PIFAN: la Korea vista dallo spazio ovvero il più grande evento di genere in Asia..

Come ve li immaginate i Sud Coreani? Che viviate in Cina o meno, ve li immaginate comunque svegli, visto che posseggono una delle filmografie più di classe degli ultimi anni. E visto che hanno uno dei festival fantasy più fichi del mondo, il Puchon international fantastic film festival. Il capo del festival è uno che si veste di mago Zurlì ma il rappresentante internazionale, quello che va in giro a raccattare i film d genere in tutto il mondo, è Jin Park, un simpatico ometto sorridente che parla sempre al microfono, anche quando non ce l’ha, e che sarebbe perfetto per interpretare il grillo parlante. Avevo conosciuto Jin in passato in giro per Festival, e del Pifan mi aveva parlato molto bene Lamberto Bava, autore di Fantaghirò e di tanto sano horror. In una situazione così fiabesca non poteva mancare l’Orco, ed ecco che l’occasione per andare al Pifan e visitare la Sud Corea si presenta con la retrospettiva dedicata a Papà Alejandro Jodorowsky, ritornato in auge grazie al suo nuovo film La Danza de la Realidad. Nella retrospettiva viene anche incluso Ritual, su cui ho lavorato, e ne approfitto per vederlo finalmente nelle ottime sale dei cinema del festival. A Puchon non c’è Alejandro, impegnato nei suoi mille progetti, ma c’è il figlio, interprete di molti suoi film, tra cui appunto La Danza (Il Padre), El Topo (il figlio) e Santa Sangre (lo spirito santo). Essendo figlio di uno sciamano si chiama come una medicina, Brontis, e al Pifan è anche il capo della giuria nonchè, insieme al sottoscritto e un critico coreano muto, relatore in un megatalk sul cinema di Jodo. Al Pifan, amici vecchi e nuovi animano le nottate ne vari party allestiti apposta, ma a sopravvivere fino al mattino sono pochi, e questi pochi di sicuro non hanno mica visto tutti sti film! Peccato, perchè il programma è ricco e interessante, vantando anche una retrospettiva su Zio Scimmia Tsukamoto, semplicemente il più grande regista giapponese che sia mai stato posseduto da Shub Niggurath. Tra i vari film, da segnalare il divertente documentario Rewind this! di Josh Johnson, che segue una cronistoriapanoramica attraverso i nerd più illustri di mezzo mondo, sulla storia del formato VHS, e quindi sfociando nel tema della pirateria. I piccini ai tempi in cui ero piccino io invece gioiranno (per poco, mi sa) nel sapere del film live action sull’Uomo Tigre (a lato il regista vestito da Marylin Manson). Il film segue bene o male fedelmente la storia dell’anime, con Naoto Date, Tana delle Tigri, Mister X, gli orfani etc., ma ha dei difetti che faranno rabbrividire i fan: è pensato per un pubblico di giovanissimi quindi niente dita divaricate, occhi strisciati sulle corde o capocciate sul gong durante i combattimenti, e poi l’uomo tigre è vestito da power ranger. Sarebbe bello poi parlare di giornaliste radio con tatuaggi di Fellini, Dj sosia di Gordon Liu, damerini svedesi, sigarette al cioccolato, tassisti schiavi del tubo catodico, malasanità giovanile e il pupazzo gonfiabile che saluta come uno scemo, ma vogliamo o non vogliamo un’altra puntata di Pork Chop Express?


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