Il giorno che la Marvel comprò anche Batman

Dopo il nuntio vobis ufficiale dell’ingresso dell’Uomo Ragno nell’Universo (cinematografico) della Casa delle Idee, è chiaro che la Marvel si prepara a conquistare lo star system mondiale: per dettare regole, condizioni e standard di qualità e intrattenimento

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Qui lo dico e qui lo nego: Spider-Man è stato solo il primo passo verso l’egemonia totale. I Marvel Studios non lo ammetteranno mai, ma anche i Fantastici 4 e gli X-Men sono sulla loro lista della spesa. E tutte le idee che hanno avuto (loro e la Marvel dei fumetti) non sono altro che fumo negli occhi: mica ci credono veramente nella cancellazione dei F4 (non lo sapevate?); e non credono nemmeno nei mutanti non più mutanti, destinati, nei comics, a diventare Inumani.

C’è un piano. Un grande, incredibile piano, al cui vertice sta una figura silenziosa e geniale, che risponde puntualmente alle domande dei giornalisti, che ha sempre un sorriso stampato per le labbra, pronto a essere sfoderato per i fan; e che indossa berretti manco fosse un giocatore della major league di baseball: sto parlando di Kevin Feige, il produttore: l’ombra che si cela dietro tutti, o quasi, i film della Marvel. È da quando è entrato in scena lui che il “disegno generale” è diventato onnicomprensivo, e che dai Vendicatori ha finito per inglobare ogni cosa. Come un blob multiforme.

L’obiettivo di Feige, e più in generale della Marvel, è piuttosto evidente: possedere e controllare ogni cosa. Oggi è toccato a Spider-Man, che verrà sì prodotto dalla Sony (molto probabilmente, si limiterà alla distribuzione), ma che ora entra ufficialmente a far parte della famiglia dei Vendicatori e che, poco ma sicuro, ci ritroveremo in Infinity Wars. L’attore che lo interpreta cambia: niente più Andrew Garfield (e diciamocelo: è un peccato). L’uscita nelle sale americane del nuovo film, dell’ennesimo reboot, è fissata per il 28 Luglio 2017. Ma è molto probabile che Spidey farà una comparsata anche in Civil War, tra Captain America e Iron Man. E che colpo, Marvel: io sono pronto a comprare il biglietto anche solo per questo. Per vedere la nuova faccia di Spider-Man.

Ma andiamo oltre: al post-Uomo Ragno. Che cosa farà, dopo, la Marvel? Quasi sicuramente, punterà sui “nuovi” Vendicatori, e li sta già radunando: Ant-Man, Pantera Nera, Doctor Strange. Avrà un arsenale di protagonisti su cui poter contare, e che userà di volta in volta, a proprio uso e consumo. Perché? Perché la Marvel si prepara a diventare la più grande industria del cinema, un gigante impossibile da battere, che finirà per controllare lo star system (è già così, più o meno: gli attori cominciano a dividersi in due categorie, quelli “dentro” ai cinecomic e quelli “fuori”).

Gli unici che possono fermarli sono Warner Bros. e DC Comics. Anche se, di questo passo, l’impressione che si ha è che la Marvel stia dettando regole anche ai suoi diretti competitor, che anziché provare a fare da soli stanno in tutti i modi cercando di copiarne le mosse, di “mettersi in pari con i compiti per casa”. Insomma: Batman, anche se indirettamente, è come se lo possedesse la Marvel. Esagerato, eccessivo? Sì, certo. Questo è solo un pretesto: il modo migliore per aprire gli occhi al pubblico è quello di andare oltre il già visto e sentito, inoltrarsi nell’ignoto, mettere piede sul fragile sentiero delle supposizioni. Delle teorie.

I Marvel Studios? Hanno vinto una battaglia per adesso. Ma si preparano a vincere anche la guerra.


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