Avengers: Age of Ultron, c’è un po’ di Nolan anche in Joss Whedon

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Joss Whedon ha cambiato registro. E non lo dico io, no. Lo dice il nuovo trailer di Age of Ultron, rilasciato appena poche ore fa e già oltre il milione di views.

Ce lo dicono la soundtrack, la trama, ce lo dicono i toni più dark e le battute, quelle poche che sentiamo nel video, dei protagonisti. Ce lo dice un modo diverso di raccontare e, a prima vista, una voglia profonda, quasi viscerale, di rilanciare il genere cinecomic.

Forse, si tratta della semplice e naturale conseguenza post-Guardiani della Galassia: nel film di James Gunn non c’era niente che venisse preso sul serio; anche la scena finale, la più drammatica, con i Guardiani da una parte e Ronan L’Accusatore dall’altra, è stata mandata in frantumi da una gara di ballo improvvisata (e per questo, come ho già scritto, si è rispettato lo spirito generale dei fumetti Marvel, pieni di battute, di azioni supereroistiche, e assurde, e di personaggi tutto sommato banali e ridondanti – tutti gli eroi, a un certo punto, finiscono per assomigliarsi).

In Age of Ultron, quindi, Joss Whedon ha forse deciso di rialzare il tiro, di guardare un po’ di più ad un’altra tradizione, quella di Christopher Nolan, e di fare di Avengers: Age of Ultron il suo Cavaliere Oscuro. Con una lezioncina, che già si legge tra le righe dei due trailer, per il proprio pubblico.

Certo, i momenti “comici” non mancheranno. La clip in cui i Vendicatori sono riuniti nell’Avengers Tower e fanno a gara a chi alza prima il martello di Thor ne è una chiarissima prova. Ma se James Gunn spezzava i toni ironici del suo film con toni altrettanto se non addirittura ancora più ironici, Whedon lo fa invece con un passo indietro e scegliendo una narrazione più drammatica (è durante la scena del martello che, infatti, Ultron fa la sua prima apparizione).

Anche sulla storia c’è un decisivo quanto sostanziale cambio di rotta. Non solo la modifica (necessaria, visto che Ant-Man non sarà ancora uscito nelle sale quando Age of Ultron farà il suo esordio) di dare la paternità di Ultron a Tony Stark, ma pure – e questo è un rumor tutto da verificare – di inserire elementi totalmente nuovi nel film, non presi dall’albo originario.

A un certo punto, nel nuovo trailer di Age of Ultron, Thor dice a Tony Stark di aver usato qualcosa che nemmeno capisce. A che cosa si riferisce? Certo, limitandosi all’interpretazione più banale possibile, potrebbe trattarsi della tecnologia dell’intelligenza artificiale chiamata Ultron, che Stark finisce per rendere totalmente autonoma e distruttiva senza nemmeno volerlo (da qui: la sua ingenuità).

Oppure, tesi che sta rimbalzando su qualche blog straniero e anche tra i commenti postati sotto la pagina ufficiale del film, potrebbe trattarsi di una gemma dell’infinito, del decisivo (e anche in questo caso, necessario) collegamento tra Guardiani e Vendicatori, tra il primo e il secondo film; l’apertura definitiva verso Infinity War e la nuova fase della Marvel, con Strange, Ant-Man e Pantera Nera (avete notato tutti la donna di colore ferma in riva ad un lago, con le spalle nude e che volta la testa? Che si tratti di Shuri, la sorella di T’Challa? E che quella tutta attorno sia la prima cava di Vibranium? Senza considerare che Andy Serkis, che pure appare in questo trailer, ha tutta l’aria di interpretare Ulysses Klawe, uno dei primi nemici di Pantera Nera).

Se avete letto Infinity, storia a puntate che è stata pubblicata in Italia proprio di recente, saprete che Tony Stark (insieme a Doctor Strange, a Pantera Nera, a Mr. Fantastic, a Namor e a Xavier, poi sostituito da Bestia) è uno degli Illuminati, uno dei portatori delle Gemme dell’Infinito. Potrebbe quindi essere Age of Ultron il primo, sostanziale passo verso Infinity War. E infatti, com’è stato annunciato, ci sarò anche Thanos/Josh Brolin nel film. Non sappiamo in che termini, forse si tratterà solamente di un cameo o della scena post-titoli di coda (molto probabilmente dedicata ad uno dei nuovi supereroi; a Strange magari?). Ma ci sarà.

Ultron, insomma, è concepito come la grande marionetta che diventa burattinaio, come l’ennesima, terribile prova per i Vendicatori, che mai come adesso saranno divisi (sarà questa la rottura finale che porterà Cap America a fronteggiare Iron Man in Civil War, nel 2016?). E allo stesso tempo rappresenta anche la loro rinascita come gruppo (Vedova Nera che resta in piedi, davanti ad Hulk, ne è una prova piuttosto chiara).

La sensazione finale è che Whedon, come dicevo anche all’inizio, abbia deciso di rendere i Vendicatori un film più competitivo, più solido dal punto di vista della trama e della sceneggiatura; di non affidarsi solamente alla “naturale” derivazione dai fumetti per avere successo, ma di provare anche a dire qualcosa. Magari a portare il cinecomic come genere alla fase successiva, un upgrade che tenga conto di tutti i trascorsi, dal primo Avengers a, di nuovo, Batman di Christopher Nolan.

Il problema? Whedon forse non ha tenuto conto di Matthew Vaughn, tra le menti più brillanti a lavoro in questi anni sui cinecomic, che prossimamente arriverà al cinema con Kingsman – Secret Service: tratto da un fumetto, fa l’occhiolino a 007 e non dimentica di riscrivere, a modo suo, il genere cinecomic. Che si allontana di corsa dallo stile di Christopher Nolan.


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