Mostra il tuo film in Cina!

Eccoci di nuovo qui dopo la pausa del Capodanno cinese, che mi ha visto super-attivissimo a causa dell’European Film Market di Berlino. Quest’anno alla Berlinale per me pochi film visti, e tanti, tanti meeting per i progetti passati, presenti e futuri. Nelle prossime puntate un po’ di novità concrete. Tra le poche cose viste al mercato, ci tengo a citare solamente The Frankenstein’s Army di Richard Raaphorst, film dalla produzione travagliatissima, addirittura decennale, nato dalle ceneri di un progetto abortito, Worst Case Scenario, che mette in piazza un gruppo di biozombie nazi.

Invece, tornando in Cina, si parte con una notizia spero interessante sia per chi è spettatore che – soprattutto – per chi il cinema lo fa e lo vuole promuovere. Dal 3 di Marzo, e per tutto l’Anno del Serpente, lo Zajia Lab, un bellissimo locale situato nel cuore di Gulou, quartiere Top delle notti pechinesi, ricavato in un antico tempio taoista, ospiterà la rassegna curata da me, medesimo, il sottoscritto, chiamata The Indie Dozen. Il progetto è quello di mostrare 12 film (soprattutto italiani) completamente inediti per gli spettatori cinesi. Non solo film non distribuiti qui in Cina (se leggete questo blog, sapete che è una cosa abbastanza normale) ma anche completamente invisibili per il mercato “pirata”, cioè quello delle edizioni home video non ufficiali, che da queste latitudini raggiunge livelli davvero sfacciati.

Ambra e Aaron, la coppia che gestisce il locale, insieme a Edoardo Gagliardi che si occupa del cinema all’interno dello Zajia, ci hanno permesso di promuovere un’iniziativa che è completamente inedita, e speriamo di riuscire ad aprire le porte ad un nuovo modo di intendere il cinema. Una maniera utile anche per mostrare ai filmmaker cinesi un modo di fare film con le idee, quello europe0, più che con i soldi (quello americano). Tante le adesioni dall’Italia che ho raccolto negli ultimi mesi, grazie all’aiuto di Domenico Vitucci, del Nuovo Cinema Aquila, a Luca Ruocco, di In Genere Cinema, e alle risorse di Distribuzione Indipendente di Giovanni Costantino, che ha rilasciato buona parte del suo catalogo. Altre si spera si aggiungeranno, quindi vi invito a scrivermi per proporre il vostro film da mostrare a  Pechino. Se l’iniziativa avrà successo, stiamo pianificando di allargarla a Shanghai, Nanchino, Chengdu e altre città del mainland, come una piccola distribuzione a sè stante, libera da qualsiasi limite ci possa essere. Se vi pare poco, pensate al fatto che a breve il nuovo film scritto dagli autori di Una Notte da Leoni, 21 and Over, che tratta di una ragazzo di origine asiatica che al compiere dei fatidici (per gli americani) 21 anni ne fa di ogni colore, qui avrà un inizio e una finale diversi, mostrando uno studente cinese che si corrompe in occidente. Ho detto tutto, anche riguardo all’impegno per portare i nostri film in Cina.

Il primo appuntamento, con tanto di regista e produttore presenti, sarà W Zappatore, di Massimiliano Verdesca, un’opera allucinante, featuring anche Sandra Milo, che racconta la storia di un chitarrista metallaro satanista nel profondo Sud Italia, che riceve le stigmate di Gesù Cristo… Grazie all’aiuto di Sonia e Tara, le nostre sexy traduttrici, tale delirio sarà visibile al pubblico di Pechino con i sottotitoli in cinese. Alla prossima puntata vi diremo come si dice “stigmate” in mandarino. Come se non bastasse, il mese successivo toccherà a L’Arrivo di Wang, dei Manetti Bros., che tratta la storia di un alieno che arriva nel centro di Roma dopo aver imparato la lingua che gli risulta essere la più parlata nel mondo, il cinese! Siamo ansiosi di vedere la reazione del pubblico di Pechino a questo nuovo modello di sci-fi italiano. Ogni film sarà accompagnato da un cortometraggio realizzato qui in zona, come ideale matrimonio tra le due culture. And more to come!

 


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