C'è una articoletto su un giornale che racconta la divertente storia di un tizio a Pechino, esperto di arti marziali, al quale volevano espropriare la casa. Ha fatto volare dalla finestra tutti i poliziotti prima che riuscissero a farlo uscire dalla sua proprietà. Potrebbe essere questa storia ad aver ispirato The Man of Tai Chi, l'esordio alla regia di Keanu Reeves, che quale sceglie il territorio cinese per il suo exploit dietro la macchina da presa...
La mia merendina pomeridiana, prima che venissi messo a dieta da Annie, era la lu rou bin, ovvero una specie di focaccina con la carne di asino dentro. La carne di asino sembra Simmenthal, per la cronaca. Buona. La tizia che prepara la lu rou bin è il prototipo assoluto della telespettatrice di Uomini e Donne allo stadio terminale. Si veste come se si fosse lanciata a caso nell’armadio di un clown da circo, si muove con la leggiadria di Salvatore Baccaro in Cassiodoro il più duro del pretorio (di Oreste Coltellacci) e porta un casco di capelli arancio con una frangetta improponibile che sembra un casco di banane andate a male...
Eccomi tornare a Pechino via Il Cairo dopo un busyssimo festival di Cannes. Tanti meeting, tanti nuovi amici e tante ottime novità. Song of Silence, il mio film cinese, e' stato venduto theatrical in Brasile e ci sono molte altre proposte che la Striped Entertainment, l'agenzia che si occupa del film, sta vagliando per il resto del mondo. Ritual, che ho fatto in Veneto, e' stato venduto in Giappone e sarà al Fantasia a Montreal, il festival e mercato di genere più importante al mondo...
Finalmente Iron Man 3 nella versione cinese, ovvero quella che la DMG ha voluto solo nelle sale della Grande Cina con scene aggiuntive che rispettassero le necessità del mercato. A ben vedere, si potrebbe parlare di necessità propagandistiche, perchè buona parte dell'audience cinese si è detta offesa dei cambiamenti, che non solo non aggiungono nulla alla trama del film, ma mortificano la popolazione agli occhi del Mondo...
Vorrei chiedere pubblicamente scusa a Sarah Brightman per il mio precedente articolo, "Chi cavolo è Sarah Brightman...", dedicato alle novità sul festival di Pechino che si sarebbe tenuto di lì a poco. Lei è conosciutissima e brava, e io sono un ignorante. Per colmare questa mia lacuna ho acquistato il cd Love Changes Everything, insieme a un grammofono e ad altri 60 vinili, per una V.I.P. room che devo allestire per motivi di lavoro...
Comunicato importante! Sarah Brightman chiuderà la cerimonia del terzo Beijing Film Festival! Urka! Proprio Sarah Brightman! Ma chi cavolo è Sarah Brightman? Vabbè, sarò io che pure quella che ha vinto l’Oscar come Miglior attrice protagonista, manco so chi sia. Vediamo che dice Wikipedia. Ok, la pagina di Sarah Brightman è enorme. Allora è famosa. È una cantante. Ma che c’entra con il cinema? Ah, ha fatto anche dei film...
In occasione del Filmart, Mercato del Cinema di Hong Kong, mi sono recato nuovamente nel Cubo di Kubrick, che è il nome con cui amo chiamare questa coloratissima città/set. Per quelli di voi che volessero visitare la Cina, ecco un utile consiglio per raggiungere nel modo più economico Hong Kong dalla mainland. Prendete un volo (economico) per Shenzhen, poi dall'aeroporto prendete la linea verde fino alla fermata Conference Exhibition Center e li cambiate linea (la rossa) per raggiungere la fermata Furlang Checkpoint...
Qualche mese fa avevo raccontato della mia trasferta a Chengdu, metropoli culturale e sede dell'”Evento di Fantascienza della Grande Cina”. Nell'occasione avevo avuto modo di conoscere i membri della Federazione che cura gli eventi sul genere: scrittori, giornalisti, esperti, cinematografari, editori, fumettari, alieni dalle dita a forma di asparagi e ogni forma di nerd senza ritorno. Tra questi spiccava il professor Wu Yan, non solo per il suo inglese spigliato e il suo modo di fare saggio ed occidentale, ma anche per la sua principale occupazione: Docente di Fantascienza alla Normale di Pechino...
Eccoci di nuovo qui dopo la pausa del Capodanno cinese, che mi ha visto super-attivissimo a causa dell'European Film Market di Berlino. Quest'anno alla Berlinale per me pochi film visti, e tanti, tanti meeting per i progetti passati, presenti e futuri. Nelle prossime puntate un po' di novità concrete. Tra le poche cose viste al mercato, ci tengo a citare solamente The Frankenstein's Army di Richard Raaphorst, film dalla produzione travagliatissima, addirittura decennale, nato dalle ceneri di un progetto abortito, Worst Case Scenario, che mette in piazza un gruppo di biozombie nazi...
Borbottii e pernacchie in giro per l'ennesima polemica sulla censura in Cina. Qualcuno si è scandalizzato poichè Cloud Atlas ha subito tagli da 38 minuti. Soprattutto gli spettatori che non si potranno vedere tutte le scene di amore a sfondo gay. Tutti disperati per la cosa tranne la crew di Cloud Atlas che è venuta allegramente a presentare il film a Pechino. Ricordiamo che la star cinese Zhou Xun è nel film in tre ruoli diversi: un clone, un rifugiato e un uomo...