C’era una volta a Pyongyang.

Per chi non fosse al corrente dei fatti avvenuti 4 anni fa nella Repubblica Democratica del Popolo di Korea, meglio nota come Nord Korea, la dittatura piu’ totalitaria al Mondo, vi inviamo a questa pagina.

 

Se non vi va di leggere tutta la storia, vi riassumiamo che esattamente 70 anni fa, a seguito della guerra di Korea, il Paese fu diviso in Sud Korea (quella dei film stilosi come Oldboy e del K-Pop, per intenderci) sotto l’influenza americana) e Nord Korea, divenuta una dittatura comunista sotto il potere del “Presidente Eterno” Kim Il Sung, il quale professo’ una dottrina filosofica, la Juche Idea, che univa elementi del marxismo con il culto della personalita’ stalinista, e alcune idee superomiste quali “l’uomo e’ in grado di fare qualsiasi cosa”, in particolar modo se nato in Korea. La particolarita’ e’ che oltre alla falce e il martello, viene introdotto il pennello, in segno di fondamentale importanza alla istruzione e alla cultura. Tanto che la classe sopra la classe operaia, in DPRK, ha accesso agli studi universitari e all’istruzione gratuitamente, con la particolarita’ che le nozioni vengono impartite secondo il pianeta da dove viene il Gatto Doraemon.

Instaurato un regime paragonabile piu’ a quello dei faraoni egizi che alle dittature moderne, gli succedettero il figlio Kim Jong Il, appassionato di film quali Rambo, Venerdi’ 13, tutta la serie di James Bond finche’ lui non e’ diventato il villain, e soprattutto Godzilla e kaiju eiga simili (tanto da produrne uno che diventera’ il fattore scatenante della nostra avventura), e il nipote Kim Jong un, fan sfegatato del basketball americano, amico intimo di Dennis Rodman, e nemico giurato dei parrucchieri. I dittatori incentreranno il potere economico e militare su se stessi e su uno sparutissimo numero di fedeli, tra i quali non appartengono neanche i loro parenti piu’ stretti, per create una bolla di territorio (circa 25 mlioni di abitanti) completamente isolata dal resto del Mondo.

Se vi state chiedendo se e’ possibile mandare un poke a questa povera gente tramite facebook, la risposta e’ no. DPRK non possiede internet ma un sistema di intranet interno. A detta di Kim Chong, una delle mie guide, “perche’ altrimenti la propaganda nemica americana introdurrebbe notizie false nel territorio koreano.”. In pratica i koreani dicono degli americani, quello che gli americani dicono dei russi.

Il regime ci tiene a mostrare in maniera paradossale e bizzarra il proprio superpotere, con esternazioni di auto-esaltazione talmente paradossali e esagerate da diventare meme in internet e in diverse commedie americane (quali Team America dai creatori di South Park e Interview di Seth Rogen). Tra le attivita’ promozionali, DPRK indice un festival biannuale, il Pyongyang International Film Festival, che si indice nella capitale, e che invita film maker da tutto il Mondo per presenziare, tra cui chi scrive, invitato nel 2014.

Per la struggente storia di amicizia tra il sottoscritto e Yun Chol Lim, oramai Charlie per gli assidui del DPRK, vi indirizzo al resoconto dell’epoca.

Il nuovo avvento in DPRK, pianificato nel tempo ma concretizzatosi con l’invito alla 16esima edizione del 2018, nasce per la volonta’ di realizzare le prime riprese narrative a 360 gradi in Nord Korea mai fatte, in seno a un progetto segreto piu’ ampio, ampissimo, dalle dimensioni mostruose, di cui parleremo in futuro, e nel frattempo documentare questo viaggio al fine di mantenere la promessa fatta all’amico Charlie di tornare e portarlo via.

Come dovrebbe essere intuibile, non e’ facile entrare e uscire dal DPRK e per gli abitanti nativi e’ impossibile.A seguito delle terribili punizioni (fino alla pena capitale) a stranieri che hanno infranto anche minime regole del territorio, e delle minacce di conflitto nucleare da parte del governo locale, DPRK ha diffuso la sua fama di Paese pericoloso. Tra le tante, che il passaporto viene sequestrato fino alla partenza (vero), che il telefono viene sequestrato (parzialmente vero, poi lo restituiscono ma tanto e’ inutile), che e’ severamente vietato fare foto e riprese (vero un tempo, e’ richiesto ora avere un permesso).  Io che sono una persona importante ho il permesso ma con dei limiti bizzarri, tipo “ma non puoi poggiare la camera per terra”. Probabilmente solo per farmi fare piu’ fatica fisica al fine di perdere quei chili superflui che per tutta la permanenza mi verranno rinfacciati da Kim Chong.

Memore della determinazione di Ash in La Casa 2, mi munisco di equipaggiamento leggero e costruisco una impalcatura portatile (forse la prima forma di steadycam a 360 gradi) e come lui fece con il suo pugno di latta, mi preparo per affrontare l’Armata delle Tenebre.

A mia memoria, arrivati a Pyongyang tramite l’unica linea aerea di bandiera disponibile, si viene accolti dalla propria guida personale che ti seguira’ per l’intero viaggio. Ipoteticamente per controllare ogni movimento. La mia speranza e’ che sia nuovamente Charlie, il soggetto della mia ricerca.

Non ancora passato l’ultimo controllo, un baldo giovane, Kim Song Jing, insegnante di inglese nella scuola di cinema locale, si presenta come la mia guida. Cerco di celare il mio disappunto. Successivamente KSJ mi rivelera’ la sua gelosia per la mia ex-guida in preda ai fumi dell’alcohol. Oltrepassato il controllo mi accorgo che mi trattano come una superstar, con telecamere (che ovviamente trasmettono solo a casa del Leader Supremo) e che ho ben due guide. La seconda e’ appunto Kim Chong, giovane e graziosa interprete che mi parla in spagnolo. Tanto piu’ o meno stiamo nella stessa cosa. Vorrei vedere se dicevo a lei la stessa cosa della Korea e la Cina. Kim Chong in futuro mi parlera’ della favola del Pigro Maiale, dalla quale sono stati tratti anche cartoni animati, paragonandomi al protagonista. Voglio vedere se dicevo la stessa cosa del Leader Supremo. Mi informo se la presenza di due guide vuol dire che mi considerano pericoloso. Mi rispondono mentendomi.

Tuttavia la presenza di due guida non solo mi permettera’ di avere piu’ informazioni ma anche di confrontare punti di vista diversi, considerando la differenza di genere. Come in passato, l’interesse e’ relativo alla loro unica percezione della realta’, filtrata da una visione semi divina dei leader che non ha precedenti nelle dittature passate. L’idolatria di Stalin, Mussolini, Hitler ma lo stesso Mao non comprendeva una tale quantita’ di icone, monumenti e bombardamento mediatico. Insomma capire se ci sono o ci fanno. Inoltre la Korea sta vivendo il momento piu’ rivoluzionario della sua storia, e ho l’occasione per sapere e riferire come viene percepito dai suoi abitanti, la cui voce, altrimenti, e’ completamente muta. Difatti non e’ permesso ai giornalisti di entrare nel Paese. Inoltre dubito che siano in molti quelli in grado di porre le domande nella maniera ctonia, indiretta e subliminale che utilizzo io per farli sciogliere. Oltre all’alcohol locale, ovviamente.

Doveroso fare un cappello storico politico introduttivo. Recentemente la Korea del Nord e’ stata esposta alle cronace per le minacce con gli Stati Uniti che hanno risvegliato il terrore di una guerra nucleare.

– Kim Jong Un “Ho un bottone pronto sulla mia scrivania.”.

– Donald Trump “Anche io ce l’ho. Ma il mio e’ piu’ grosso e funziona.”.

La verita’ e’ che a Trump non interessa provocare la Korea quanto indirettamente la Cina, che finanzia la maggior parti degli alimenti per questo Paese, poiche’ si trova in una posizione militarmente strategica e molto pericolosa per Pechino, da cui dista solo un’ora di volo. Minacciare di bombardare Pyongyang vuol dire minacciare di bombardare la capitale della Cina,  che sta conducendo con gli Stati Uniti la cosidetta Trade War, sulle sanzioni economiche di import export. Quando le tensioni si sono fatte troppo elevate, il Presidente Xi ha incontrato su un treno, in una giornata in cui il cielo era strategicamente invisibile ai radar, il Presidente Kim per spronarlo a fare la cosa giusta. Una settimana dopo avviene l’incredibile. Sulla linea di confine, il Presidente Kim e il Presidente Moon del Sud Korea, fino a pochi giorni prima acerrimi nemici, si incontrano tenendosi per mano e promettendosi amicizia. Successivamente Kim incontrera’ anche Donald Trump per raffreddare gli animi.

Durante la visita di chi scrive, oltre al PIFF 16th si tiene il 70esimo anniversario della nascita della Korea del Nord, e la prima visita del Presidente Moon in Korea del Nord. Evento che in barba al completo disinteressamento dell’opinione pubblica, probabilmente scongiura definitivamente il rischio di Terza Guerra Mondiale.

Appreso questo, mi sento piu’ disteso considerando che probabilmente non penseranno di sgozzare un occidentale durante un evento del genere, quindi spingo i limiti di quello che posso girare oltre il proibito. Interrogo le mie guide sulla loro opinione sull’evento. Entrambe rispondono la stessa cosa. “Siamo un’unica nazione, un’unica razza e un’unica lingua. Siamo fratelli. Non vediamo l’ora che le due Koree siano riunite.”. Se questa e’ la voce del popolo qui vuol dire che e’ la voce del governo, e quindi avverra’ a breve. Nel 2019 avremo un’unica Korea.

Spiego alle mie guide che ci sara’ da vederne delle belle. Sono molto interessati al mio racconto sulla Korea del Sud, dove sono stato spesso incluso fino a poche settimane prima, dove, nel quartiere Hongdae, al centro di Seoul, si riversano nelle strade e nei club studenti dai capelli fuxia e i vestiti stravaganti, sempre piu’ ubriachi fino all’alba. Difficile vederli convivere con questi educati e rigidi personaggi la cui educazione sembra venire direttamente dagli anni ’20.

La maggiora parte del tempo si passa in albergo, o in bus, per venire trasportati a visitare i monumenti o gli eventi prefissati. Senza un attimo di tregua, con pochissimo tempo per riposarsi. Un tour de force che fa capire come viene inquadrata questa popolazione. Costantemente messa sotto pressione e abituata a non lamentarsi mai.

Una novita’ inquietante e’ la visita a un enorme edificio, una scuola d’arte, che pare stata disegnata da Willie Wonka, dove i bambini possono andare a nutrire la propria creativita’. “Bellissimo” diranno i miei piccoli lettori. Eppure visitando le diverse stanze dell’Istituto, dove ci sono bambini che cantano l’opera perfettamente, suonano ogni tipo di strumento musicale magnificamente e disegnano manco fossero nel team della Bonelli di 20 anni fa, si ha l’impressione di vedere uno Zoo. Oppure un Circo, come prova lo spettacolo subito dopo, dove bambini piccoli si praticano in prodezze incredibili. E’ chiaro che non c’e’ alcun risultato del genere senza un durissimo allenamento. Si fa fatica a credere che per cosi’ tanti bambini la passione sia cosi’ urgente da arrivare a questo livello. La guida tuttavia afferma non siano pressati minimamente, anzi sono contenti.

https://youtu.be/mVmUu3vmr2o

La riprova di questo sospetto viene presto, quando si proietta uno dei film del Festival, generalmente film di propaganda che spazzano via The Room per ilarita’ involontaria. In questo caso Comrade Kim goes flying, del 2012 (ma sembra del 1982) parla proprio del sogno di una giovinetta sorridente che vuole diventare una acrobata. Dal film si evincono molti dettagli sull’inquadratura culturale locale. La giovane Kim Yong Mi viene dal paesello per inseguire il suo sogno nella capitale. La giovinetta, dipinta come innocente, con un sorriso talmente fino che definirei stitico, inventa qualsiasi tipo di raggiro e imbroglio, manco fosse Axel Foley di Beverly Hills Cop, per raggiungere i suoi intenti. La protagonista e’ fondamentalmente una truffatrice, e questo e’ un valore che viene posto in prima fila nel film, insieme alla determinazione e alla tenacia. Le sue esitazioni davanti all’enorme sforzo fisico che deve affrontare per allenarsi vengono tagliate corto da una figura di alto profilo che le dice che il Leader ha deciso cosi’. Tanto basta.

Indirettamente questo risponde alla domanda principale. La popolazione e’ consapevole della propria condizione e fa finta di accettarla, oppure sono veramente convinti che il Mago di Oz esista? Entrambe le cose.  Sono addestrati a mentire, e a mentire a se stessi. Sono addestrati a non credere che la verita’ sia una cosa giusta, e progressivamente consumano la propria identita’, e la propria anima, utilizzando la propria energia per il bene di qualcuno che non conoscono nemmeno se non come una leggenda.

Il giorno prima del mio viaggio di ritorno sono abbastanza deluso. Nonostante la promessa di incontrare Charlie, non mi e’ stato possibile vederlo. Ho il sospetto che mi abbiamo ingannato per farsi offrire cene e regali. Eppure mi viene dato un privilegio che gli altri ospiti non ricevono. SI tiene nello Stadio principale una performance per i due Presidenti e la popolazione locale, che vede raccontata la storia della Korea attraverso migliaia e migliaia di acrobati, canti, luci e effetti speciali. Il Superbowl, fondamentalmente.

Qui assisto allo spettacolo di pochi giorni prima, ma moltiplicato per migliaia. Migliaia di schiavi forzati a ballare e danzare della propria miseria, che, speriamo, durera’ per poco.

Durante uno dei giochi, alcuni degli acrobati mimano i combattimenti con il Tae Kwan Do, l’arte marziale locale, gettandosi per terra come sconfitti. Nel cambio dell’intermezzo si rialzano tutti per sgomberare la scena. Si rialzano tutti tranne uno, che rimane per terra. Anche se e’ lontanissimo, lo vedo bene attraverso l’obbiettivo della camera. Due altri acrobati lo portano velocemente via di peso, mentre lo spettacolo va avanti sotto gli occhi dei due Regnanti, un tempo non lontano nemici e oggi fratelli.


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