Quanto è importante che a dirigere Wonder Woman sia una donna

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È la prima volta (Punisher: War Zone di Lexi Alexander a parte, ndr) che una donna si ritrova dietro la macchina da presa per girare un cinecomic. E attenzione: non un cinecomic qualunque, ma Wonder Woman, uno dei tasselli fondamentali del piano della Warner Bros., che ha trovato in Zack Snyder il suo “Joss Whedon”. Perché sarà Snyder a dirigere, dopo Batman v Superman, i due film sulla Justice League. E quindi, presumibilmente, sarà lui – così come ha fatto Whedon per l’Universo Marvel – a tenere insieme le fila della DC e a seguire da vicino, qualora servisse, i lavori per Wonder Woman.

Di Whedon sceneggiatore improvvisato si sono dette tantissime cose. C’è chi ha insinuato che si sia occupato anche dei dialoghi dei Guardiani della Galassia. Qualcun altro, invece, ha detto che è stato lui la chiave del successo di Thor: The Dark World. Ma in realtà, di dati ufficiali non se ne hanno – i credits non sono mai stati confermati e così le voci di corridoio sono diventate chiacchiere da cinema e oltre ad aumentare la leggenda e la fama del regista non hanno portato a nulla. La stessa cosa, molto probabilmente, con un piano di riprese come quello della Warner Bros., succederà anche a Zack Snyder – e si ritroverà a dover mettere mano a film che, ufficialmente, non saranno suoi.

Intanto, però, la notizia più importante degli ultimi giorni è che a capo di uno dei progetti più attesi, uno spin-off che a quanto pare racconterà le origini di una delle supereroine più famose e amate di sempre, ci sarà una donna: Michelle McLaren, già regista di Game of Thrones, Walking Dead e di Breaking Bad e vincitrice di due Emmy,

La notizia è stata data alla vigilia della giornata mondiale contro la violenza sulle donne. E ovviamente tra i media di tutto il mondo, è partita la corsa alla “giusta formula” : va sottolineato che si tratta di un buon regista, che ha diretto infatti tre tra i serial più seguiti di sempre, o piuttosto va focalizzata l’attenzione sul fatto che si tratti di una donna?

C’è stato chi ha fatto l’una e l’altra cosa; c’è chi ha scelto la prima opzione e chi, invece, la seconda. Sia come sia, che un grande film, con un grande budget e probabilmente anche un grande cast (Gal Gadot già confermata nei panni di Wonder Woman), venga diretto da un regista donna è una notizia importante, quasi rivoluzionaria. Perché dimostra che anche Hollywood, piano piano, sta cambiando. Perché forse la parità di genere, in una categoria che ad oggi ha avuto un solo vincitore donna per l’Oscar alla Miglior Regia (Kathryn Bigelow, nel 2010, con il film The Hurt Locker), è possibile.

Certo, probabilmente la visibilità – la buona visibilità – ha avuto la sua importanza in questa scelta. Specie nella costante gara con i Marvel Studios.

Ma per intenderci: Batman v Superman è costato tra i 130 e i 150 milioni di dollari; probabilmente, il budget lieviterà ancora, considerati i bonus. Wonder Woman, quindi, avrà un investimento simile, magari inferiore di poco, forse anche superiore. E in business come quello del cinema – del cinema blockbuster, per le grandi masse, non d’autore – è un passo importante che una cifra simile venga affidata ad una donna. Sembra un discorso di parte e forse lo è, ma fino ad un certo punto. Perché questo non è assolutamente un dato da sottovalutare.

A quanto pare, alla fine i supereroi salveranno veramente il mondo.


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