Ok Iron Man… ma chi caspita è il Mandarino!?

Come già vi ho raccontato in precedenza, vi sono delle regole per fare piacere al governo cinese. Quanto meno per avere una distribuzione qui. La prima e assoluta, è non offendere in nessun modo la Cina e il governo cinese. Questo non è difficile. Basta non farlo. O almeno basterebbe. In più è meglio evitare di sollevare questioni che potrebbero portare a pensare che le opinioni del governo cinese siano sbagliate.

Per esempio, qui c’è la regola del figlio unico. Nelle grandi città, per via della sovrappopolazione, si può avere solo un figlio, altrimenti si paga (tanto). Se hai due gemelli invece, non si sa bene cosa succede: quando lo scopriamo ve lo diciamo. Ma in generale è consigliabile non proporre film pro life, o cose del genere. Niente politica di nessun tipo. Meglio parlare dei problemi dell’anima. Non troppo intensamente, però. Perché le emozioni forti creano fermento, e non ci si può permettere di gestire un popolo così grande se è sovraeccitato. Come dire che non si dà il caffè ai bambini.

Ok. Poi, niente sovrannaturale o culti mistificatori. Quindi via l’80% dei film prodotti durante l’anno. La fantascienza va bene perché c’è la parola “scienza” dentro, quindi non è sovrannaturale.
Basta? Finito? No, dimenticavo. Non ci deve essere un cattivo cinese. Esatto. Non ci sono cattivi cinesi. Quindi? Quindi deve essere stato bello vedere la faccia dello sceneggiatore Drew Pearce, già autore degli Sherlock Holmes di Guy Ritchie e assoldato per il terzo capitolo di Iron Man, quando ha portato la sua idea sul tavolo di Marvel Studios. Quando gli avevano detto che c’era una coproduzione cinese – con la DMG, la stessa di Looper – lui, tutto spavaldo (pensava di aver avuto l’ideona) propone Il Mandarino come villain.

Le cose devono essere andate così. Arriva Drew ai Marvel Studios, dove c’e’ Stan Lee, Peter Parker, tutti i dirigenti, e anche Topolino, come rappresentante della Disney. Topolino in cinese si chiama “Mi Lao Shu”, Mikey Mouse, appunto. Drew tira fuori la sua idea del Mandarino, con tanto di scene girate nella Città Proibita. A quel punto, silenziosamente, Topolino, ovvero Mi Lao Shu, prende il suo i-pad, va su Ironmanwiki, si schiarisce la voce e legge. Figlio di uno degli uomini più ricchi della Cina pre-rivoluzionaria (sosteneva di essere un discendente diretto di Gengis Khan) e di una nobildonna inglese, entrambi morti prematuramente, il Mandarino viene cresciuto da una zia paterna, arrabbiata con il mondo, che lo educa con la stessa sua mentalità. Si ferma. Poi fa, ‘Non si può fare, è cinese. Non si può usare Pongo de La Carica dei 101?’.

Allora parte il dramma, per il quale si trova una soluzione semplice. Cambiare le origini del Mandarino. Però ci deve essere sempre qualcosa di esotico, asiatico, esoterico. ‘Che vi fa venire in mente la Cina?’, chiede il povero Drew, e Mi Lao Shu , che non è una cima, risponde ‘Gandhi!’: “e allora facciamolo fare a Ben Kingsley’ dicono in coro gli altri. Questa frase è sempre stata la soluzione ai grandi problemi della Terra, un po’ come ‘prendi uno dei fratelli Baldwin’ o ‘mettici il nano di Austin Powers che fa ridere sempre’. Così ecco che compare il faccione di Ben Kingsley vestito da Fu Manchu, e con una genesi del personaggio cambiata ad hoc. ‘Chissene’, diranno i lettori sani di mente. Per i fan del fumetto invece… intendo non solo i fan di QUEL fumetto, Iron man, ma la categoria “fan del fumetto”, devoti oltremodo al Verbo e puristi fino alla psoriasi nervosa nel caso una tutina non abbia la cucitura esatta del costume dell’eroe di turno, quelli che si sono impiccati a un albero quando è uscito il film di Dylan Dog, quelli che si identificano in Kevin Smith, quelli… ecco: loro non lo possono concepire. La Cina cambierà di prepotenza la storia d’America per questioni commerciali.

A questo punto è utile raccontare un’altra storia. La storia della Arctic Ocean, una bella bottiglia di aranciata con il suo orso bianco disegnato sopra, che negli anni ’70 e ’80 dissetava che gole di miliardi di cinesi, intenti a lavorare 36 ore al giorno nella miniera cantando ‘Mi Lao Shu / Mi Lao Shu / Viva Mi Lao Shu!’. Un giorno arriva la Coca Cola, quella ditta che ha preso un elfo verde e un Vescovo finlandese e li ha cuciti insieme in una complessa operazione di ingegneria genetica generando Babbo Natale, e si compra la Arctic Ocean per farla sparire dal mercato e imporre la Fanta. Dopo 15 anni che era scomparsa, esattamente un anno fa, una piccola ditta di Pechino si è ricomprata il brand e ha cominciato a distribuirlo porta a porta nei piccoli negozi di alimentari disseminati in giro per la città, con la formula vuoto a rendere e la frase di lancio: il sapore della nostra gioventù, per riprendersi il mercato che era suo. Arancia batte Mandarino 2-0 ed è proprio il caso di dire ‘What goes around comes around!’.


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