Come già vi ho raccontato in precedenza, vi sono delle regole per fare piacere al governo cinese. Quanto meno per avere una distribuzione qui. La prima e assoluta, è non offendere in nessun modo la Cina e il governo cinese. Questo non è difficile. Basta non farlo. O almeno basterebbe. In più è meglio evitare di sollevare questioni che potrebbero portare a pensare che le opinioni del governo cinese siano sbagliate...
Con quale impudenza continuare questa rubrica senza dedicate quanto meno una puntata alla città che a ragione e' definita la Hollywood d'Asia. Hong Kong non è solamente la città che ha dato i natali a Li Xiao Long (al secolo Bruce Lee) e al più grande cinema d'arti marziali, non solo e' la culla dell'action noir che grazie a nomi come John Woo e Johnny To, solo per citarne alcuni, ha rivoluzionato il modo di intendere il genere, ne' si può meramente ricordare per le suggestioni di autori come Wong Kar wai, che grazie all'ispirazione della sua atmosfera a dir poco magica, hanno disegnato momenti melo' veramente struggenti...
Sono due weekend che qui a Pechino piove. Durante tutta la settimana sole, bellissime giornate che guardi dalle persiane dell’ufficio. A quanto sento, piove solo nei weekend. Piogge torrenziali e vento freddo, a volte neve, che cerca di impedirti di uscire di casa. Allora devi letteralmente “guadare” la viuzza dell’Hutong per andartene in giro, camminando in equilibrio sui mattoni come Eddie Murphy ne Il Bambino D’Oro, per non finire inzaccherato fino alle caviglie nell’acqua...
L’ultimo weekend di Ottobre, io e la mia dolce metà ci siamo recati nella citta’ di Chengdu, uno dei centri economici della Cina, capitale della regione del Sichuan a Sud Ovest della Nazione, su invito dell’amico Xiatong, docente all’Accademia di Arte Cinematografica di Pechino e nerd perso a tempo pieno (but aren’t we all?), per partecipare a un evento indetto dalla World Chinese Science Fiction Foundation, formata dai più grossi nomi della letteratura di fantascienza cinese...
La polemica tra Cina e Giappone riguardante le isole Senkaku-Diaoyu ha scatenato gli animi dei notoriamente pacati cinesi, ai quali non va proprio giù che i non amatissimi vicini di casa tentino di appropriarsi di quei 3 ettari di terra in mezzo al mare. La protesta è scoppiata in maniera incontrollabile: quasi come nella profezia de Il Tagliaerbe sono stati mandati all’unisono un miliardo di sms con il fine di boicottare i prodotti nipponici e davanti a ambasciate e negozi, da Shanghai a Pechino, i cinesi si sono scatenati con tiri di uova, insegne bruciate e atti scemi in luogo pubblico...
Sarebbe bello si potesse dire dell'autore di questo blog "non ha bisogno di presentazioni", come avviene per Hugh Grant, Toto Cutugno, Osama Bin Laden. Invece è proprio il caso di nutrire la memoria di chi legge e rinfrescare quella di chi scrive, per dare un perché a queste letture. Quale momento migliore se non la mia prima pioggia notturna a Di'anmen, il quartiere di Pechino - vicino a Piazza Tienanmen - dove da pochi giorni vivo con la mia dolce metà Sonja, in preda agli strascichi del jet leg che mi ha reso temporaneamente narcolettico...