Spreed the Sprout Head: il trend dei germogli in testa

Continuiamo con la serie “facezie & pinzillacchiere” con questo nuovo trend monster-hunt-radish-baby-hubache sta impazzando per le strade della Cina. Da turisti a Pechino, passeggiando per le affollate strade di Wangfujing o di Nanluoguxian, potreste avere una strana sensazione, il presentimento che qualcosa di non esattamente nell’ordine delle cose come vuole il Creato, sta avvenendo. Solo dopo qualche secondo vi accorgereste che TUTTI, ma letteralmente TUTTI, hanno un germoglio, una piantina, una margheritina, un fiorellino, un funghetto o preferibilmente un filetto della pianta di fagiolo sulla TESTA e passeggiano spensierati dissertando di ció che hanno mangiato alle 6. Come sia possibile tutto ció non è chiaro. Vi sono differenti scuole di pensiero riguardo a questo trend che ha invaso la Cina prepotentemente, ma che potrebbe contaminare anche il resto del Mondo, visto che i cinesi oggi sono avidi viaggiatori. Si parla di contaminazione poichè, nonostante i germogli siano di plastica, la sindrome da Invasione degli Ultracorpi è forte, e non sarebbe impensabile che la vegetazione possa mettere radici all’interno del cranio dell’organismo ospite e suggere avidamente dal cervello, come un humus umano. L’origine della moda non è chiara. C’è chi dice si tratti di una imitazione del Lupo Cattivo dal cartone animato popolarissimo Pleasant Goat. Possibile ma improbabile. Perchè solo ora? Altra ipotesi, e qui veniamo al Cinema se no Viaro mi bacchetta, è quella di una meme dei personaggi di Monster Hunt, film di animazione/live action che ha polverizzato i botteghini cinesi. Ok, ora lamenterete con una smorfia al naso che ogni 3 per 2 si parla di record di incassi, ma obbiettivamente i numeri parlano chiaro. 2B9FA6F600000578-3209016-image-a-38_1440429496559Rigorosamente in 3D, Monster Hunt ha raggiunto 108 milioni di dollari in 3 giorni, aprendo con 72 milioni di cui 8.7 sugli schermi Imax, cifre mai raggiunte. A oggi nella sola Cina viaggia verso i 400 milioni. Il film vede esseri umani interagire con queste creature digitali, Goblin (che non si capisce perchè i goblin per il governo non sono creature sovrannaturali) con l’aspetto di “teste di rapa”. Letteralmente sono delle rapette con occhi e tentacoli. Carine, invero, un ottimo design originale. Sulla testa le rapette hanno queste piantine che fanno da capelli posticci. Il pupazzino si chiama Huba, ed è un “meticcio” figlio di un umano e di una “mostressa”. Discriminato da tutri cerca la sua identità. Come tanti blockbuster cinesi è poco adatto a un palato internazionale poiché troppo già visto, ma non si puó mai dire. Il notevole gross al botteghino dovrebbe giustificare il riciclo di vecchie idee. Fosse solo questo sarebbe il meno. Sfortunatamente la tendenza pare essere non quella logica di studiare il mercato, sia esso mainstream o indipendente, per creare qualcosa di buono. Invece il brutto vizio è quello di osservare con occhi invidiosi l’erba del vicino, muoversi a poco a poco per estirpare dal quel giardino qualsiasi fonte e creare un’isolamento intorno al territorio rigoglioso, per ricreare un terreno parassita con gli elementi altrui. In pratica guardano quello che fai, con chi lavori, che progetti hai e vengono a rubartelo con fare mafioso. Anche un imbecille capirebbe che un processo del genere non porta assolutamente a nulla se non a distruggere quanto di buono è stato fatto da altri, e a creare un amaro clima di diffidenza e malcontento nel sistema. Purtroppo vi sono livelli di demenza ben più bassi dell’ottusità e al danno non ci sarà mai fine. Per ora ci limitiamo a guardare scuotendo la testa, aspettando che prima o poi dalla melma nasca il loto (proverbio taoista).


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