Fanta-nerd: anche i cinesi hanno i loro Comic-Con

L’ultimo weekend di Ottobre, io e la mia dolce metà ci siamo recati nella citta’ di Chengdu, uno dei centri economici della Cina, capitale della regione del Sichuan a Sud Ovest della Nazione, su invito dell’amico Xiatong, docente all’Accademia di Arte Cinematografica di Pechino e nerd perso a tempo pieno (but aren’t we all?), per partecipare a un evento indetto dalla World Chinese Science Fiction Foundation, formata dai più grossi nomi della letteratura di fantascienza cinese. Cheng du e’ molto diversa da Pechino, piu’ pulita, piu’ finta, completamente ricostruita dopo il terremoto del 2008 e decisamente simile ad alcune zone di New York. Qui ai cani gli colorano la coda e le orecchie con simpatiche fantasie shock fluo (giuro!!!).

Il rapporto della popolazione cinese con la fantascienza è molto interessante. Il fantastico e il sovrannaturale sono stati banditi dal cinema e dalla letteratura durante il periodo maoista, con conseguente esclusione di migliaia di testi fondamentali dalle biblioteche della Nazione. Le motivazioni erano ufficialmente legate alla salvaguardia della tradizione animista, anche se poi in effetti fu proprio in quel periodo che la spiritualità della cultura cinese scomparve quasi completamente, con le persecuzioni dei monaci taoisti. Magari la paura poteva essere che alcuni potessero utilizzare le storie fantastiche come metafora di quello che accadeva, oppure si volevano evitare eccessivi trasporti emotivi, come quelli avvenuti davanti le ambasciate giapponesi la scorsa settimana (vedi puntata precedente). Insomma, nella sua negazione, la fantascienza diventa sinonimo di attività cerebrale vivace. Dagli anni ‘60 in poi, quando le molle si erano un po’ allentate, si è creata una cerchia di letterati e scienziati che sfruttarono le storie fantastiche per insegnare alla popolazione le basi delle materie scientifiche. Tra questi lo scrittore Liu Xinshi, oramai un simpatico tartarughino 81enne, ma tra gli ultimi esponenti in vita di un’attività pedagogica fondamentale, il che non era per niente semplice se pensiamo che quello che avvenne con gli studenti di Tienan men fu inizialmente legato a motivazioni scientifiche.

Liu Xinshi (nella foto), nonostante l’età’, è molto comunicativo, e ricorda abbastanza bene l’inglese grazie ai suoi viaggi in giro per il mondo, tanto che quando gli si rivolge in cinese, risponde in inglese di parlare più forte. Lui che ha scritto struggenti storie per ragazzi (tra cui una delle versioni di Flipper il delfino) oggi ricorda con commozione la sua esperienza italiana e spera un giorno di venire pubblicato nel Belpaese. Lo spera talmente tanto che ha iniziato un lavoro di pressante stalking che ci onora. La cosa interessante è che questi personaggi sono scienziati a tempo pieno, con tanto di cattedra all’università’ e corsi sulla fantascienza. Di questo parleremo in futuro più diffusamente.

La diffusione del genere e’ dovuta anche a diverse riviste, tra cui una che è decisamente cult: un milione di lettori al mese. Si tratta di Science Fiction World, una raccolta di racconti di autori di successo e non, insieme a notizie sulla fantascienza in generale. La rivista è anche il cuore editoriale che pulsa per gli appassionati, e a quanto pare fu fondata da una donna, Yang Xiao, che e’ tra l’altro tra le penne più apprezzate del paese. Quindi SFW si proclama portabandiera nella Nazione e prende le cose incredibilmente sul serio, indicendo ogni anno il Nebula Awards, che premia le opere migliori, e riunisce molti appassionati del genere. Ora, se avete letto nel blog di Luca Maragno durante la sua esperienza al Comicon che tipo di personaggi si aggirano (vedi qui) potrete facilmente immaginare cosa possa essere la loro versione cinese. Ogni genere di disadattato, socioleso, vergine di bacio sulla guancia, divoratore di universi paralleli sgomita per farsi la foto con l’onnipresente stormtrooper di Star Wars e chiedere l’autografo ai numerosissimi scrittori presenti. Il più gettonato è senza dubbio Liu Cixin (ndr: pure lui nella foto), autore della popolarissima Three Body trilogy (che, come richiede la trafila, diventerà fumetto, film, saga, pupazzi, abbeveratoio per asini etc etc), che vanta una fila lunghissima di amatori. Quando alla premiazione fa la sua comparsa un dinosauro gigante che dondola scoordinato a causa della mancanza di orientamento del cinese che lo farcisce, capiamo che tutto il mondo (dei nerd) e’ paese. C’e’ spazio anche per l’audio-visivo, soprattutto corti, ma di ottima fattura, e presto ci saranno delle novità.

Il rapporto con la fantascienza dei cinesi ci inebria e ci riempie di entusiasmo, tanto che qui è d’uopo la promessa di tornare sull’argomento. Vicino a questi ottimi letterati asiatici pero’ mi permetto di citarne invece una italiana. Prima di tutto una amica del cuore, poi una persona veramente stupenda di quelle che ce ne sono poche al mondo, e last but not listenable, una grande scrittrice dell’orrore, anzi dell’ovvove, come direbbe lei. Per dire che abbiamo anche noi i nostri “talloni da killer”, parafrasando un noto filosofo televisivo. È tra poco in uscita, sempre per i gialli Mondadori, con il suo nuovo romanzo, sequel ideale del precedente Tutto quel nero, che seguiva le avventure di una studentessa alle calcagna di un film scomparso di Jess Franco e Soledad Miranda. Il totem della storia questa volta è di lusso, si tratta di Darione nostro, proprio quel Dario Argento che ha lacerato la storia del cinema con mano guantata di cuoio, e nel cui universo si muovono le angosce della protagonista di questo nuovo romanzo che è già culto prima ancora di uscire. Sarà la carta a parlare, perché sta per essere dato alle stampe: si chiama Tutto quel rosso ed e’ il nuovo romanzo di Cristiana Astori! E ci sono pure io dentro!!!


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