Il 7° European Union Film Festival in China e la Fabbrica del Cioccolato.

la-mante-religieuse-v2-640Mentre mi accingo a scrivere questo articolo, mi rendo conto che sarò lungo. Siccome siete disadattati e ci metterete per leggerlo il tempo che ci metterò io per scriverlo (male), fate come me. Andate dal paninaro sotto casa e dite alla ragazzina sdentata di preparare un Buffalo Chicken Burger (che sia un ibrido?) krigcon french fries con bacon fritto innaffiate di formaggio fuso. Tipicamente cinese. Allora, pronti? Che vuol dire “Ghu”? Ok, partiamo dall’inizio. L’European Union Film Festival in China è un evento organizzato dalla Delegazione dell’Unione Europea in Cina per promuovere il cinema europeo sul territorio cinese. Durante la scorsa edizione il film italiano selezionato era stato Oltre il Guado, film di Lorenzo Bianchini di cui sono executive producer, e nella versione online il film  ha totalizzato 5 volte più visualizzazioni degli altri film. Quindi l’organizzazione mi ha chiesto di partecipare al Festival in qualità di selezionatore unico e di gestlisaire tutto ciò che ha a che fare con l’Europa. Rapporti con le sales agencies, con le celebrities da inviare, con le ambasciate e centri culturali. Insomma, mica poca roba. Lo scopo del Festival è la promozione del cinema europeo. Lasciate che vi spieghi un po’ la situazione qui. Per il pubblico cinese, i film stranieri sono soprattutto i film Americani. Dei 44 film ai quali è permesso avere distribuzione al Cinema, praticamente tutti sono Blockbuster americani. Una forma di regolamentazione per preservare il prodotto interno. L’home video è in mano alla pirateria, e qui è possibile comprare qualsiasi dvd pirata dei film che escono un po’ ovunque. Il video on demand offre una alternativa, ed è meno imbrigliato con la censura, quindi è il mezzo per mostrare questi prodotti, anche se non c’è una vera e propria conoscenza della selezione.  In Cina, l’idea di Festival è legata a quelli di Pechino e Shanghai, soprattutto. Spesso dei Festival alternativi, come il Beijing indipendent Film Festival o il Nanjing Indipendent FIlm Festival, sono stati chiusi il giorno di apertura snelliperchè non approvati dal Governo. Per usare lo stesso termine Festival bisogna ricevere il nulla osta dal SARFT, l’organo di censura locale.  Per poter avere tale nulla osta bisogna sottoporre al SARFT tipo 7 settimane prima i film, con i sottotitoli in Cinese (quindi bisogna farli fare prima). Se il SARFT dice di no, se c’è sesso, violenza o scene che offendono Mao, allora i sottotitoli te li friggi in padella e devi ricominciare da zero.

Capirete che, in una situazione del genere, non è mica così facile fare il selezionatore di un Festival. Ma è una esperienza e una sfida, e a me piacciono le sfide perchè le vinco sempre. La mia intenzione è di selezionare film con un contenuto nuovo, inedito, provocatorio, diseducativo, forte, calvo, irsuto, diciotto, deprecatibe, gigionesco, pantagruelico e tanti altri aggettivi random. Bisogna riuscire ad aggirare il problema. Il primo passo è quello di capire let_us_prey-oo2come selezionare quello che mi pare. La versione online non è un problema. LeTV mostrerà quello che voglio online e raggiungerà tutto il Paese. Per la versione in sala usiamo i cinema dei centri culturali Italiano, Francese e Spagnolo principalmente. Delle belle sale collegate alle Ambasciate. In questo caso non dovremo passare attraverso il SARFT. Alcuni dei film saranno visibili solo all’interno del Festival nelle sale. Un problema è risolto. Allora adesso tocca andare a chiedere i film alle sales agencies, produzioni, amici, amici di amici, nemici, copioni, sboroni, grassatori, bugiardi, ganimedi, megalomani, sventrapapere, gargantois e pantagruel, ma molti hanno letteralmente terrore ad inviare i film in jordiCina, per via della pirateria, e alla fine alcune mie scelte le respingono o le ignorano bellamente. Un 10% a dire il vero. Riesco però ad avere la mia selezione preferita. There will be fun, there will be sex, there will be violence, there will be blood. Secondo problema risolto. I am a machine. Adesso però ci vogliono nomi di richiamo. Dovendo ragionare su un diverso tipo di stardom, in una Cina dove Brad Pitt non è poi così famoso (perchè non sono mica mai usciti film al cinema con lui) ma gli attori di Big Bang Theory sono arcinoti perchè tutti in metro stanno a fissare la faccia di Sheldon che dice “Bazinga”, ecco che tocca inventarsi qualcosa e scegliere con cura. Trovato! L’horror britannico Let us Prey ha come attore protagonista, oltre che Pollyanna “The Woman” McIntosh, anche Liam Cunningham, attore di Game of Thrones,serie che qui va addirittura sulla rete nazionale, anche se non me lo spiego con che razza di tagli, e poi, il dramma erotico religioso (due parole che adoro mettere vicine) francese La Mante Religieuse, perché la protagonista, la inconcepibilmente bona Mylene Jampanoi già vista in Martyrs, è stata testimonial di Dior in Asia e quindi è un volto conosciuto qui. Tanto per citarne alcuni. E poi, sempre contenuti che altrimenti non avrebbero passato mai e poi mai la censura. L’horror a tinte profondamente rosse Masks, un documentario sul Stella300Black Metal finlandese che sfocia nella extreme art con gente che si fa i bisogni addosso mentre si tira addosso teste di porco, il folle capolavoro belga Bullhead,  lo sperimentale lisergico erotico 88 diretto dall’attore spagnolo Jordi Molla (Riddick, Prosciutto Prosciutto, Colombiana) e scritto dall’amico Giuseppe Ferlito. Questo è il fine della mia vita: portare un messaggio di libertà estremo lì dove non c’è. Tutto quello che faccio è evidentemente piegato a questa sceta non facile di onestà intellettuale, e capisco ora perché non si sposa con la visione comune di compromesso, ma regala soddisfazioni personali precluse a molti. E poi è rock n roll. Per una lista completa dei film, potete vederli a www.euoff.org.
Dopo la selezione, l’evento. All’Istituto Italiano, dove la direttrice Stefania Stafutti e il suo entourage fanno un ottimo lavoro di promozione culturale del Belpaese in un luogo come Pechino dove non è certo facile, sono presenti l’Ambasciatore Europeo e quello Italiano. Invitiamo 400 Bullhead300persone. Ci dicono che ne verranno la metà, ne vengono il doppio. Tutti press e professionals, quasi tutti cinesi. Jiang Wu (To Live di Zhang Yimou, All the invisible children, The sorcerer and the white snake, A Touch of Sin) , Huang Lu (How to describe a cloud, Between two Worlds), Qu festYing (Keep Cool), Xu Ang (a Roma quest’anno con il suo primo film 12 Citizens)  Ospiti locali assortiti tra attori e attricette, registi e musicisti. Gli europei però sono il piatto forte.
Mi ha fatto piacere riuscire ad avere Philippe Muyt. Il regista francese è in lizza per gli Oscar con il suo film cinese Nightingale, remake del suo stesso film Papillon. Secondo me Philippe è un punto di riferimento da prendere per le coproduzioni con la Cina, poichè ha utilizzato una formula semplice e funzionale. In suo supporto, per la corsa agli Oscar, stiamo organizzando un evento di fundraising per poter promuovere come si deve a Los Angeles il suo film. Si mette in disparte, da signore, lasciando agli altri spazio per gli applausi, ma la parola Oscar non passa inosservata e viene letteralmente assaltato dalla gente che gli lancia le mutande usate.
emil

Emil Jonsvik. Emil, ex skater professionista, come scoprirò in seguito, è un Kristo Vikingo di quasi due metri che viene dalla Svezia. Quando mi scrive le mail non si capisce niente, quindi mi aspetto di dovermi esprimere a gesti, invece poi scopre che ha una parlantina inarrestabile. Appena arriva al suo albergo a Pechino non lo vogliono far entrare, forse spaventati della sua stazza. Poi una telefonata aggiusta tutto. Non sono spaventate invece le varie cinesi presenti all’evento, che non hanno mai visto una cosa del genere, gli si appendono al bananao. Il suo film, Krigarnas O, titolo inglese The Name of the Game, ha la sua anteprima mondiale al nostro Festival ed è stato ultimato solo 3 giorni prima dell’Opening Party. E’ un Crime-drama scandinavo, glaciale con un’atmosfera oscura, apocalittica e decadente come sanno fare solo li nel grande freddo. Krigarnas O sta al crime-action come Let the Right One in sta all’horror. Tra gli attori protagonisti anche il danese Kim Bodnia (questi si sa si mischiano tra scandinavi), il Frank di Pusher di Nicolas Winding Refn.

Emil è il contrario del suo film, ironico, divertente, un’esplosione di energia e sentiremo molto parlare di lui.
Dato che dobbiamo mantenere l’equilibrio tra Yin e Yang , ecco che un altro ospite è completamente il contrario di Emil.
Mait Laas. Mait è un personmaitaggio uscito da un racconto di Dickens, o forse dalla trasposizione a cartoni di un racconto di Dickens. Infatti a Tallin, in Estonia, fa parte di uno degli Studios di animazione in stop motion più antichi d’Europa, Nuku Film, e il suo primo film, Lisa Limone & Maroc Orange, sfrutta proprio questa tecnica. Il film è un musical ambientato in una Italia di cartapesta dove una limoncina (Lisa appunto) deve lottare per l’amore con l’arancia (Maroc) arrivato con il gommone. In pratica è ambientato nei posti dove sono nato! Mait è un tipo pacato e riflessivo “come una giornata di sole in cui il cielo è azzurro ma sfumato dal latte“, che vive a suo agio tra i pupazzi e ne ha fatto della sua passione uno stile di vita. Ha scelto di fare film che curano l’anima e incanalano le energie dell’universo giuste per creare l’equilibrio delle fasi. Ecco, ne abbiamo trovato un altro. Presto annuncerò un film di animazione, mi sa. Dopo aver comprato un sacco di giocattoli e aver guidato il tre ruote, passato mattinate a parlare dei massimi sistemi con il sottoscritto e serate a presentare il suo film, ecco che Mait Laas mi regala una tavolona di cioccolata, raccontandomi la leggenda di Kalev, leggendario padre dell’Estonia e promoter della cioccolata. Cioccolata? Perché va in giro con della cioccolata? Lui mi spiega che suo padre lavorava in una fabbrica di cioccolato e lì capisco tutto. È il figlio di Willie Wonka! Lui invece non coglie, non essendo un cinefilo, così come non coglie le similitudini dei suoi primi lavori con Gondry, Jodorowsky, Tsukamoto, ma vi assicuro che ci sono eccome. I suoi corti li mostra durante un masterclass che ho organizzato all’Accademia delle Belle Arti dove insegna il regista con cui lavoro Chen Zhuo, quello di Song of Silence. Fanno amicizia, son contento. Mait è una grande persona che meriterebbe molta più visibilità, ma al quale non interessa il successo, la fama, il denaro, che la gente scriva su internet che è un genio, o che decine di pecore gli mettano “mi piace” sui post in facebook. Uno degli ultimi esemplari di essere umano rimasti in vita. Povero? Forse sì, ma ricchissimo.
Piatto forte, proprio perchè si tratta di cuciradiona italiana, John Snellinberg, e lo stupore dell’organizzazione nello scoprire che John Snellinberg sono 8 persone è impagabile. Era giusto che la loro commedia ambientata a Prato, Sogni di Gloria, arrivasse in Cina. Un film che forse è veramente il punto di incontro di due culture e che potrebbe essere, ovviamente nella sua seconda parte che prende in considerazione la storia cinese, un punto di partenza per qualcosa di più importante, se tutti lo volessero. Il protagonista cinese, Gianni Zhang, iniziamente timido, si rivela un perfetto mattatore, alle presentazioni così come a Radio Beijing dove presentiamo il Festival e i fim davanti a centinaia di milioni di ascoltatori. Se vi va di ascoltare i podcast ecco i deliri di un gruppo di folli.
Quello degli Snellinberg è un cinema che va progressivamente maturando, e che è fatto di idee sincere e divertenti. Forse troppo per le dinamiche arriviste del circuito delle grandi distribuzioni. Eppure in un sol botto una buona idea ha raggiunto più gente delle costose cosiddette furbate del grosso (?) giro della commedia italiana. C’è da meditare.
Adesso con gli Snellinberg c’è in cantiere il sequel da girare qui in Cina. Vediamo un po’ che si tira fuori dal cappello!
Mentre scrivo, siamo all’ultima settimana di programmazione, e le sale hanno fatto quasi sempre il tutto esaurito con gente seduta per terra, dibattiti, butchinteresse diffuso. Cinesi soprattutto, e questo è un grande risultato. L’anno scorso allo stesso evento c’erano quattro gatti. Vorrà dire qualcosa? Forse ci avevo visto giusto, si comincia a parlare già della prossima edizione, più grossa perché i risultati sono stati ottimi. Qualche idea viene in mente ma questo progetto non è ancora finito. Il ponte sarà completo quando sarà nato qualcosa ed è proprio quello su cui stiamo lavorando. Avendo i mezzi a disposizione, che altri hanno e non sanno usare, si potrebbe fare mille volte meglio. “Non esiste nessuno così forte da farcela da solo. Non esiste nessuno così debole da poter essere d’aiuto.” ho sentito dire in un bel film. L’impossibile non esiste, insieme si può.


Per inserire un commento devi essere registrato a Best Movie. Effettua il login

Se non sei registrato clicca qui registrati