Se nemmeno Topolino è Charlie

Dopo la diffusione, a quanto pare non ufficiale, di una cover omaggio a Charlie Hebdo, il prossimo numero di Topolino avrà “un’altra faccia”: ieri è arrivato il comunicato dell’editore, con la nuova copertina, successivo alle polemiche del Sole24Ore (“pure Topolino si uniforma alla moda Je suis Charlie”). Non è chiaro se le due cose, polemiche e cambio cover, siano correlate

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Caro Topolino,

io, in te, ci credevo. Ci credevo come certi credono a Dylan Dog e lo citano appena possono; come cert’altri guardano a Tintin; ci credevo come se non avessi letto altro al di fuori del tuo settimanale. Ma mi sono dovuto ricredere. Ho sbagliato tutto. I sogni, come diceva quella tua amica dell’altro film Disney, sono veramente desideri. E allora non ne vale quasi più la pena parlarne (e a che pro? Per farseli infrangere?).

Pensavo tu fossi diverso; che tu fossi al di sopra delle parti. Un eroe, ecco come ti vedevo. Come un roditore coraggiosissimo (altro che Ratatouille…), e che solo tu, in mezzo a tanti altri, potessi finalmente mostrarci la verità: anche su una questione spinosa come quella di Charlie Hebdo.

Tra il Corriere della Sera che si ruba i disegnetti dei fumettisti, e la coda improvvisa fuori Via Solferino, con tanto di plausi per la tua lustrissima e famosissima tradizione, mi restavi solamente tu; tu, con la tua cover. Con i tuoi amici in cerchio, matite sollevati al cielo, sorriso stampato sulle labbra.

Poi hai fatto dietro front. Non so se per colpa del Sole24Ore; non so se per la pressione delle ultime settimane; ma pure tu hai detto di no, e hai passato il testimone a Pippo (ora la cover è sua).

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La cover omaggio a Charlie Hebdo e quella ufficiale, che uscirà domani in edicola

Io lo so, e lo so davvero, non solo per sentito dire ma perché c’ho provato a mettermi nei tuoi panni, che è difficile dire qualcosa di serio quando tutti ti leggono solo per rilassarsi e per tornare bambini; lo so che non è un topo a dover dire quello che altri, ben più grandi ed umani di lui, dovrebbero dire. Ma forse la verità è veramente detta da chi ha bocca innocente, e quindi sì, chi meglio di te per farlo? Chi meglio di Topolino, mi sono detto, per mettere la parola fine – o almeno: per riunire tutti – su Charlie Hebdo, sulla strage, il vignettismo satirico?

È una scelta editoriale, lo so; e sulle scelte editoriali non si transige (ne parlo per esperienza direttissima). Forse è stata Minnie a farti ragionare, o zio Paperone che t’avrà consigliato di cambiare registro, “e alla svelta!”, perché l’argomento era spinoso. Chi ti dice niente, di problemi ne hai avuti anche tu ultimamente; hai cambiato editore, sei stato comprato, acconciato, hai subito cambiamenti e ne subirai ancora; ma resterai sempre lo stesso, lo so. Io ancora ci spero. Pure dopo questa storia – ti guardo meno incantato, ma ti guardo comunque con lo stesso affetto.

“Je suis Charlie” è una frase che è finita velocemente inflazionata: tutti l’hanno detta e ripeterla, talvolta, si sarebbe rivelato fuori luogo; questo, l’ho capito, è quello che ti ha fatto desistere di più dal prendere una posizione. Ma ti dico: nessuno t’avrebbe criticato per la tua scelta; nessuno, a parte i soliti cianciatori, avrebbe detto “onno, anche Topolino!”. E questo te lo dico con prove a supporto: guarda quant’è girata, quant’è stata plaudita e quant’è piaciuta la tua cover ritirata. Migliaia e migliaia di lettori, tra grandi e bambini, vecchi e giovani: tutti l’hanno accolta come si accoglie la confessione di un parente, di un amico, felici e allo stesso tempo sollevati. “Ah, allora non la pensavo solo io così…”

Io, adesso, te l’ho detto: sono deluso, dispiaciuto; non ci credo più come prima. Mi voglio prendere un po’ di tempo, tornare a leggerti come facevo quando ero piccolo. Ripetendo: “Topolin, Topolin, viva viva Topolin!”

Ti saluto,

Gianmaria


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