Una volta per tutte: lo Studio Ghibli non chiude

Nelle ultime ore, tra la notte di domenica e la mattina di lunedì, si sono diffuse voci secondo cui il famoso studio di animazione giapponese sarebbe prossimo alla chiusura. Alla base di tutto, però, ci sarebbe un errore di traduzione. E un fraintendimento delle parole del produttore Toshio Suzuki

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“Lo studio Ghibli chiude”. Nelle ultime ore, su (quasi) tutti i siti di informazione cinematografica e di animazione, è rimbalzata questa notizia. Il famoso studio di animazione giapponese, fondato dal Premio Oscar Hayao Miyazaki e da Isao Takahata, e dove negli anni sono stati sviluppati film della portata di Laputa – Castello nel cielo, Il mio vicino Totoro (da cui, tra l’altro, è stato ripreso il simbolo ufficiale), La città incantata e Porco Rosso, sarebbe arrivato alla fine. E a dirlo – sempre secondo questi siti – sarebbe stato Toshio Suzuki, produttore del Ghibli, durante un’intervista rilasciata in un programma televisivo giapponese. In realtà, le cose non stanno così. Alla base di tutto ci sarebbe un errore di traduzione (partito dal sito oh-totoro.com e poi corretto da animenewsnetwork.com): confusione tra “pausa” e “chiusura”, e un fraintendimento di intenti. Ma andiamo con ordine e partiamo – se è possibile – dall’inizio.

Lo Studio Ghibli viene fondato nel 1985 da – come abbiamo già detto – Hayao Miyazaki e dal suo mentore, Isao Takahata. Viene fondato dopo l’uscita al cinema di Nausicaa della Valle del Vento, un film che ha letteralmente rivoluzionato l’animazione giapponese. È la nascita di una stella, di uno degli studi più importanti al mondo – il primo di nazionalità giapponese ad essere premiato, con l’Oscar dato a Hayao Miyazaki per La Città Incantata, ad Hollywood. Dal 1985 ad oggi, sono stati prodotti e sviluppati tantissimi altri lungometraggi. E Miyazaki, che è sempre stato al capo del Ghibli, ne ha rappresentato – in un certo senso – l’anima.

L’anno scorso, però, durante la Mostra Internazionale del Cinema di Venezia, dove è stato presentato in anteprima Si Alza il Vento, è trapelata un’altra notizia: Hayao Miyazaki si ritira. Non disegnerà, né dirigerà altri film. E questo a causa della sua vista, provata dai tanti anni passati a lavoro. Con questa decisione (che, tra le altre cose, era già stata presa anni addietro ma a cui Miyazaki non era mai, prima dell’anno scorso, riuscito a tenere fede), una pausa, all’interno dello Studio Ghibli, si è dimostrata necessaria. Ed è di questo che ha parlato Toshio Suzuki: il reparto di animazione viene momentaneamente chiuso per una riorganizzazione generale. Senza Miyazaki, infatti, lo Studio perde non solo il suo mentore, ma pure la sua maggiore fonte di guadagno.

Al momento, lo Studio Ghibli si occuperà solo della gestione dei diritti cinematografici e di altri progetti (che non andranno sul grande schermo). Quindi tirate pure un sospiro di sollievo: lo storico studio di animazione giapponese non chiude. Non per ora, almeno.

Quello che sorprende veramente di tutta questa faccenda è la velocità con cui una notizia (falsa e nemmeno verificata) si sia diffusa. Per intenderci: i primi a darla non sono stati i giapponesi, ma un fansite occidentale. Che ha tradotto – erroneamente, come si è poi scoperto – l’intervista televisiva del produttore Suzuki. In queste ore, continuano a susseguirsi articoli e approfondimenti che poco tengono in conto quello che, dopo il ritiro di Miyazaki, era una cosa naturale, anzi addirittura necessaria: riordinare le fila.

Hayao Miyazaki, con il suo lavoro, ha rappresentato (e rappresenta ancora oggi) una vera e propria svolta nell’industria dell’animazione giapponese. I suoi film, a cominciare da Nausica della Valle del Vento, hanno affiancato alla tecnica la tematica: film, insomma, che non si limitano a raccontare storie fine a se stesse, ma con una morale, un significato più ampio. Dall’ambientalismo al rapimento dei bambini.

Di veri e propri eredi, ad oggi, Miyazaki non ne ha. Nemmeno suo figlio, Goro, che ha diretto i film I racconti di Terramare e La collina dei papaveri, sembra essere all’altezza della fama del padre – e poter così continuare il suo lavoro all’interno dello Studio Ghibli. Solo il futuro ci saprà dire chi sarà abbastanza capace da cogliere l’eredità del maestro, e da portare avanti la sua tradizione.

Per saperne di più: Best Movie, Movie for Kids


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