«La Marvel ha dimostrato quanto la DC Comics abbia ancora da imparare»

Dagli eventi degli ultimi giorni abbiamo capito che la Casa delle Idee, ad oggi, non ha rivali. Ogni sua mossa è studiata a puntino, e non tiene conto di nessun altro se non di se stessa

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La DC Comics/Warner Bros. ha ancora molto da imparare. Sono state queste le conclusioni generali dopo il super-evento Marvel di qualche giorno fa. La DC Comics/Warner Bros. ha ancora da imparare ed è decisamente in ritardo sulla tabella dei progressi. La Marvel, di questo passo, non gli lascerà altro che le briciole. Ed è vero: se i Marvel Studios, come ha tenuto a dire Kevin Feige, non aspettano nessuno per fare i loro proclama, la stessa cosa non si può dire della Warner Bros. che ad oggi ha preso le sue più importanti decisioni in base a quelle dei suoi competitor più diretti (un esempio su tutti: l’uscita di Batman v Superman spostata, causa Captain America 3).

Tutte le decisioni che sono state prese in questi ultimi anni dai Marvel Studios fanno parte di un quadro decisamente più grande. I Guardiani della Galassia, per esempio, non sarebbero stati annunciati senza che Thanos avesse fatto la sua apparizione alla fine di The Avengers. E senza le Gemme dell’Infinito, non ci sarebbero stati, molto probabilmente, Doctor Strange e Pantera Nera, due (dei cinque) Illuminati. Ant-Man è stato necessario: già dare a Tony Stark la paternità della creazione di Ultron è stato un azzardo, una forzatura; insistere oltre non avrebbe portato a niente. E poi servivano nuove energie – nuovi Vendicatori. Con l’annuncio di Civil War, la Marvel ha fatto poi capire un’altra cosa: guadagnare è sì uno dei suoi principali obiettivi, ma pure fare grandi film, bei film; film che possano imporsi anche a livello qualitativo, tecnico, artistico. Non è un caso, quindi, che i fratelli Russo abbiano ammesso di pensare agli Oscar con il loro The Winter Soldier. Che è un thriller niente male, decisamente all’avanguardia rispetto ai suoi tanti cugini di Hollywood.

Quindi, ancora una volta, la DC Comics/Warner Bros. resta indietro. Si crogiola, letteralmente, nel suo Batman v Superman, annuncia nuovi film, prova (perché sì, ci prova) a stilare un programma più ampio, a dare l’impressione di sapere cosa effettivamente stia facendo, ma in realtà quasi nessuna delle sue mosse è spiegabile. Non dal grande pubblico, che per adesso osserva in silenzio (o al più, commentando su internet). La DC sta provando a scrollarsi di dosso una pesantezza che gli è stata lasciata in eredità dalla prima trilogia su Superman: il primo cinecomic che ha avuto un vero successo nella storia del cinema. Quando inizi così, con qualche certezza alle spalle, è più difficile cambiare, provarci e stare al passo con i tempi. Per la Marvel, invece, è stata tutta una scommessa. Dopo qualche buco nell’acqua, è arrivato Iron Man e da lì in poi la strada è stata tutta (o quasi) in discesa. I film sono diventati eventi, gli attori che sono stati scelti sono stati sempre più importanti. Alla popolarità del volto è stata preferita la bravura dell’interprete.

E ora? Ora aspettiamo. Aspettiamo innanzitutto Avengers: Age of Ultron. Aspettiamo Ant-Man. Aspettiamo di sapere come la Guerra dell’Infinito, War Infinity, si preparerà. I Marvel Studios sono saliti di livello, piano piano. Cominciando con la guerra fatta in casa (Iron Man che va in Medio Oriente, Captain America che va a combattere i nazisti) e continuando con le avventure spaziali (Thor per primo, poi ovviamente i Guardiani della Galassia). Perché in un mondo dove tutto è possibile la Terra finisce per diventare un palcoscenico decisamente piccolo e ripetitivo. Cosa che, ad oggi, non ha ancora capito la DC, che deve ripartire dai fondamentali, con un nuovo Batman, un Superman poco Superman (a quanto pare, non tutti gli vorranno bene in Dawn of Justice) e una storia che, azzardando, ricalca un po’ troppo Il Cavaliere Oscuro di Frank Miller. Una storia oscura, terribile, con tanti sottintesi (a tal proposito: leggete l’introduzione di Roberto Recchioni, “Al cavaliere nero non devi…”) che forse Zack Snyder, che ha già portato sul grande schermo 300 di Miller, saprà cogliere. Ma che, ad oggi, pare un groviglio decisamente difficile da sciogliere.

Immagine di Simone Bianchi, pubblicata nella serie Thanos Rising.


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