Altro che Cina! In Italia torna la censura: Morituris non vedrà la sala

Sono due weekend che qui a Pechino piove. Durante tutta la settimana sole, bellissime giornate che guardi dalle persiane dell’ufficio. A quanto sento, piove solo nei weekend. Piogge torrenziali e vento freddo, a volte neve, che cerca di impedirti di uscire di casa. Allora devi letteralmente “guadare” la viuzza dell’Hutong per andartene in giro, camminando in equilibrio sui mattoni come Eddie Murphy ne Il Bambino D’Oro, per non finire inzaccherato fino alle caviglie nell’acqua. Poi tutti chiudono, perché non gli va di uscire di casa, e i taxi non passano mai o non si fermano. Allora pensi che forse qualcuno lo fa apposta a far piovere. Un pensiero estemporaneo. Così, come lo si fa sempre per eccesso di “hybris”, alla ricerca di un colpevole. Poi un inspiegabile, quasi irrazionale, persino grottesco sospetto si insinua dietro la schiena. Ti ricordi che in questo periodo c’è il super mega blindatissimo Consiglio per la consegna del nuovo Governo. La città è sotto controllo coatto, la polizia è insolitamente ovunque, così come i posti di blocco. Magari in momenti come questi piovesse, così la gente se ne sta a casa…

Poi scopri che nel sistema di pulizia dell’ambiente c’è un’usanza che ha dell’incredibile. Notoriamente Pechino è tra le città più inquinate della terra. La polluzione è causata anche dalla desertificazione intorno all’enorme area intorno alla città che causa tempeste di sabbia. Per dire: qui la nebbia supera i livelli di 400 quando la transitabilità in Italia è tollerata fino ai 100; oppure considerate la statistica secondo cui un anno qui equivale a cinque anni di smog in occidente (escluse Roma o Milano, i polmoni neri dell’Italia). Ora sapete perché i cinesi mettono le mascherine e sputano continuamente per terra. Per ovviare al problema, il comune spara missili di bromuro d’argento (AgBr, nella foto) nel cielo di Pechino, in modo tale da provocare la pioggia. A questo punto due domande sorgono spontanee. La prima: ma il bromuro d’argento farà bene almeno ai capelli ossigenati? Cerchiamo su Google… ma, hey! Google non funziona! E’ stato oscurato il giorno delle elezioni perché c’erano siti che ironizzavano su di esse. Capiamoci bene: è stato oscurato tutto Google, mica il blog di Luca Maragno. Chissà che avrebbero fatto con l’ultima puntata di South Park che parla delle elezioni americane, di Star Wars e della Cina. Ma queste sono cose che interessano il blog di Giorgio Viaro.

La seconda domanda è: ma non è che piove proprio in “quei giorni”, come direbbero alla Lines Seta Ali, per colpa di qualche missile avanzato? Sento puzza di bromuro di argento. Non avremo mai la risposta a entrambe le questioni. E mentre guardo la rotellina di caricamento pagina che gira invano, penso a che paese libero e’ l’Italia, dove nessuno si sognerebbe di mettere il bagaglio alla denuncia sociale, all’arte, alla satira, alla libera espressione…….. Pfeeet, Pfeeet! Pfeeet, Pfeeet! Cos’è? E’ il cellulare italiano. Vediamo chi è. E’ Raffaele Picchio, il regista di Morituris (con me nella foto), il film che ho scritto e prodotto insieme a lui e che sta per uscire anche in Italia, dopo ottimi risultati in altri paesi d’Europa. Che – per dire – già il fatto che un film italiano esca prima all’estero… Vabbè, ma noi siamo poco “italiani”, come direbbe Stanis di Boris. L’SMS dice: “Bocciati dalla censura”. Cioè la censura blocca il film. Da quando non succedeva? Dai tempi di Totò che visse due volte?… Ah. Bocciati dalla censura. Come sentirsi? Non è il caso di fare piagnistei perché il film è stato concepito con una forza visiva e contenutistica che potesse colpire allo stomaco, e di film del genere, intendo di questo specifico sottogenere, non se ne fanno tanti in Italia da tempo, se non per niente. Però la commissione avrà tenuto conto delle numerose recensioni in Italia e nel mondo da parte di professionisti che, al di là della qualità, hanno preso in considerazione i sottotesti e i riferimenti nel film.

Se anche un solo spettatore che lo ha visto a qualche Festival ha riconosciuto i riferimenti – in alcuni casi evidenti – a Pasolini, a Michelangelo, a Bret Easton Ellis e ad altri, mica può essere che non l’abbiano preso in considerazione i rappresentanti della commissione, no? Il film ha partecipato numerosi Festival nel mondo, anche tra i più importanti, come Sitges e il Fantasia di Montreal, che non ospitava film Italiani dai tempi di Denti di Salvatores. Varrà qualcosa questo, oppure no? Penso allora che sarà per i temi trattati che il film è stato bloccato, ovvero la violenza sulle donne, e non ci piove che possa essere necessaria una certa delicatezza. Però mi viene in mente che proprio per questo abbiamo scelto di non mostrare niente, di far dire tutto alla costruzione cinematografica e, dicendola hitchockianamente, all’immaginazione. Poi mi viene in mente di recenti casi simili, o presunti tali, dove “l’origine della vita” viene mostrata in primissimo piano, e non solo i film escono, ma escono in centinaia di sale. Non sarà mica che si fanno due pesi e due misure? Non sarà mica che tutto questo accade perché noi siamo piccoli e indipendenti e non contiamo un cazzo? Allora viene da dire: i cinesi non si ribellano e ora perché ti vuoi ribellare tu?

Ma non è vero che i cinesi non si ribellano. Ho letto su The Beijinger che a una recente proiezione in double bill IMAX di Spiderman 4+Batman che si è bloccata per problemi tecnici la gente ha insistito fino a farsi ridare il valore di 5 volte il biglietto (200 rmb x 5 = 1000 rmb, più di cento euro, per alcuni cinesi un terzo di stipendio). Allora penso che tanto vale la libertà di non scendere a compromessi. Vale cinque volte il biglietto, cinque volte il film che i compromessi li accetta e ci sguazza. E penso che chiunque accetta compiacente o meno tutto ciò è complice e colpevole. Silence is not sexy at all.


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