LA MIA TOP 10 DEI FILM DEL 2014

x-men1. X MEN: GIORNI DI UN FUTURO PASSATO
Cosa dite? Ci sono degli errori nel continuum spazio tempo?  Vi chiedete perché i nostri eroi non si siano portati appresso Pietro (alias Quicksilver, figlio di Magneto) durante la missione? Potete scegliere se per problemi di diritti con il personaggio o perché il fim sarebbe finito in 5 minuti.
Fatto sta che Singer confeziona un prodotto con i fiocchi, godibile sia per i fan dei comics che per i neofiti. Non si puo’(e non si vuole) restare immuni al fascino esercitato dagli X-Men o impassibili alle loro travagliate vicissitudini; che si snodino in un futuro apocalittico dove ormai sia il professor Xavier ed Erik, seppellita l’ascia di guerra, collaborano per tentare di mantenere l’ordine, coadiuvati da una squadra di altri mutanti con alla testa la bella Tempesta (Hale Berry), o ai giorni nostri in cui si preannunciano tempi veramente bui, o in un recente passato che è ancora possibile  modificare, il buon Wolverine sa esattamente come convincere lo spettatore a rimanere incollato alla poltrona.
Non bastasse il rude Logan dal cuore d’oro, ci sono il fascinoso giovane Magneto (Fassbender) e l’iconica e sexy Mystica (Lawrence), poteri, colpi speciali, azione, e direttamente da Games of Thrones Peter “ Tyrion Lannister ”Dinklage, un villain d’eccezione. Preparate i pop corn.

12anni-schiavo2. 12 ANNI SCHIAVO
So che negli States è uscito nel 2013 ma essendo arrivato da noi nei primi mesi del 2014 lo considero a pieno diritto meritevole di entrate in classifica e senza passare dal via. La storia del violinista Solomon Northup, rapito con l’inganno e per oltre un decennio fatto schiavo, è disarmante, potente cruda e vera.
Toccante nelle emozioni, nei tratti dei comprimari egregiamente caratterizzati, dal crudele schiavista Epps, un grande Fassbender, al bonario ma pavido Sig.Ford (Cumberbatch, che attendo con impazienza di vedere nell’imminente The Imitation Game), passando per il viscido e meschino mediatore nella tratta dei neri Freeman  (un perfido Giamatti), fino all’abolizionista canadese Samuel Bass (Pitt).
Tutto è cesellato alla perfezione e funziona come un orologio; da vedere assolutamente.

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Captain-America-Winter-Soldier-Poster3. CAPITAN AMERICA: THE WINTER SOLDIER
Sono tra quelli a cui la prima pellicola dedicata all’eroe a stelle e strisce aveva lasciato ben più di una perplessità. Ma stavolta mi devo ricredere. E siamo onesti Capitan America non è un film di super eroi (non a caso è in compagnia di un altro Avengers, la Black Widow, che di super poteri certo non ne ha…beh, non ne ha sorvolando su un paio di chiappe parlanti inguainate in una catsuit aderente come una seconda pelle, fondoschiena su cui indugia per altro in un paio di momenti la telecamera. I fan della Johansson ringraziano per l’ apprezzato fan service). Dicevo non è un film di supereroi, ma un intelligente pellicola d’azione e di spionaggio, ben strutturata e con gradevoli seppur non originalissimi colpi di scena. Un applauso dunque al capitano Steve Rogers.

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Principessa-Splendente34. LA STORIA DELLA PRINCPESSA SPLENDENTE
Capolavoro dello Studio Ghibli, diretto questa volta da Isao Takahata, passato per soli tre giorni e completamente in sordina nelle nostre sale. Basato sull’antica leggenda nipponica della Principessa trovata infante da un povero tagliatore di bambù, si caratterizza come un film poetico, evocativo, potente, drammatico, sublime che colpisce dritto al cuore.
Forte di una tecnica di animazione innovativa, lontana dalle estetiche cromatiche Miyazakiane, lieve e acquerellata, e delle musiche dell’ottimo Jo Hisashi, la storia di Kaguya- Gemma di Bambù arriva allo spettatore come un pugno nello stomaco. Come anche la voce del padre, Carlo Valli, indimenticabile Robin Williams per tutti noi. Purtroppo fa storcere a più riprese il naso per l’adattamento iperfedele al limite del paranoico e del comprensibile, ormai triste segno distintivo del curatore Gualtiero Cannarsi, ma resta comunque un gioiello di rara bellezza, non a caso in corsa per gli Oscar.

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guardiani5. GUARDIANI DELLA GALASSIA
Non mi voglio dilungare oltremodo, fiumi di parole, elogi soprattutto, sono già stati scritti in abbondanza su questa pellicola, per cui, se ancora vi manca all’appello, shame on you!
E’ un film leggero e divertente, con un ottimo ritmo, personaggi ben caratterizzati situazioni tagliate con l’accetta, uno spirito di amicizia unito ad un giusto mix di sceneggiatura e introspezione che non si respirava dagli anni 80. Come assolutamente made in the 80’s è l’amatissimo walkman, gia’ un cult, di Star Lord con quella colonna sonora su musicassetta che ci fa impazzire (e sentire  irrimediabilmente vecchi). Quanto rivedere dopo tanti lustri sul grande schermo il papero Howard..si proprio quello del destino del mondo!

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Big_Hero_6_poster6. BIG HERO 6
Prendete i Super eroi Marvel, amalgamateli con un pizzico di magia Disney, una buona dose di estetica manga, un concentrato di narrazione Pixar (non a caso Lasseter ne è il produttore esecutivo) e mischiateli agitando per bene: fatto? Et voila’ ecco a voi Big Hero 6!
Il tutto si regge su un equilibrio perfetto, visibile soprattutto nel modo in cui la città di San Fransokyo prende vita, fondendo senza soluzione di continuità elementi occidentali e orientali, stile coloniale e kanji, tecnologia e festoni tradizionali.
Il plot twist e l’happy ending sono un po’ telefonati certo, – alla fine si tratta pur sempre di un film targato Disney-, ma volano letteralmente quasi due ore in compagnia di eroi strampalati con la giusta tensione, risate e qualche lacrimuccia. Per tutti. Anche dopo i titoli di coda..sennò che supereroi sarebbero?

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grand-budapest-hotel7. GRAND BUDAPEST HOTEL
Probabilmente sono una delle poche persone che conoscete a non aver apprezzato “I Tenenbaum”; mi dispiace lo trovo proprio ostico da digerire e vieppiù’ noioso. Per questo dovendo affrontare il nuovo lavoro del medesimo regista, Wes Anderson, mi trovavo un po’ sul chi va la.
E invece eccomi piacevolmente avviluppata dall’atmosfera surreale di questo immaginifico paesino nella repubblica di Zubrowka, nell’Europa Centrale dell’est, verso la metà del secolo scorso. E dal carosello dei suoi protagonisti. Vengo rapita completamente dall’avventura che il mattatore, un istrionico  Ralph Fiennes, in grande spolvero, porta avanti in maniera egregia, coadiuvato da un cast di prim’ordine tra cui spiccano senza dubbio Adrien Brody, Jude Law, Jeff Goldblum, Tilda Swinton ma senza dimenticare i camei di Bill Murray, Edward Norton, Owen Wilson, Léa Seydoux.
Una continua alternanza di flashback tra presente e passato, salti temporali che hanno il ritmo di una partita a scacchi o del rituale quotidiano di abluzione nei bagni ormai fatiscenti del glorioso Grand Budapest Hotel. Ricordi e azione si mescolano con maestria in un crescente armonico di squisita narrazione , perfettamente bilanciato e mai scontato. Una pellicola che ha il sapore della fiaba e la dolce amarezza di un affresco dimenticato.

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storie-pazzesche8. STORIE PAZZESCHE
Che Almodovar (come produttore) non ci abbia visto giusto e che la critica pare non abbia particolarmente apprezzato, non me ne frega una fungia e ve lo consiglio lo stesso. Perché si tratta di situazioni paradossali, ma neanche poi tanto, che, per dirla con una citazione animata a me cara, spingono e fanno espandere fino al limite estremo, non tanto la nostra costellazione, quanto più la nostra pazienza e il nostro buon senso, messi davanti a iperboli impressionanti. Spesso si ride amaramente come con l’una bomber argentino Mr. Bombetta, eroe dei social in tempo zero, o per la geniale e lucida vendetta di Gabriel Pasternak. A volte il destino è beffardo e mescola le carte giocando e  incrociando i nostri destini in una fitta trama nodosa e insondabile. E così un matrimonio si trasforma in un dramma, ma quasi a lieto fine, l’odioso sciacallo ammanicato con la politica finisce in una trappola… per topi, il business man che sfreccia borioso sulla sua autovettura fiammante se la vede con un nerboruto malato mentale alla guida di uno scassato furgone, ingaggiando una battaglia senza esclusione di colpi.
Ma così è la vita. O forse no?

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dragon-maleficent9. DRAGON TRAINER 2 – MALEFICENT
Valgono gli ex aequo? Facciamo finta sì!
Siamo di nuovo nella terra dei vichinghi, quella in cui già il primo capitolo aveva portato una ventata d’aria fresca in un carnet di animazione, quello della Dreamworks, che negli ultimi anni non è che ci avesse proposto chissà quali capolavori. Ma anche il sequel colpisce nel segno e la nuova avventura  della nostra Furia Buia preferita,  del giovane Hiccup, Astrid, Moccicoso si rivela entusiasmante e molto emozionante. Non spoilerero’ nulla, che non si sa mai, ma le corde che toccano il rapporto recuperato con il padre Berk, l’affinità’ e le difficoltà con Sdentato, e i nuovi doveri e i nemici che il nostro protagonista si troverà ad affrontare, rendono questa pellicola sostanzialmente né più né meno che epica.
E restando in tema di fiabe arriva lei : Maleficent, sulla scia della rivisitazione  di questi archetipi narrativi che tanto successo sta riscuotendo negli ultimi anni. Scopriamo allora da un diverso punto di vista cosa accadde davvero nella brughiera, chi era in realtà la bellissima e seducente fata Malefica, prima della fattucchiera cornuta che siamo abituati a conoscere, apprendiamo la verità  dei fatti sul vile re Stefano e  cosa fu della piccola Aurora e di tutte le creature del mondo incantato. Ancora una volta, come già nel disneyano Frozen, c’è il ribaltamento del classico”vero  amore”, fraterno nel primo, materno nel secondo. Certo il film non è privo di qualche ingenuità, ma la potenza e l’eleganza della fata/ strega Jolie – uno dei miei villain preferiti  di sempre-  elegante, aggraziata, intensa e bellissima pur con un naso un po’adunco e pesanti zigomi prostetici, lascia di sicuro il segno nell’immaginario collettivo di grandi e piccini.

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nebraska10. NEBRASKA
Premetto: sono in genere una grande fan dei film on the road, e anche se stavolta non si può gridare al capolavoro come fu illo tempore per Little Miss Sunshine, mi sento di includere in questa classifica, seppur in ultima posizione, Nebraska.
Girato completamente in bianco e nero, si racconta la storia di David alle prese con Woody l’anziano padre, cinico, alcolizzato, un po’ svitato, ma soprattutto convinto di aver vinto un milione di dollari in una delle tante finte reclame commerciali. Il giovane, contro ogni buon senso e spinto soprattutto dalla compassione, decide di assecondare in questa follia il vecchio, accompagnandolo a riscuotere il finto premio, in un lungo viaggio in auto dal Montana alla città di Lincoln in Nebraska. Scoprirà molto nel bene e nel male, in un crescente di equivoci e scioccanti rivelazioni, del vecchio genitore; il viaggio sarà inoltre un pretesto anche per rafforzare il rapporto inesorabilmente affievolito dal tempo che aiuterà Woody, a suo modo, a prendersi una rivincita sul mondo.


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