Cari giornalisti italiani (o pseudo tali), vi spiego che cos’è Funny or Die

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Vi spiego che cos’è Funny or Die perché, a quanto pare, non sapete proprio che cosa sia. Eppure dovrebbe essere la prima preoccupazione per un giornalista quella di informarsi – di verificare le proprie fonti. Perché se al lettore/spettatore si può perdonare la svista, la stessa cosa non la si può fare col giornale, con la tv e la trasmissione. Perché chi informa ha una responsabilità enorme, grandissima, gigantesca. E se non tiene fede a questo – e a se stesso, in secondo luogo – non ci saranno tesserini o attestati che tengano. Il giornalista non è quello iscritto all’Ordine. Il giornalista è quello che fa il giornalista. Punto. Che informa. In modo attendibile, preciso, puntuale. E che lo fa sempre, non solo quando la notizia è di cronaca.

Quindi, per piacere, informatevi – in questi giorni avete scatenato l’impossibile con Funny or Die, e nello specifico: con il video di Zach Galifianakis e Brad Pitt.

“Brad Pitt perde la pazienza e sputa addosso al conduttore” (perché  non avete avuto nemmeno l’accortezza di informarvi sul nome dell’altra persona, prima di sparare a zero). Avete disinformato, urlato allo scandalo, senza capire una cosa fondamentale: Funny or Die è un sito satirico. Che fa parodie. In cui gli ospiti sono complici – sanno, cioè, che cosa succederà. Le loro reazioni sono estreme, eccessive, e assolutamente finte. Come quella di Brad Pitt (che mai avrebbe reagito così riascoltando la sigla di Friends, serie tv in cui recitava la sua ex-moglie Jennifer Aniston). Era satira. Forse, certo, estrema per un paese come il nostro. Ma comunque satira. Satira che, anzi, negli US è andata piuttosto bene – e che ha ottenuto il risultato sperato, cioè attirare l’attenzione della gente sul nuovo film di Pitt, Fury.

I giornali italiani, invece, sempre alla ricerca di click e visualizzazioni low cost, hanno giocato facile e tirato dritto per la loro strada. E quindi eccovelo qua: lo scandalo è servito. Brad Pitt, il padre di tanti bambini adottati, quello che fa beneficenza, marito di Angelina Jolie ecc. ecc., sputa addosso ad un’altra persona. Così, senza nessun motivo! Terribile.

Terribile, piuttosto, l’informazione italiana che ancora una volta ha dato prova della sua superbia – “siamo giornalisti, noi. Le fonti possono aspettare”. E invece questo è l’ABC, è la base, è l’ossatura di un mestiere che se sta perdendo consensi è anche per questo motivo. Zach Galifianakis (che, tra parentesi, è anche un attore) in questi mesi ha intervistato personaggi di spicco come il Presidente Obama e l’ha fatto sempre con questo format eccessivo, cinico e assurdamente ironico. Una cosa chiara praticamente a tutto – sottolineo: tutto – il mondo tranne che all’Italia.

Ora che sapete che cos’è Funny or Die, cari amici giornalisti, la prossima volta evitate di partire per la tangente, prendete un respiro profondo, cancellate quello che il vostro editor (o peggio: la vostra coscienza) vi avevano detto di scrivere e sorridete. Perché sì, è uno scherzo. E o sei divertente… o muori.


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