Black Coal, Thin Ice, il film cinese vincitore di Berlino, ha troppi baffi.

FINGER-TATOO_5989Premetto che con questo articolo perderò definivamente di credibilità, se mai ne avessi avuta. Conoscete quella moda dei baffi finti disegnati sul dito nata a Parigi per protesta? E’ arrivata anche qui in Cina. Cosa c’entra tutto ciò? State a sentire. Insomma, come sapete, se leggete questo Blog, a Berlino non ho visto NIENTE, a parte qualche film del mercato. Quindi non avevo avuto modo di vedere Black Coal, Thin Ice di Yinan Diao, che si era aggiudicato l’Orso d’Oro. Poco male perchè è uscito questa settimana in sala a Pechino. Prima informazione utile. Il film “sarebbe” cinese perchè la produzione si è svolta a Pechino, ma tutte le compagnie mainlander coinvolte sono relative alla distribuzione e quella che ha fatto il film è di Hong Kong. Insomma, un escamotage che usano per fare un film decente in Cina. La cosa più interessante era che si parlava riguardo a questo film come di un thriller, con un serial killer, con una femme fatale... se vi dò questi elementi in testa vi vengono delle immagini sicuramente. Una panterona letale alla Sin City, uno psicopatico alla Se7en. Vabbè, niente di tutto questo è nel film. Però mi interessava perchè con il mio team un annetto fa, anche di più, si era parlato di fare un bel thriller alla Memories of Murder, e la mia beneamata collega/cinese/ammanicata aveva borbottato che era una cosa impossibile e impensabile. Bene. Anzi, male. A proposito di Bong Joon-oh, anche Snowpiercer (bellissimo) è in sala qui e la cosa mi meraviglia non poco perchè parla di un popolo oppresso che si ribella al potere dei pochi in una realtà distopica. Grande esempio di liberalità. Ne parlavo con il professor Wu Yan, insegnante di sci-di alla Normale di Pechino dove ricorderete ho fatto una lezione sulla fantascienza italiana, che lo ha visto in 4D con i sedili che si ribaltano. Lui mi faceva notare qualcosa che solo chi ha visto il film può sapere, SPOILER. Alla fine la rivoluzione era programmata, quindi inutile. FINE SPOILER. Interessante però come interpretino le cose all’organo della censura cinese. Tornando a Black Coal, Thin Ice, andiamo a vederlo al cinema, ma, sorpresa, lo danno in cinese senza sottotitoli in inglese (solo con quelli in cinese perchè i cinesi tra di loro non si capiscono… ma parleranno coi sottotitoli anche nella vita quotidiana?). Vabbè, nuvoletta del pensieto “io i film li faccio, soprattutto quella roba lì con gli squartati, e questo qua posso capirlo, comprenderlo anche senza sottotitoli. Non è la prima nè l’ultima volta che vedo un film asiatico, africano, arabo, turco, calabrese, senza sottotitoli”. Il cinema, ci insegna nonno Alfred, è fatto di immagini. Esatto? No! Niente di più sbagliato. Black-Coal-Thin-Ice-2014-1Perchè in BCTI (ecco, siamo diventati intimi e posso chiamarlo con l’acronimo) si parla tanto tanto tanto e si capisce poco poco poco. All’inizio ho tentato di seguire con quel po’ di mandarino che conosco, ma all’ennesimo “werfetrudjtoihaoirphaeohroih” ho accettato il fallimento e mi sono abbandonato allo studio dell’inquadratura e della fotografia. Ho appreso che Yinan Dao ama i carrelli, i piani sequenza e i camera car (e anche camera pattini e qualsiasi altro mezzo a cui ci puoi attaccare una camera) e a volte ha anche un suo perchè. Il suo direttore della fotografia ha utilizzato tutti i neon presenti in Cina per dare questa illuminazione che dà questo senso di decadenza che un po’ funziona su qualsiasi props o allestimento naturale cinese che è pitturato sempre e comunque con della vernice opaca, allungata con l’acqua per risparmiare. Quel colore smunto di qualsiasi cosa deriva proprio da quello. Risparmiare sulla vernice. Bene, sono proprio un professionita, però questo non toglie la frustrazione di non riuscire a intuire assolutamente niente di questa storia. Cosa fa l’assassino? Perchè è amico di questa donna? E come mai si comporta in maniera completamente antitetica in una scena rispetto a un’altra? E’ cretino? L’orrore arriva quando scopro che il cretino sono io. Finisce il film. Affermo “capolavoro” e poi chiedo a amici cinesi e fidanzata sinologa cosa diavolo sia successo su quello schermo per un’ora e mezzo. E qui l’agghiacciante scoperta. Non sono stato in grado di capire la caccia tra l’investigatore privato e l’assassino. Perchè? Per una ragione semplicemente razzista. Non sono stato in grado di distinguerli tra di loro! E la mia penosa giustificazione è stata “ma come faccio a distinguerli? Hanno tutti e due i baffi!!!”.


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