10 volte 13 (magari!). Enter the Horse.

Ho scoperto recentemente che il corrispettivo attitudinale del segno zodiacale Gemelli, il mio giorno e mese di nascita, nello Zodiaco Cinese, è il Cavallo, il mio anno di nascita. La combinazione crea un segno primario chiamato Grande Squalo Bianco. Tra i GSB celebri, Paul McCartney e Clint Eastwood, che è nato il mio stesso giorno. Quindi domani mi comprerò un cappello. Il 2013 è stato un anno di grandi cambiamenti per la Cina. Il cambio del Congresso, nuovi leggi di immigrazione, l’eliminazione della legge del figlio unico e l’emancipazione di Gianluigi Perrone a Pechino. Niente male veramente per Maaaaaooooo! Per il Cinema l’anno della Cina non è ancora arrivato, ma se non distruggono tutto avverrà a breve. L’anno a venire, l’anno del cavallo appunto, vedrà diversi eventi che mi coinvolgono professionalmente. Almeno tre dei miei film usciranno in Italia. Morituris (finalmente scongelato dal veto censorio), Oltre il Guado (dopo una lunga galoppata che lo ha portato in giro per il mondo e che non si arresta affatto qui) e Song of Silence che sarà distribuito in sala a Maggio. Un traguardo enorme per un film cinese, soprattutto considerando che si tratta di un prodotto indipendente e non di uno dei mostroni delle major. Per quello che verrà, ci sono diversi progetti nuovi a cui sto lavorando. Di uno si potrebbe già parlare, visto che è in avanzato stato di post produzione, ma lascerò l’argomento a una puntata successiva. Diciamo solo che presto farete l’incontro ravvicinato con Eva. Gli altri, uno italiano e due cinesi, attualmente in scrittura, meglio non nominarli per scaramanzia. In ogniuno dei succitati c’è una più che discreta quantità di sesso, anche se in maniere totalmente differenti. Forse in uno no, chissà vedremo. E vedremo cosa spunterà da cappello a sorpresa, perchè non si sa mai e ogni anno riserva sorprese. Come spettatore invece è stato un anno di magra, rispetto al passato, per forza di cose visto che qui in Cina non arriva mai tantissimo e immediatamente. Recupererò, ma sono riuscito a farmi una personale top ten anche quest’anno, e non è nemmeno tanto ovvia.

10 – Hitchcock di Sacha Gervasi, inaspettatamente tra i miei favoriti dell’anno (ma è di quest’anno?), non tanto per la realizzazione ma per l’impatto fondamentale che un film del genere può avere per un filmmaker. Conferme piacevoli di un approccio personale esatto. Volete fare film? Ancora una volta, guardando, leggendo, spiando e immaginando Alfred Hitchcock…è tutto lì. Basta guardare.

9 – Frankenstein Army di Richard Raaphorst. Il mio favorito alla scorsa berlinale. Dopo aver aspettato anni Worst Case Scenario, il progetto originale da cui poi il regista ha tratto questo folle e originale mokumentary, finalmente un film divertente e iconico. Con sti chiari di luna, è un miracolo.

8 – Man of Tai Chi di Keanu Reeves. Che sia stato veramente Neo o meno a girarlo poco importa. Questo è un film da prendere a modello per le produzioni internazionali in Cina. Con grandissimo rispetto per la tradizione, ma con un occhi intelligente alla produzione. E non è affatto ovvio. Scelgo lui invece di Wong Kar Wai, perchè mi piace chi fa tanto con poco.

7 – Feng Shui di Wang Jing. Come appunto Wang Jing, e del suo film visto con colpevole ritardo (adesso è uscito qui con The Fall of Ming). Voletevedere un film che vi permetterà di capire la società cinese senza farvi due balle così? Guardate questo melò, girato, scritto e interpretato benissimo che riesce persino a far scendere la lacrimuccia. Avercene (e infatti ce ne avremo!).

6 – Only Lovers Left Alive di Jim Jarmush/Kiss of the Damned di Xan Cassavetes. Li metto insieme perchè, con lo stesso tema e la stessa anima, sono forse stati il meglio del mio Cannes, e un’ispirazione che spero vada ben oltre la carta. Quando la classe non è acqua ma sangue.

5 – Stoker di Park Chan Wook. Non me ne frega niente che non è piaciuto a nessuno. Siamo ai livelli in cui veramente non sai chi mettere al primo posto e Park deve stare su. Prima occasione in US e fai un film tuo, retrò, come non lo avrebbe fatto nessuno. Allora sei veramente un grande e basta. La mia trasferta in Korea, al Pifan, scoprendo che anche lui ha difficoltà in patria mi fa capire che veramente questo mondo deve cadere.

4 – La Danza de la Realidad di Papà Jodo/Only God Forgives di Zio Jang. Anche questi a parimerito ma per altri motivi. Personali in questo caso. Oramai la dottrina di Alejandro mi ha segnato e mostrato una via che percorro quotidianamente, scoprendo gli strati della realtà ogni giorno di più con occhi di un bambino, quale non sono. Il suo ritorno è la summa di tutto ciò, ed è un film su tutti noi. Lo sa anche l’amico Nicolas Winding Refn, che ha fatto un film solo su di lui, decidendo di seguire le orme di Jodo, ovvero costruire la propria anima. Lui, essendo diventato famoso e addirittura bello, può tenere Papà Jodo con sè quanto gli pare. La famiglia si allarga.

3 – The Conspiracy di Christopher McBride. Grande mokumentary, tra i migliori mai visti, per i miei gusti. Adesso con il sottogenere è inflazionato, si può solo scavare nella realtà per avere l’effetto desiderato. Poi se si tratta pure del culto di Mitra, val la pena erigere un tempio.

2 – This is the end (Facciamola Finita) di Evan Goldberg e Seth Rogen. Visto 4 volte di seguito con la febbre a 40 e la bronchite equina, probabilmente mi ha salvato la vita. Semplicemente geniale, e la prova che Rogen e Goldberg sono i numero 666 al Mondo!

1 – The Canyons di Paul Schrader. Semplicemente fantastico, superlativo. Un film che viene da un’altra epoca scritto dal mio autore preferito, Bret Easton Ellis, e diretto da un genio (della scrittura e non solo). Senza pietà, il canto del cigno per quello che è diventata Hollywood, il Cinema, l’Arte, la Cultura e l’Umanità tutto.

Benvenuti nell’anno del Cavallo!

 


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