HAI MAI SENTITO IL COSMO DENTRO DI TE? INTERVISTA A IVO DE PALMA SUL FILM “I CAVALIERI DELLO ZODIACO – LA LEGGENDA DEL GRANDE TEMPIO”

tumblr_n3ze2yjuW21sjv46po2_1280.png-770x472E stasera finalmente ci siamo.
Nelle sale cinematografiche del Belpaese arriva a distanza di quasi 30 anni dalla mitica serie tv I Cavalieri dello Zodiaco – La leggenda del Grande tempio, dove i “santi” di Athena ripercorrono, in forma ovviamente rivisitata , le gesta della prima serie, la corsa alle 12 case dello Zodiaco per salvare Athena- Saori da morte certa per mano del malvagio gran sacerdote Arles.
Che il richiamo di questi eroi leggendari sia vivido e ancora fortissimo nel fandom non solo italiano ma mondiale è testimoniato da un sacco di siti, forum e tributi video di varia natura che spopolano sul web, senza contare tutte le attestazioni di affetto da parte dei cosplayers e i vari disegnatori, tra cui l’italianissimo Marco Albiero. Tra i paesi Europei probabilmente la Francia assieme all’Italia è il luogo in cui Pegasus e compagni hanno trovato terreno più fertile, prova ne siano i vari inviti nel corso di blasonate kermesse come il Japan Expo e il Cartoonist di autori del calibro del compianto Shingo Araki (indimenticabile charachter designer della serie, oltre che di altri capolavori come Goldrake, Lady Oscar ecc), e dei vari epigoni di Kurumanda con Shiori Teshirogi in testa.
Per altro non va dimenticato che uno dei motivi del grande successo ultra ventennale di Saint Seiya sono state le splendide musiche sia nella serie tv che nei movie, riproposte e celebrate lo scorso 18 Ottobre al teatro parigino Le Grand Rex, con un concerto sinfonico incredibile: Pegasus Symphony, con un ensemble di oltre 60 strumentisti e la presenza del gruppo nipponico dei Make Up cantanti originali delle sigle di testa e di coda della serie.
Chi ha avuto l’occasione di vedere la pellicola in lingua originale si trova d avere a che fare con sentimenti contrastanti; la rivisitazione dei nostri beniamini, non solo nelle sacre vesti a volte piuttosto opinabili, ma anche dall’indole spesso esageratamente stravolta, ha fatto storcere il naso in più di un’occasione.
E allora al grido di Fulmine di Pegasus” sentiamo proprio dalla voce del grande Ivo De Palma, voce storica italiana di Pegasus-Seya, nonché curatore di questa versione filmica e direttore del doppiaggio, come sono andate le cose e soprattutto cosa ci dobbiamo attendere.
I fan dei cavalieri Ivo sono molto appassionati, spesso pignoli ed esigenti, e la vexata quaestio del doppiaggio e dell’adattamento, da sempre un campo minato di scontri tra chi apprezza l’operato storico e chi invece lo addita come uno scempio perpetrato all’opera di Kurumada. Come ti sei mosso in questo film, quali sono le scelte che avete operato cercando di mediare le richieste di un fandom più che presente e le esigenze del cliente?

Beh, se consideri che c’è chi ritiene Kurumada stesso, con questo film e in generale nella sua carriera, più un danno per i Cavalieri che un vantaggio, capisci bene quanto il vizietto di sentirsi “al di sopra” di chi all’opera, nelle varie tipologie professionali, ci lavora sia diffuso.
In più, quando sarà compresa la fondamentale differenza che c’è tra critica costruttiva, sempre benvenuta, chiacchiera da bar (francamente fastidiosa) e invettiva (da respingere in blocco perché lede non soltanto l’altrui dignità professionale ma anche quella personale) non sarà mai troppo tardi.
Insomma, vorrei che il concetto di “fandom più che presente” e sicuramente in molti casi competente, andasse di pari passo con i concetti di maturità e di rispetto, considerando che abbiamo tutti come obiettivo, professionisti e pubblico, di dimostrare che queste forme di intrattenimento non sono di serie “b”, ma hanno pari dignità con altre espressioni della cultura di una società, e gli atteggiamenti infantili (tra cui anche l’intransigenza del sedicente competente) vanno purtroppo nella direzione contraria.

Fornita questa ampia premessa, rispondo alla domanda. Le esigenze del cliente, in generale e quindi al di là del caso specifico, sono prioritarie, in quanto il suo marketing si rivolge al pubblico più ampio. Quindi potremmo dire che le esigenze del cliente rispecchiano in realtà quelle del pubblico che conta. Ma bisogna anche distinguere tra cliente inteso come produttore dell’opera, e cliente inteso come distributore della stessa in una sua localizzazione. Noi ci muoviamo in questa difficilissima posizione, anche perché il pubblico si rivolge spesso a noi per chiedere conto di certe scelte, quando invece non ne siamo affatto responsabili, o lo siamo solo perché il cliente ha scelto di darci “carta bianca”, quindi si è affidato completamente alla nostra esperienza.
In questo caso, la difficoltà ulteriore sta nel contrapporsi di diverse posizioni estreme, quindi non soltanto quella chi ha sempre osteggiato la localizzazione italiana di questo marchio, ma anche quella di chi l’ha sempre amata, ma è insoddisfatto dell’aggiornamento grafico che sta alla base di questo “reboot”, e quindi osteggia comunque il film.
Il nostro compito, naturalmente, non è di dar retta alle minoranze estreme (cui comunque saltuariamente rispondo, purché le loro critiche non siano condite da insulti), ma di fare un lavoro che possa soddisfare il grande pubblico, auspicando che vada a vedere il film con mente libera da pregiudizio e senza necessariamente temere che un’operazione di restyling tolga qualcosa al mito, che è e resta tale.
Il distributore italiano di questo film è noto per condurre in porto operazioni di grande qualità. Ha richiesto la continuità delle voci con il passato e ha di buon grado accettato che il registro linguistico, laddove possibile, fosse elevato come da nostra tradizione. Certo, “cum grano salis”, quindi con la dovuta moderazione, in tempi in cui il rispetto complessivo per l’opera originale è un valore ormai ampiamente condiviso e perseguito.

Per quanto la storia sia nota, sono state operate scelte di regia e cambiamenti piuttosto radicali e non solo nell’aspetto e le vestigia dei nostri eroi; sappiamo che la supervisione dell’autore Kurumada è stata totale, ma a conti fatti , avendoci lavorato sopra e curandone adattamento e direzione, cosa te ne pare? Questi stravolgimenti faranno solamente storcere il naso ai fan storici? Vanno visti in un’ottica differente?

Come ho spiegato in un video che si avvicina ormai alle 10 mila visualizzazioni dalla vigilia di Natale scorso, l’ottica è quella, programmaticamente libera e non condizionata, del “reboot”, cioè di una ripartenza, di una reinvenzione del passato in chiave moderna. Chi non capisce questo concetto, e mi fa strano che non lo capisca visto che non riguarda certo solo questo marchio né solo l’animazione giapponese, non è nello spirito adatto per apprezzare quanto è stato fatto in questo film. Dopodiché, il mio video non ha lo scopo di “far piacere il film a tutti i costi”. Il film può piacere o non piacere, ma ridurre le modifiche intervenute (sulle quali non mi soffermo qui per non creare spoiler) a scarso approfondimento o ad atteggiamento superficiale mi sembra ingeneroso per l’evidente impegno profuso in fase di pre-produzione dallo staff del regista Keiichi Sato. Il mio video nasce dall’esigenza di sottolineare questo concetto.

Sulla tua pagina fb, il dialogo con i fan è costante, sono pochi i professionisti che tengono un filo diretto con il loro pubblico come fai tu . Come è stata accolta la notizia che avremmo riavuto le “voci storiche” su questo nuovo film? (per inciso, probabilmente sarò l’unica che si è esaltata sentendo la opening italiana degli anni ’80 nel trailer, riveduta e pompata di cattiveria)

Complessivamente bene dalla maggior parte degli appassionati, cioè dai destinatari della localizzazione secondo il legittimo desiderio del distributore italiano. Malissimo da incontentabili di varia natura, haters, invidiosi e da chi si nutre di pregiudizi. Con riserva da parte di chi magari ci ha sempre apprezzati e ci stima tuttora, ma avrebbe comunque preferito, per questo film, altre voci.

- Domanda di rito : “Ivo, quando 25 anni fa approcciavi per la prima volta al microfono in sala il cavaliere di Pegasus, il mitico Seiya, avresti mai creduto che un giorno lo avremmo visto addirittura al cinema, con un film in cg dedicato ai santi di Athena?

Naturalmente no, non potevamo prevedere nulla. Ma sicuramente non lo prevedeva nemmeno il pubblico, che in Italia non ha mai avuto questa soddisfazione, cioè quella di vedere e ascoltare i suoi eroi sul grande schermo. Ecco perché, al di là delle polemiche e dei (pre)giudizi, l’assoluta novità italiana dei Cavalieri dello Zodiaco al cinema dovrebbe essere salutata positivamente, e premiata con un buon afflusso al botteghino, nell’interesse di tutto quanto il repertorio e non soltanto dei Cavalieri dello Zodiaco. Poi, vabbè, se il pubblico diserta le sale e non premia con l’attenzione dovuta (ancorché in qualche caso critica) un esperimento di questo genere, vorrà dire che in tv si sorbirà Dragonball (ormai gallina della uova d’oro a costo zero e ad altissimo profitto) anche per gli anni a venire, oltre che per gli ultimi a questa parte.

- E per concludere un “twit” di 140 parole sul perché non perdere assolutamente I Cavalieri dello Zodiaco stasera al cinema!

Con le nostre voci, il film è insieme tuffo nel passato e salto nel futuro. Roba da spiriti liberi, altro che fan.

Ringraziando Ivo per la sua gentile collaborazione vi rimando a un paio di link interessanti per approfondire le varie questioni

Due o tre cose sulla “leggenda del Grande Tempio” con Ivo De Palma :
https://www.youtube.com/watch?v=BWN1cM8Jgmk

Per tutti i fan di Torino e dintorni, la possibilità di assistere alla premiere cinematografica all’UCI Cinemas di Moncalieri (ore 19.45) con Ivo De Palma, ecco la pagina con i dettagli dell’evento :

https://www.facebook.com/events/416742275146909/?pnref=story

 

 

per e fotografie di Ivo de Palma si ringrazia Aldo Giarelli

 


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