Finalmente Iron Man 3 nella versione cinese, ovvero quella che la DMG ha voluto solo nelle sale della Grande Cina con scene aggiuntive che rispettassero le necessità del mercato. A ben vedere, si potrebbe parlare di necessità propagandistiche, perchè buona parte dell'audience cinese si è detta offesa dei cambiamenti, che non solo non aggiungono nulla alla trama del film, ma mortificano la popolazione agli occhi del Mondo...
Vorrei chiedere pubblicamente scusa a Sarah Brightman per il mio precedente articolo, "Chi cavolo è Sarah Brightman...", dedicato alle novità sul festival di Pechino che si sarebbe tenuto di lì a poco. Lei è conosciutissima e brava, e io sono un ignorante. Per colmare questa mia lacuna ho acquistato il cd Love Changes Everything, insieme a un grammofono e ad altri 60 vinili, per una V.I.P. room che devo allestire per motivi di lavoro...
Comunicato importante! Sarah Brightman chiuderà la cerimonia del terzo Beijing Film Festival! Urka! Proprio Sarah Brightman! Ma chi cavolo è Sarah Brightman? Vabbè, sarò io che pure quella che ha vinto l’Oscar come Miglior attrice protagonista, manco so chi sia. Vediamo che dice Wikipedia. Ok, la pagina di Sarah Brightman è enorme. Allora è famosa. È una cantante. Ma che c’entra con il cinema? Ah, ha fatto anche dei film...
In occasione del Filmart, Mercato del Cinema di Hong Kong, mi sono recato nuovamente nel Cubo di Kubrick, che è il nome con cui amo chiamare questa coloratissima città/set. Per quelli di voi che volessero visitare la Cina, ecco un utile consiglio per raggiungere nel modo più economico Hong Kong dalla mainland. Prendete un volo (economico) per Shenzhen, poi dall'aeroporto prendete la linea verde fino alla fermata Conference Exhibition Center e li cambiate linea (la rossa) per raggiungere la fermata Furlang Checkpoint...
Qualche mese fa avevo raccontato della mia trasferta a Chengdu, metropoli culturale e sede dell'”Evento di Fantascienza della Grande Cina”. Nell'occasione avevo avuto modo di conoscere i membri della Federazione che cura gli eventi sul genere: scrittori, giornalisti, esperti, cinematografari, editori, fumettari, alieni dalle dita a forma di asparagi e ogni forma di nerd senza ritorno. Tra questi spiccava il professor Wu Yan, non solo per il suo inglese spigliato e il suo modo di fare saggio ed occidentale, ma anche per la sua principale occupazione: Docente di Fantascienza alla Normale di Pechino...
Eccoci di nuovo qui dopo la pausa del Capodanno cinese, che mi ha visto super-attivissimo a causa dell'European Film Market di Berlino. Quest'anno alla Berlinale per me pochi film visti, e tanti, tanti meeting per i progetti passati, presenti e futuri. Nelle prossime puntate un po' di novità concrete. Tra le poche cose viste al mercato, ci tengo a citare solamente The Frankenstein's Army di Richard Raaphorst, film dalla produzione travagliatissima, addirittura decennale, nato dalle ceneri di un progetto abortito, Worst Case Scenario, che mette in piazza un gruppo di biozombie nazi...
Borbottii e pernacchie in giro per l'ennesima polemica sulla censura in Cina. Qualcuno si è scandalizzato poichè Cloud Atlas ha subito tagli da 38 minuti. Soprattutto gli spettatori che non si potranno vedere tutte le scene di amore a sfondo gay. Tutti disperati per la cosa tranne la crew di Cloud Atlas che è venuta allegramente a presentare il film a Pechino. Ricordiamo che la star cinese Zhou Xun è nel film in tre ruoli diversi: un clone, un rifugiato e un uomo...
Sarà presidente della Giuria a Berlino, Wong Kar-Wai, dove presentarà anche questa sua ultima fatica, The Grandmasters, che arriva dopo un periodo di silenzio lungo cinque anni. L’ultimo film era stato My Blueberry Nights con Jude Law e Norah Jones, del 2008, e rappresentava la sua svolta sul mercato occidentale, mai avvenuta concretamente. Nessuna disgrazia, fallimento produttivo o crisi creativa...
Le cose sono andate così. Mi arriva la mail di Luca Maragno che mi dice che c’è questo film cinese indie low budget, Lost in Thailand, che annienta i botteghini cinesi, divenendo il film più visto della storia in Cina. Il titolo non mi dice nulla, ma poi mi viene in mente questa  locandina che vedete qui a sinistra. La suddetta locandina la vedo da settimane dovunque il mio sguardo possa spaziare quando prendo l’autobus per andare in ufficio...
18 Dic
2012
Anche il 2012 è stato, per chi scrive, un anno di rivoluzioni personali, e non tanto per la decisione di trasferirmi in Cina, quando per la motivazione per cui l’ho fatto che, al di la’ di tanti discorsi economici, culturali e blablabla, ha radici profondamente umane ed e’ il piu’ nobile dei motivi, ancora di più perché mi ha restituito qualcosa che mi era stato tolto con estrema e dolorosa indelicatezza...