Bud Spencer: extralarger than life

00.jpg_997313609All’apice di spirito nazionalistico, quando l’energia di milioni di tifosi italiani si espandeva in estasi agonistica, si spegneva Carlo Pedersoli aka Bud Spencer, cullato, si spera, da uno di quei pochi momenti in cui gli italiani si sentono tutti contenti e uniti. Bud Spencer era come la Nazionale quando stravince: inattaccabile. Un personaggio quasi mitologico tali e tante sono state le sue imprese anche extra cinematografiche. Proprio nessuno si sognerebbe mai di non adorare una icona così assoluta, una figura “di casa” che innegabilmente appartiene all’immaginario infantile di tante generazioni, più degli anime giapponesi, più dei Masters e persino più di Mike Bongiorno. È stata ovviamente la TV a conferire una tale diffusione di una icona che ha dettato le misure di una statura morale pulita, dal sapore internazionale ma enormemente italiana, partenopea, in maniera unica. Bud Spencer sta all’Italia come Clint Eastwood sta agli Stati Uniti, una immagine che volente o nolente rappresenta ;o status sociale piu’ diffuso nel corpo di un attore che ha l’aspetto di caratterista ma l’anima del protagonista. Una figura la cui presenza stessa dà una idea di sicurezza e di controllo vigile. Come per dire, finchè siamo sotto l’occhio attento di Zio Bud dobbiamo comportarci bene. Non tanto per paura della punizione ma per pudore. Quel pudore etico che i colpevoli sentono oppressivo quando incontrano un puro di cuore. Questa era l’Italia che abbracciava Bud Spencer. Questo è il motivo per cui con questo evento luttuoso si ha la sensazione vivida che si sia chiusa definitivamente un’era culturale. L’ultimo bastione di una memoria brillante, un Amore familiare che sapevi ci sarebbe sempre stato. Da troppo tempo la coscienza civile si è irrimediabilmente slacciata. Non certo la presenza di Bud Spencer poteva evitare che avvenisse. Adesso l’ultimo esemplare unico, il grande elefante bianco, ha abbandonato l’arca. Se esiste una coscienza comune, ci auguriamo che da adesso non affonderà, ma vi sará una trasformazione definitiva. Sediamoci insieme intorno a una candela accesa, intorno a un caminetto, intorno a un televisore a tasti dalla ricezione traballante. Un inequivocabile suono di ceffoni risuona tra le risate, bonariamente, punendo i cattivi per ricordare “come ci si deve comportare.”. Per ricordare che la vita val la pena di essere vissuta se hai la coscienza pulita. Quel suono si è spento. Il gigante dagli occhi piccoli e il cuore enorme è andato in letargo. Quello che riecheggia lontano è il suono sordo di un grande tamburo.


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