WECHAT: Intervista esclusiva con Chen Zhuo, regista di Song of Silence.

Salve a tutti, prima di parlare di Cannes, un po’ di promozione a Song of Silence, il film di cui sono executive, uscito nelle sale il 29 Maggio grazie a Distribuzione Indipendente. La stampa italiana ha accolto molto positivamente, con recensioni adoranti, questo piccolo film cinese che ha raccolto premi in molti festival nel mondo. E’ un dramma sullo stile di Kim Ki-Duk dove la durezza di temi come incesto e aborto è mitigato da una poetica dolce e gentile, come il suo autore. Tra la curiosità dei giornalisti, una domanda. “Come comunicate tra di voi?”. Chiaramente in inglese o con il poco cinese maccheronico che pratico, ma se vogliamo proprio dire il mezzo con il quale comunichiamo effettivamente, si tratta dell’applicazione chat WECHAT, che è una specie di What’s up per i cinesi. E’ in pratica il social più diffuso in Cina e si usa praticamente per qualsiasi cosa. La sua insolita struttura è pensata per gli stalker e i maniaci, in quanto ha la capacità di identificare tutte le persone di sesso opposto nel giro di pochi metri fino a kilometri. Ecco che la state scaricando tutti! Insomma, io e Zorg (questo il nomignolo con cui Chen Zhuo si fa chiamare da me, mutuato da Il Quinto Elemento) ci teniamo in contatto in questi giorni tramite questa applicazione. Allora proviamo a farci una chiacchierata con lui, e ve la traduco e trascrivo qui.
Gli ho mandato le immagini della rassegna stampa.

G: Ci sei?

Z:Tre faccine che battono le mani.

G: Hai visto quanti articoli?

Z: Sì, ma come li leggo? Sono in Italiano.(Faccina di tizio che suda)

G: Vabbè, appena torno te li traduco. Magari li metto su Mask 9.

Z: Quando torni?

G: Inizio Giugno. Tutto bene con il visto.

Z: Che dicono del film?

G: E’ piaciuto a tutti. I principali giornali e quotidiani hanno dato risalto al film e dicono tutti che è bellissimo.

Z: Gli italiani hanno capito tutto (faccina che ride).

G: C’è uno che ti paragona ad Antonioni.

Z: WOW!

Z: Antonioni!! (Faccina de L’Urlo di Munch aka Scream di Wes Craven)

G: Sai chi è no?

Z: Certo! (Faccina arrabbiata).

G: Alla conferenza c’era anche l’Ambasciatore alla Cultura cinese. Mi ha fatto un sacco di domande. (Faccina basita)

Z: E che domande erano? (Faccina sudata)

G: Ha chiesto perchè il padre della ragazzina era un poliziotto.

momento di silenzio preoccupato.

G: Non ti preoccupare. So come rispondere. Ho detto che è un personaggio positivo.

Z: Faccina che ride.

G: Sei contento?

Z: Sono contento che sia uscito in Italia. Sei il mio eroe. Speriamo che vada bene, anche se questo mi basta. Non avrei mai pensato che un film così piccolo potesse fare tanta strada.

G: E’ un bellissimo film.

Z: Grazie. Spero di fare sempre meglio. Il mio sogno è di poter fare un film che un giorno arrivi ai cinesi come agli italiani alla stessa maniera.

G: Complicato.

Z: Lo faremo! (Faccina con la fascia in testa da lavoratore indefesso).

G: Magari il prossimo. Come va?

Z: Stiamo riscrivendo la sceneggiatura.

G: Di nuovo???

Z: Quelle cose che ci siamo detti al ristorante prima che partivi.

Prima di partire abbiamo fatto una riunione in un ristorante dove servivano teste di coniglio, interiora di coccodrillo, pinne di squalo, lumache di mare bollite, tartaruga arrosto. Non sto scherzando.

G: Ah certo. Ti sto portando dei dvd di film italiani.

Z: Grande! Grazie tante.

G: I casting come vanno?

Z: C’è quell’attrice lì (XXXXX non posso rivelare XXXX).

G: Bella, eh?

Z: Faccina che ride. Faccina timida.

G: Ti piace, eh?

Z: Eh, sì.

G: Lo sai che pubblicherò questa discussione? Magari la legge Lilli (la moglie).

Z: (Tre faccine che ridono).

G: Dico sul serio.

Z: Tre faccine di Giorgio Viaro.


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