Sex Sells: Cannes a luci rosse

me e noeUn po’ in ritardo (ma io devo pure riprendermi dal jet lag del mio ritorno in Cina) ecco il resoconto Cannense, sempre più striminzito visto il tempo che posso dedicare alle visioni rispetto al business. Cerco di guardare quello che mi interessa professionalmente, quindi la linguetta per l’elenco dei generi nel mercato è caduta sul genere “erotic”, sebbene oggi questo termine non voglia dire nulla. C’è del sesso quindi è un film erotico? E 50 Sfigature di Grigio dove non c’è il sesso? E’ un erotico? Però la gente ci è andata per quello a vederlo. E Nymphomaniac? E La vie d’Adele? E Love? Simone Scafidi storce il naso quando si dice che Eva Braun è un film erotico politico, ha ragione, ma quando esce in Germania, in Korea, in UK, le commesse devono pur metterlo da qualche parte. Quindi cosa è un film erotico? Un film il cui autore è un porco intellettuale con la fissa del sesso? Probabile. Una singola scena di amplesso in un film che non ha come fulcro il sesso può determinarne l’identità: nel Mercato, nei Salotti, nella Storia. Dicevamo quindi, erotico e a Cannes non c’è n’è mica tanto. Verrebbe da rimpiangere quando la mia ricerca era focalizzata sull’horror, se non fosse che anche da quel punto di vista non è che le cose vadano tanto meglio. Il titolo bollente era evidentemente Love, di Gaspar Noè, ripescato in zona cesarini, e vedendolo si capisce perché. C’è tanto sesso esplicito, e a Gaspar gli vogliamo bene, il film è anche piacevole, però….bbbasta tro^^^^^are! Un porno-meló che non arrapa e non fa piangere, quindi un po’ fine a se stesso, ma che fa piacere che sia al mondo a rappresentare una generazione cinefila. Ne voleste sapere un po’ keyart_decadencia2_257di più cliccateci sopra. Ancora sesso nel messicano Decadencia di Joaquin Rodriguez e nel Serbo Panama di Pavle Vuckovic. Il primo è un po’ 50 Sfumature, con la brava ragazza (anche se ha l’aspetto di una subrette maggiorata di Buona Domenica) che ha il pischello ricco e porcello che la inizia al sesso trapezioidale. Morale banalotta e non condivisibile per cui se fai ste cose non sei una brava persona. Il secondo ci racconta sempre come in Serbia il machismo imperante abbia offuscato le menti della gente, così ogni anno abbiamo un po’ di film in cui si metaforizza quanto la società serba faccia schifo, almeno secondo questi registi. Oppure è una scusa. Fatto sta che abbiamo A Serbian Film, Klip, Barbarians e Panama uno dietro l’altro. E chissà cosa mi è sfuggito. Invece non mi è sfuggito questo The Nymphets di Gary Gardner, che è un po’ il negativo di Love. Tanto il film di Noè mostra, tanto questo trattiene, e nemmeno suggerisce, ma proprio non fa nymavvenire. La storia è la stessa del film di Noè, una liason a tre, con il grigio Joe che rimorchia due adolescenti. The Nymphets è un film eccitante che crea situazioni maliziose e intelligenti in un ambiente asettico come la vita di Joe. Ottima scrittura, regia, scenografie, musiche. Tutto quello che serve per fare un film in un unico ambiente e far salire la voglia… Non credo avrà tantissimo successo, proprio perchè gioca sui desideri e i sensi, ma a me è piaciuto, e tanto basta. C’era sicuramente tanta altra carne esposta ma me la sono persa. Mi rifarò in qualche modo…


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