The Bestest of 2016

ARE WE NOTQuasi un anno e’ passato dall’ultimo post, non ho frequentato questo blog quasi per niente e ho visto pochi film. Chiedo scusa. Ho passato il 2016 a incasinarmi ancora di piu’ la vita. La mia e quella di altre persone. Ancora una volta a distruggere per ricostruire una torre piu’ alta. Ma non mi pare che quest’anno abbia dato film particolarmente memorabili. Nonostante il poco che ho visto, sono comunque riuscito ad avere alcune esperienze che mi hanno colpito, affascinato, lasciato tutt’altro che indifferente. Faccio una riflessione generale sulle classifiche di fine anno. I film usciti a Gennaio in genere vengono dimenticati, ed ecco per quale motivo metto tra i miei preferiti Creed, una piacevole scoperta che ricordo entusiasmo’ gli animi all’inizio del 2016. Andando in Asia invece basti dire che in Cina non hanno ancora imparato a fare i film e il Giappone non ha dato il meglio di se’ (ovvero non ha sfornato capolavori senza tempo), Tanto buono dal resto d’Asia ma rimane il Sud Korea a fare il meglio e anche se molti hanno osannato gli altri due film visti a Cannes, che non nomino per pudore, e’ sempre il buon Park Chan Wook a fare la differenza con The Handmaiden, un fllm che tratta la questione politica nei confronti dell’ostilita’ con il Giappone attraverso un noir classico, cosi’ amato da PCW, ma con forti elementi sessuali, soprattutto Lesbo e BDSM. Il lato femminile di un Paese trova la sua via, quello maschile si autodistrugge. 13238912_1001440953243587_3530800826567647339_nNon solo sesso, ma tanta intenzione in Somos La Carne, del giovanissimo messicano Rodolfo Ledo (qui con me nella foto), rappresentazione di una generazione di film-maker che ingurgita e rivomita l’esperienza del grande cinema sperimentale senza averla digerita, di istinto. Il risultato e’ notevolissimo. Arrabal incontra Gaspar Noe’. Nominato Arrabal, si va subito al nuovo film di papa’ Alejandro Jodorowsky (qui con me nella foto) che imperterrito sfida la morte per dare arte, conoscenza e verita’ al mondo. Poesia Sin Fin e’ un altro capolavoro che apre la mente e racconta un’anima 10392327_732145636839788_4874354083237323851_ninfinita che parla per tutte. Non si puo’ dire altro che grazie. Grazie Alejandro per il piu’ grande tesoro che si possa avere. E se Alejandro se ne infischia del successo commerciale, invece e’ bello vedere che due cinecomics, Doctor Strange e X-Men: Apocalypse, possono entrare nella classifica di uno come me che normalmente…sai…insomma. Si parla di temi importanti, verita’ altissime, del terzo livello di scrittura al suo meglio, e si giostra bene con l’entertainment. E tecnicamente c’e’ da stare in ginocchio. Meglio rimanere in ginocchio anche dopo la visione di The Witch, un film unico, come non se ne vedevano da anni, in cui l’esplorazione del tema esplorazione di Satana (qui con me nella foto) e’ talmente 13315701_1008822065838809_8055977565428209610_nprofonda da poter essere letta tra le righe solo da esperti. Inoltre vi sono scene che realmente fanno la differenza nella storia dell’horror. Un lavoro epocale. Inferiore tuttavia a Lo chiamavano Jeeg. Non c;e’ molto di piu’ da dire sul film di Gabriele Mainetti (qui con me nella foto) se non che e’ un perfetto ensemble di cio’ che e’ il miglior pubblico italiano oggi. In prospettiva mi viene da dire che e’ un progetto irripetibile, e che la sua futura evoluzione e’ tutta da scoprire. Da lacrime agli occhi. 13174035_1000757183311964_2658332941292451544_nCosi’ come Are we not cats, un meraviglioso film di Xander Robin che fa credere ancora nella possibilita’ di fare un cinema libero, personale, complesso, concettuale e innovativo. Siamo forse di fronte a un nuovo gigante del cinema mondiale. Infine non un film ma una serie, che ha veramente toccato l’apice, e’ Baskets, con Zach Galifianakis e Louie Anderson e Matha Kelly e ancora una serie di interpreti meravigliosi, una comedy americana che ha cosi’ tanto di autoironia verso l’America, cosi’ tanta comicita’ europea. No. Italiana, Una scrittura, un lavoro sui personaggi, una delicatezza e un tratto malinconico che dovrebbero influenzare tutta la commedia americana per i prossimi anni. Ce lo auguriamo. Con me almeno funzionera’.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


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