manca solo quello del 98…:(

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