Orda di italiani invade la Cina: Festival di Shanghai, Renzi, Sergio Basso, Balotelli e Paperoga.

Tff: the repairmanPresenza massiccia di italiani, recentemente da queste parti. Mentre la Nazionale fa bella figura in Brasile, qui in Cina c’è una presenza notevole di italiani un po’ ovunque, soprattutto per quanto riguarda le proposte cinematografiche. Innanzitutto al Festival di Shanghai, che si tiene in questi giorni con madrine MILF di lusso come Gong Li e Nicole Kidman. Chissà se il presentatore “Pao Lao Lu Fin” darà delle “belle tope” pure a loro. Tra i film italiani, Come il Vento, di Marco Puccioni, con Valeria Golino, storia di una gardia carceraria alle prese con il duro mondo delle prigioni, e The Repairman, di Paolo Mitton, commedia “alleniana” o “alieniata”, su di un riparatore di macchine del caffè (appunto lui un po’ “alleniano” e un po’ “alienato”, a cui ritirano la patente, e Smetto quando voglio di Sidney Sibilia, Salvo di Antonio Piazza e Neverlake di Riccardo Paoletti. Ancora La Variabile Umana di Bruno Oliviero, neo-noir con Silvio Orlando e Giuseppe Battiston, e L’Arbitro, di Paolo Zucca, film sul calcio con Stefano Accorsi. Miele, il film diretto da Valeria Golino, e quello diretto da Emma Dante, Via Castellana Bandiera. Zoran fa la doppietta, visto che era stato anche al festival di Pechino. Ancora! Il Sacro Gra di Gianfranco Rosi, Still Life di Uberto Pasolini, Giovanni Veronesi con L’Ultima Ruota del Carro, il film di Ettore Scola su Fellini, Che Strano chiamarsi Federico, L’Intrepido di Gianni Amelio, Eppideis di Matteo Andreolli e Il Principe Abusivo di Alessandro Siani. E poi retrospettiva su Rossellini che non fa mai male. Mi sa che ci sono più film italiani che cinesi! Invece un italiano che è venuto a girare in Cina è Sergio Basso, regista silonogo che sta collaborando con CCTV per una serie di documentari storici. La caratteristica di Sergio è che parla perfettamente cinese, ha una notevole padronanza con la macchina da presa e spara raggi laser dai capezzoli. E’ stato l’utore del documentario Giallo a Milano, della docu-fiction su Mennea, Diciannove e settantadue e bassorecentemente di un film per l’infanzia chiamato Amori Elementari. A proposito di italiani venuti a fare affari in Cina, come molti sapranno, è stato qui in Cina il neo-premier Renzi, per il forum Italia-Cina. Vi saranno delle agevolazioni nei rapporti tra i due paesi, e mi hanno spiegato che in pratica vi saranno dei canali in internet, Taobao e Alibaba, che sono gli Ebay e Amazon cinesi, per comprare più facilmente in Italia. Sarà tutto più facile perchè Renzi in persona sarà lo speedy-boy.  Vi segnalo due articoli da china-files.com, portale di comunicazione tra Italia e Cina (e Spagna), per chi volesse sapere di più su quanto avvenuto tra Renzi e il Governo cinese. Gli articoli sono qui e qui. Vi segnalo China-files anche perchè da questa puntata saranno così gentili da inglobare al loro interno il vostro blog preferito, e avrete più fratellini (si spera) disposti a leggere quanto le sparo grosse. Per i neofiti che dovessero comparire proprio grazie al portale CF, benvenuti e andatevi a leggere i vecchi post che è sempre bene. A proposito di comunicazione, si rifletteva insieme ad amici di quanto sia complessa la situazione informativa. Pare che un conoscente di un’amica sia stato testimone di un attentato nella metro di Guomao, una delle principali della città. Questi tipi di attentati prevedono eccidi all’arma bianca e quindi non fanno il rumore di un’esplosione. Detto renziquesto, non vi sono stati articoli a riguardo, nonostante la presenza di vittime. Sembrava impossibile, ma riflettendoci, con il controllo della stampa, la notizia o arriva a un bloggher o un giornalista straniero per caso, come nel mio caso, oppure scompare. C’è da rifletterci. Fatto sta che da un po’ Google non funziona. Zero. Invece voglio ringraziare quanti in Italia hanno supportato l’uscita di Song of Silence da parte di Distribuzione Indipendente nelle sale italiane. Grande successo (attualmente ancora nelle sale, adesso disponibile anche nella città di Milano) e critica veramente generosa, con articoli sui principali magazine cartacei, web, radio e TV, che si sono sperticati in complimenti nei confronti del regista Chen Zhuo, con il Corriere della Sera che lo paragona addirittura ad Antonioni. Sicuramente un grande complimento, anche se mostra quanto i giornalisti di cinema ne sappiano poco di calcio. Infatti il cognome di Giancarlo si scriveva Antognoni, è stato un grande fantasista e nell’82 ha portato la Nazionale al vincere i Mondiali. Tuttavia, da giovane regista quale è, preferirei paragonare Chen Zhuo al nostro Balotelli. O al limite Pirlo.

 


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