L’East-ate sta finendo

Passata un’estate particolarmente clemente qui a Pechino. Di contro a un inverno oscenamente rigido, l’estate è calma: piovosa al livello giusto (sarà pioggia artificiale) e con l’aria mediamente pulita. Anche qui, come ovunque, si scatenano le mode estive, e quella dominante sulle forme muliebri sono gli attizzantissimi short di jeans. Praticamente chiunque indossa quei pantaloncini microscopici, compreso chi non se lo potrebbe permettere. Mentre Pacific Rim impazza nei multisala ci rendiamo conto che il cinema anche qui è un affare estivo. Pensiamo cosa comporterà il sempre più diffuso aumento di successi al botteghino di film americani in Cina… Preparatevi ad uno standard di scrittura sempre più semplice e minimale per andare incontro a una popolazione che per la maggior parte ha avuto un’istruzione molto bassa.
Tornando alle facezie, si parla di mare. La popolazione difficilmente riesce a muoversi dalla città e questo favorisce il business. Chi volesse andare al mare non può, ma nel parco di Chaoyang viene allestita una spiaggia finta. Una piscina enorme stipata di gente che si affaccia sul lago. Un po’ di sabbia per terra e il mare è fatto: l’anticamera della biblica Megiddo. E pensare che tanti pazzi spendono fior di quattrini per andare in Puglia o in Sardegna. Qui c’è anche il parco dove tante belle sposine si vanno a fare le foto coi vestitini variopinti. Tra uno spettacolo e l’altro di Pacific Rim, il Moma infila qualche film locale indipendente. Andiamo a vedere la presentazione di Zero Thousand Li under the Clouds and Moon, sorta di metafora tibetana con gli alieni (che però non vedi mai). Tremendo. Cattura la mia attenzione però uno spettatore con la maglietta dei Boys, ultras della Roma riconducibili all’estrema destra. Probabilmente il tizio non ha la minima idea di cosa voglia dire la grossa aquila sulla maglia. Mi dicono che lui è il regista Zheng Kuo, e ci rifila il suo ultimo film, Burned Wings. Il poster (che potete vedere qui a lato) cattura la mia attenzione ancora più del suo vestiario, che forse non è completamente casuale. Trattasi infatti di una specie di Pusher alla cinese (anche troppo simile al film di Refn per alcune soluzioni cromatiche) girato con 5000 lire ma con una volenterosa quantità di sesso e violenza. Con un po’ di lavoro si potrebbe tirar fuori qualcosa di buono dal “frappa de Tor Pechino”. Nel frattempo segnalo che l’amico Leonardo Cinieri Lombroso, pionieristico documentarista in giro per tutta l’Asia con la sua camerina, ha proprio questo mese completato il suo documentario Doris & Hong, che parla del viaggio di una giovane ragazza cinese in Italia e della sua convivenza con una simpatica signora nostrana, e il conseguente viaggio di quest’ultima in Cina. Come dire, se Maometto andrà alla Montagna, la Montagna andrà poi da Maometto. Aspettiamo impazienti di vedere il risultato del girato dopo il montaggio.
E tanto per fare un po’ di polemica, il capo del governo cinese ha criticato aspramente i valori occidentali che si intromettono nell’ideologia cinese, attraverso Gianluigi Perrone e tutta la razza sua. Se avesse detto droga, sesso sfrenato e cori da stadio, avremmo storto un po’ il naso ma ammesso di essere d’accordo. Invece le Idre di cui parla Xi Jinping sono la democrazia, la libertà di stampa e i diritti di uguaglianza per tutti. Detto questo, se dovessi sparire, lascio la mia collezione di dvd autografati da chiunque al Convento delle Suore di Zompafosso, dove sapranno bene cosa farne. Per chi andasse a Venezia, invece, vi segnalo che il 31 Agosto dalle 7 alle 10 di sera si terrà all’Hotel Danieli – La Terrazza de Lido il party cinese organizzato da ECI e dalla mia amica Wu Jing. Dite che andate per conto mio e non vi fanno entrare sicuro.


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