Attenti a Cannes! La Croisette dal punto di vista dell’aperitivo.

“E così fui punto da un’ape!”. No, questa è un’altra storia. Vi dico subito che vi deluderò ancora di più sulle recensioni perchè ho visto veramente pochi film. E su alcuni ho dormito. Ho visto l’inizio di Kamasutra 3D, giusto per constatare che non c’è sesso. Questo è giusto che lo sappiate. Selezione Ufficiale zero. Manco i cinesi. Manco Cronenberg, che però ho recuperato dopo (bello ma meglio Schraeder con The Canyons). La mia trasferta cannense vuol dire anche la mia trasferta in occidente, e in questo caso bella massacrante perchè ho dovuto attraversale mezza italia, tra Torino e Milano, con amici vecchi e nuovi coi quali condividere queste emozioni magiche in attesa del goal. Vi basti sapere che sono andato in giro con uno scarpino per kilometri (perchè non c’era spazio in valigia) per poi non usare mai il famigerato smoking. Non ho proprio preso nè cercato i biglietti. Mi chiamavano l’”homme a la chaussure”. Oramai che sono un produttore di vomito, non posso permettermi di andare in giro a vedere i film, e nonostante debba selezionare per il Festival dell’Unione Europea a Pechino, mi faccio giusto dare gli screener dvd che vedrò chissà quando. La vita di mercato è meeting, meeting, meeting. Da un party a un aperitivo, a parlare con gente. Sembra fico ma è massacrante. Sembra inutile ma funziona. Vecchio e nuovo si fondono come nemmeno alla Settimana della Moda a Milano. Buone notizie dal versante vendite, visto che Eva Braun di Simone Scafidi, di cui sono il portaborse e garcon pipì, ha venduto molto bene e mi aspetto ottimi risultati anche dai Festival. Speriamo bene perchè merita, non foss’altro perchè è il primo film sull’Italia del Bunga Bunga. Niente di nuovo sul versante rapimenti alieni. Sono state rilasciate come al solito delle donne dai seni di silicone enormi e i vestiti di licra microscopici, ma quello che fanno è farsi fare foto da fotografi affamati sulla Croisette. Nulla più. Mentre il Petit Majestic, il bar degli incontri della gente del mercato (90% Festival), ha sviluppato una protuberanza, un parassita, un bar alternativo dove la birra costa 50 centesimi di meno. Mi pare una notizia importante. Il mio costosissimo badge vale oramai quanto quello del tizio che vende i popcorn nell’intervallo, segno che a Cannes sono disperati perchè non ci va più nessuno, e sia il mercato in sè che le proiezioni, che gli stand, segnano un preoccupanto vuoto pneumatico che fa presagire il nulla cosmico. I cinesi invece sono in aumento, e si moltiplicano per osmosi. Non hanno ancora capito come funziona, ma in molti sono riusciti a comperarsi un bel chiosco sulla spiaggia dove hanno venduto migliaia di grattachecche. Cinese è stato il party preferito, con una testa di coniglio gigante da monito verso le genti. Se penso che prima di partire ho mangiato proprio teste di coniglio con Chen Zhuo (regista di Song of Silence, nei cinema italiani adesso!), mi sembra tutto così inquietante. Di quel poco visto sono da segnalare alcuni titoli interessanti. Innanzitutto una serie di film basati sul web. Il francese Pseudonym, su un adescamento via Skype che poi finisce in tragedia. Non eccelso, idea buona film brutto. I-Lived di Franck Khalfoun, regista di Maniac remake, basato su un nerd che ha un’applicazione che ti manda i messaggini mentre vedi il film. Un giorno ne faranno qualcosa di buono con questa idea. Fico quello di Vigalondo, Open Windows, che è La Finestra sul Cortile versione desktop, che diventa un delirio visionario. Il capolavoro del festival è sempre lui, il miglior regista vivente, almeno per me, dopo Roman Polanski. Lui è Fabrice Du Welz e il film è Alleluia, la storia dei killer della Luna di Miele, la stessa di Profundo Carmesi di Ripstein, ma raccontata con una violenza psicologica tanto aspra quanto sublime è lo stile con cui si sviluppa. Non piacerà a nessuno, ma io mi indentifico in tutto ciò e fossimo solo noi due a volerlo, questo cinema ha senso di esistere. Dopo tanta esaltazione, anche un po’ di mestizia. Non so più cosa scrivere e questo è veramente triste. Ho avuto quel po’ di giorni in anni che scendo in Puglia, dove ci sono i miei parenti, dove ci dovrebbe essere sempre il sole, e invece… piove. E allora ditelo!

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