Ci riflettevo l’altro giorno, parlando con Lorenzo Ceccotti, l’autore di Golem. Il cinema di Hayao Miyazaki è sì “orientale”: il tratto del disegno, è innegabile, è quello; c’è tutta una tradizione nelle sue scelte stilistiche e anche, poi, in quelle registiche. Ma i temi che ha trattato nel corso della sua carriera sono sempre stati, volenti o no, più vicini a noi occidentali. Il rapporto tra l’uomo e l’ambiente, la tecnologia, la guerra: cose che in patria gli hanno causato non pochi problemi...
Ci vuole coraggio per rivoluzionare un fumetto come hanno fatto David Aja e Matt Fraction. Ci vuole coraggio, certo, e soprattutto ci vuole talento. Perché rendere un personaggio come Occhio di Falco, sempre secondario e abbozzato nelle trame dei Vendicatori, un protagonista senza rivali è – diciamolo pure – un’impresa. Non impossibile, ma decisamente difficile. Fraction alla sceneggiatura e Aja, il talentuoso, l’incredibile Aja, al disegno ce l’hanno fatta...
Dopo il nuntio vobis ufficiale dell’ingresso dell’Uomo Ragno nell’Universo (cinematografico) della Casa delle Idee, è chiaro che la Marvel si prepara a conquistare lo star system mondiale: per dettare regole, condizioni e standard di qualità e intrattenimento Qui lo dico e qui lo nego: Spider-Man è stato solo il primo passo verso l’egemonia totale. I Marvel Studios non lo ammetteranno mai, ma anche i Fantastici 4 e gli X-Men sono sulla loro lista della spesa...
Dopo la diffusione, a quanto pare non ufficiale, di una cover omaggio a Charlie Hebdo, il prossimo numero di Topolino avrà "un'altra faccia": ieri è arrivato il comunicato dell'editore, con la nuova copertina, successivo alle polemiche del Sole24Ore (“pure Topolino si uniforma alla moda Je suis Charlie”). Non è chiaro se le due cose, polemiche e cambio cover, siano correlate   Caro Topolino, io, in te, ci credevo...
È così: ne abbiamo bisogno. Li cerchiamo nei libri, nei fumetti, nei film. Abbiamo bisogno degli eroi, di quelli che salvano la situazione, di quelli che, ostinati, ripetano “mai dire mai” e “tutto andrà bene”. Abbiamo un improvviso quanto inatteso bisogno di romanticismo, e Hollywood se ne è accorta. All’inizio, i cinecomic avevano trovato il loro spazio per la crisi generale e dilagante di idee e di scrittura: mancavano script originali e soprattutto mancava chi li scrivesse...
C’è un momento in Philadelphia, il film con Tom Hanks e Denzel Washington, che mi è rimasto impresso nella memoria. Sinceramente, non so perché. È la scena in cui l’avvocato della difesa prende la parola per la sua arringa di apertura. Ripete in continuazione “fatto”. “Fatto!”: e ne dice uno, reale, concreto, praticamente innegabile. “Fatto!”, e ne dice un altro. “Fatto!” e via così, fino alla fine dell'arringa...
Joss Whedon ha cambiato registro. E non lo dico io, no. Lo dice il nuovo trailer di Age of Ultron, rilasciato appena poche ore fa e già oltre il milione di views. Ce lo dicono la soundtrack, la trama, ce lo dicono i toni più dark e le battute, quelle poche che sentiamo nel video, dei protagonisti. Ce lo dice un modo diverso di raccontare e, a prima vista, una voglia profonda, quasi viscerale, di rilanciare il genere cinecomic...
Stamattina mi sono svegliato circondato da strisce e da ricordi; mi sono svegliato in un mondo diverso, un po’ più sensibile, un po’ meno gentile, e in cui i vignettisti si sono uniti, disegnatori e fumettisti; in cui la tragedia di ieri alla redazione di Charlie Hebdo, un terribile attentato in cui hanno perso la vita 12 persone e ne sono state ferite altre 11, rappresenta un duro attacco alla libertà...
Pantaloni corti, beige, una felpa nera, cerniera e rifiniture bianche, una cuffia grande calcata sulla testa e le orecchie e i capelli tirati all'indietro. Massimo Troisi è seduto su una poltrona, di fronte a Pino Daniele. Il cantautore l’ha chiamato; gli ha detto che gli doveva far sentire una cosa. E Troisi è corso. Sono sul set di Pensavo fosse amore, invece era un calesse. Ora si guardano...
Funziona più o meno così: i 10 film che leggerete qui di seguito sono solo alcuni, molti dei quali usciti nella seconda metà del 2014, di quelli che “ehi, dovete proprio vedere!”. La cosa brutta delle top ten è proprio questa: oltre i 10 titoli non si può andare. Contrariamente a Luca Argentero, la mia è una classifica. Quindi partiamo dall’ultimo posto della classifica per arrivare al gradino più alto del podio...