Perché Zerocalcare paga sempre i suoi debiti

E quando promette anteprima, anteprima dà

Certe volte mi pare di conoscere Zerocalcare da anni. Forse no, non da così tanto, però ci siamo capiti.

Leggendo i suoi libri, un po’ abbiamo imparato a conoscerlo tutti quanti. Perché è di lui che racconta nelle sue storie. Di questo ragazzo di Rebibbia, dei suoi amici e dei suoi ricordi, e della sua visione del mondo e delle cose.

È un tipo umile, Zc. Umilissimo. Talmente umile che ti fa paura contattarlo (se lui si fa problemi a non risponderti subito, tu te ne fai a contattarlo. E viceversa). E ogni volta – dopo che ti sei messo l’anima in pace, hai pigliato coraggio e l’hai contattato – è sempre la stessa storia. Si inizia con un “ciao come va?” e si finisce a parlare di tutt’altro, di serie tv, storie, robe, faccende. Amici (e amiche) in comune. E quella sensazione che vi dicevo prima, cioè di conoscerlo da un secco di tempo, ritorna. E ti dà come un senso di – non so – felicità.

Quindi a Michele, Zc, voglio bene. Ma bene come si vuole bene a uno di famiglia (va così, a Napoli: vogliamo bene a tutti quanti. E abbiamo famiglie allargate che nemmeno in Settimo Cielo). E appena vedo che pubblica qualcosa, o che fa una vignetta, corro subito a leggerlo, a studiarmelo – a stupirmi, ogni volta, della sua ironia.

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Qualche giorno fa, a Roma, s’è tenuto un evento in cui ha presentato le prime pagine del suo nuovo libro, Dimentica il mio nome. Un librone – sissignori – di oltre 200 pagine, che uscirà a Ottobre di quest’anno. Dimentica il mio nome: già il titolo è un ritorno ai toni de La Profezia dell’Armadillo. Il racconto lungo tre generazioni della storia della famiglia di Zc: lui, sua madre, sua nonna.

Oggi, sul suo blog, ha pubblicato qualche tavola. Qualche sì, scelta ad hoc. Perché – ha spiegato – il resto contiene spoiler – troppi spoiler – e avrebbe finito per rovinarci la sorpresa.

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Come ho scritto a Caterina Marietti, addetta stampa di Zc e CEO, insieme a Michele Foschini, della BAO Publishing (casa editrice che pubblicherà Dimentica il mio nome), m’è venuto il groppone a sfogliare queste tavole. A leggerle. E ho anche riso tantissimo.

Come ha fatto qualche mese fa, su Best Movie, Zerocalcare ha ritirato in ballo gli Stark (Arya, non so se lo sapete, è una dei suoi personaggi preferiti. Insieme a Tyrion Lannister, e ai draghi). E io, molto semplicemente, l’ho adorato. (E come fai a non adorarlo uno come Zerocalcare?)

Parlandogli, gli avevo detto che oramai sta diventando un vero e proprio guru per le nuove generazioni; quelle vecchie – ovvero: la mia e la sua – lo vedono come un amico, uno che ti fa ricordare cose belle del passato (e lo fa anche in questo post). Lui ha risposto di no, che non è vero. Ma come vi ho detto all’inizio: Michele è un tipo umilissimo.

Quindi, mentre aspettiamo di sapere qualcosa di più del film tratto da La Profezia dell’Armadillo, godiamoci quello che pubblica. Godiamoci, quando uscirà, Dimentica il mio nome.


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