La Grande Abbuffata ovvero il Menu’ della Berlinale.

Scrivo nel cuore della notte (diamo la colpa al jet leg) mezzo influenzato a causa della mia trasferta europea. Dopo essermi farcito come un cappone per due, dico due, capodanni ( quello occidentale e quello cinese subito dopo) sono tornato dopo un bel po’ in Europa per l’European Film Market all’interno della Berlinale. Dopo una toccata e fuga a Roma, ospite dell’amico Gep Gambardella, ho constatato che la Città Eterna ha raggiunto un livello di rozzezza pari ad alcuni quartieri di Bogotà. Gente che si insulta per strada e risse come fosse Disneyland. Purtroppo Gep abita vicinissimo al noto Bar Mizzica, pieno di prelibatezze siciliane, e non ho potuto fare a meno di provare ripetutamente i 7 diversi tipi di arancini disponibili, denominati I Magnifici 7. Tanto a Pechino quando mi ricapita. Parto per Berlino, città che amo nonostante la massiccia presenza di zombi ammaestrati, e subito vengo accolto dal caro amico Davide, che gestisce il nostro sito di film osceno www.cangaceiro.com, che mi ospita nella sua casetta a Kreutzberg, nel cuore della città. Molto accogliente ma non chiedetemi perché una notte ho preferito stendermi sul pavimento con il cappotto e un paio di graziose pantofoline rosse. Kathrin, la sua dolce ragazza, mi ha preparato delle lussuriose salsiccie che non posso certo rifiutare. Tanto a Pechino quando mi ricapita. Parliamo della Berlinale. Siccome è un casino vedere i film in concorso, e non ho tempo per fare niente, mi spiace ma non ho recensioni del main event. Nemmeno Lars Von Trier? Nemmeno Lars Von Trier. Nemmeno il film cinese che ha vinto? Nemmeno il film cinese che ha vinto. Il mio badge imperiale non riceve quei biglietti, di fare file non mi passa manco per l’anticamera del Gulliver e le biglietterie sono l’anticamera dell’inferno. Però al piano terra del posto che le ospita vi sono due mie passioni. I panini del Nordsk, catena norvegese di panini con il pesce e le braciolone tedesche che dispensano a tonnellate. Tanto a Pechino quando mi ricapita. Per le mie visioni, giusto un po’ di mercato, e citerò solo i titoli interessanti. Il primo e’ Colt 45, di Fabrice DuWelz, regista già di due capolavori come Calvaire e Vinyan. Il film e’ il classico polar, anche banale come storia. Un giro di corruzione e morte alle spalle della polizia belga. Du Welz, da autore purosangue, lo trasforma in un film su un individuo che si trasforma attraverso il rapporto con la sua pistola. Attori scelti magistralmente e una regia, nel vero senso della parola regia, pazzesca. Un concerto di Vivaldi. Un film sensoriale che fa dello stile la sua arma più letale. Aspettiamo il prossimo di Fabrice, Alleluja, e poi rendiamolo Re. Cafonata Serbo dell’anno Varvari (Barbarians) di Ivan Ikic. Hooligans o Ultra’ in chiave serba, molto realistico più che violento, un po’ Pusher come riprese, e un po’ Quei Bravi Ragazzi come storia. Un altro tragico spaccato della peggio società Serba, che fieramente riflette su se stessa e vuole fare paura. Un piccolo Gomorra. Migliore visto fin ora, Der Samurai di Till Kleinert, di cui sentiremo parlare, che con un piccolo crowdfounding ha realizzato questo film surreale su un poliziotto che insegue la sua nemesi: uno psicopatico biondo vestito da donna e armato di katana. Der Samurai ha un sacco di trovate geniali ed è il classico film su cui ci si arrovella per trovare i significati nei simboli. Piacerà ai fan dei manga. Originale e fresco. Come i giganteschi Kebab greci che vendono a Kreuzberg. Tanto a Pechino quando mi ricapita. Giusto per essere sicuro di andare all’inferno, la sera i vari party della Berlinale hanno permesso di incontrare tanti amici da tutto il Mondo. Tutti ubriachi. Compagni di ventura i ragazzi di Versipellis (e presto molto altro), Bono Ristori, teorico dei morti viventi, e Matteo che è li che beve. Tra un drink e l’altro ho avuto modo di spacciare la copia workprint dell’ultimo film italiano su cui ho lavorato. Si tratta di Eva Braun, di Simone Scafidi, già dietro la mdp con Gli Arcangeli (in DVD adesso!), Appunti per la Distruzione (già disponibile) e La Festa, film a episodi per il web che potete vedere online qui. Eva Braun e’ probabilmente il suo film più maturo e tagliente, un’opera che a detta di molti e’ un Salo’ in chiave black comedy. Questo dovrebbe bastare per farvi impazzire ma se vi dico che c’è tanto sesso? Se vi dico Bunga Bunga? Presto vi daremo di più. Attendete. Per il nuovo film cinese, aspettatevi presto foto dal set. Tornato a Roma, vedo il buon Alberto Viavattene, per preparare il suo esordio, e lui, giustamente, ne muore, scomparendo negli abissi. Se volete investire sul film mandatemi un messaggio che vi mando l’IBAN. Sarà un capolavoro e farà impallidire Suspiria. A proposito di capolavori, eccoci con la proiezione tra pochi intimi di Oltre il Guado, un rendez vous con tutta la troupe del film e il team di Collective per festeggiare il successo internazionale meritatissimo di Lorenzo Bianchini e per parlare di quello che sarà il suo prossimo incubo. E ancora tante altre persone nel poco tempo a disposizione e tanto cibo. Tanto a Pechino quando mi ricapita.


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