Top Ten 2013: tutte quelle cose che.

Bla bla è finito l’anno, bla bla le classifiche, bla bla diamo uno sguardo ai 365 giorni passati 366 se l’annata è bisesta e valutiamo le cose migliori uscite in ambito

[cinematografico/musicale/videoludico/carpentieristico].

Sì esatto giusto bravi, è quel periodo dell’anno in cui si tirano i bilanci e dovunque compaiono liste tipo I migliori [n] [tipologia di prodotto] del 2013. È una pratica deliziosa che consente al [giornalista/critico/blogger] di sottoporre al pubblico i propri gusti e giudizi per sentirsi rispondere «maccome, non hai messo [film]! Maccheddici [altro film] è cesso!» e altre cordiali amenità di questo tenore.

NON È VERO! MI LAMENTO SENZA MOTIVO! STO MENTISCO!

Mi piace un sacco fare le classifiche. Mi piace di più quando posso fare quelle in negativo, tipo “la peggior scena di sesso con animali della storia del cinema serbo”, ma ci si accontenta anche di “i migliori film del 2013 secondo io”, no? E quindi niente, quella che trovate sotto è la mia toppetenne dei migliori film del 2013 secondo io. Più alcune altre classifiche collaterali e comunque commentate così almeno capite di cosa sto parlando.

Daje.

I MEJO FILM DELL’ANNO

10. Fast & Furious 6

Non è bello come il quinto, ma voglio dire, il quinto si chiudeva con venti minuti di inseguimento per le favelas di Rio che coinvolgeva mille macchine e una cassaforte grossa come la pagina Facebook di Vin Diesel.

È però un film fondamentale perché introduce formalmente il concetto di “famiglia” relativo al gruppo di maschi palestrati protagonisti del franchise e alle loro pulzelle. È bello commovente sintetico ed efficace, ma soprattutto promette una quantità imbarazzante di sequel, tutti nel nome della famiglia. Quando uscirà Fast & Furious 10 farò il giro della tangenziale est di Milano a piedi e in contromano in segno di esultanza.

Oltretutto Furious 6 introduce formalmente anche il concetto di “Michelle Rodriguez e Gina Carano che si picchiano”.

9. Cloud Atlas

 Sì, sono d’accordo con voi, soprattutto con te, Carlo Maria Criticoni, che mi fai notare dall’ultima fila che tutto sommato Cloud Atlas è un po’ un film del cazzo, dura almeno quaranta minuti di troppo, è un pasticcio di suggestioni spiritualistiche karmiche reincarnistiche panteistiche cosmiche e pure un po’ ayurvediche, è un film a episodi dei quali almeno due sono mediocri et cetera.

È anche un’esperienza travolgente che richiede un notevole grado di sospensione dell’incredulità e una bella dose di pazienza per essere sopportato, ma ripaga con grandi emozioni da discount, almeno due episodi da rotolarsi nella Nutella per la gioia, un finale che nella sua semplicità e ingenuità apre il cuore e soprattutto Jim Broadbent che spoilera il finale di Soylent Green a un gruppo di anziani signori. IO mi sono divertito un sacco, IO.

8. Le streghe di Salem

Molti hanno liquidato anche questo come “film del cazzo”, opinione estrema e secondo me sbagliata nonostante io concordi con questi molti. Mi spiego. Le streghe di Salem è un film autoreferenziale e tutto sommato inutile, un sentito omaggio di Rob Zombie a quello che è il suo personale immaginario cinematografico e più in generale estetico; una roba che grida «Rosemary’s Baby! Satana! Stanley Kubrick! B-movies! Metal! Satana!» a ogni inquadratura; una roba che non lascia granché, a tratti inconsistente, a tratti eccessivamente estetizzata, a tratti immagino anche noiosa lenta trascinata BLA BLA.

Eppure Le streghe di Salem mi è piaciuto un sacco. Sarà che Rob Zombie ha un suo perverso senso del gusto. Sarà che ci piacciono le stesse robe. Sarà che OK la tensione che cresce e non esplode mai per bene, ma signora mia quanto cresce bene. Sarà che l’incontro tra cinema alto e cinema basso e musica bassissima e ignorante funziona alla perfezione, almeno sul mio cervello da persona tonta. Sarà che voglio bene a Rob Zombie e al retro di Sheri Moon. Sarà perché ti amo, che confusione, eppure io me lo son già visto tre o quattro volte da quando è uscito. Sarà perché Satana, i fantasmi e il metal.

7. Gravity

Che noia, vero? Il Film dell’Anno secondo tre quarti del mondo è anche nella mia classifica. Sarebbe anche più in alto – spazio! Gente nello spazio! Fantascienza nello spazio! Vuoto cosmico! Profondità degli abissi spaziali! – se non fosse che Cuarón, in quanto Cuarón, sul finale porta tutto sul piano metafisico, spirituale e simbolico e lancia messaggi umanisti e salvifici invece di mantenere il discorso a livello di fredda ingegneria scientifica. Ti voglio bene, Alfonso, ma se la smettessi di essere così irrimediabilmente latino te ne vorrei ancora di più.

Comunque non ho ancora finito di stropicciarmi gli occhi per quel che ho visto in questo film, sia chiaro. Conoscete una buona marca di collirio?

6. Pacific Rim

L’ho visto? Sì. In IMAX 3D OMG BBQ? Sì. Era il film più atteso dell’anno nonché la potenziale Pellicola di Mostri Definitiva? Sì. Lo è? Nì. Il problema è, come hanno detto molti, che MANCA LA STORIA? No. Anzi, forse ce n’è troppa.

Intendo dire che Guillermo del Toro aveva la possibilità di fare il monster movie migliore di sempre se solo avesse abbracciato fino in fondo l’idea che il fulcro di tutto sono per l’appunto i mostri. Ho un amico che sostiene che Pacific Rim avrebbe dovuto essere il passaggio finale nel lungo processo di deumanizzazione del cinema e trasformazione dello spettacolo da carnale a definitivamente meccanico. Invece c’è Charlie Hunnam. Forse tutto sommato sono d’accordo con il mio amico. Ciao Lorenzo.

Ah sì, non ho mai rivisto Pacific Rim da quando è uscito dalle sale, né credo che lo farei mai. Per dipingere una parete grande ci vuole un robottone grande, non basta un televisore.

5. Cani sciolti

Il miglior film di Shane Black non scritto da Shane Black di sempre? Circa. Può un film reggersi sui due protagonisti? Magari con un cast di supporto fatto di fenomeni che si mettono al loro servizio, un regista islandese pazzo che si trattiene pur di non perdere mai di vista i fuoriclasse fenomeni a cui ha affidato le chiavi di casa, una sceneggiatura che fosse uscita nel 1988 si sarebbe intitolata Arma letale 2 – Con altri attori! e che se deve scegliere tra “realismo” e “marine contro DEA contro cartello messicano contro FBI contro esplode tutto” opta senza esitazione per la seconda strada? E magari addirittura con Paula Patton che si desnuda, mi amor caliente, olè, cielito lindo?

Può! Infatti Cani sciolti è il quinto miglior film dell’anno.

4. You’re Next

Senza stare a ribadire che Sharni Vinson è la nuova ragazza che voglio sposare della mia vita, né sproloquiare su Adam Wingard, Joe Swanberg, V/H/S e il nuovo cinema horror indipendente che sta spaccando il mondo, ché se no davvero non se ne esce più, e se non siete d’accordo con me tornatevene pure dai vostri Paranormal Activity Project Witch Dark Invasion, You’re Next è semplicemente l’horror migliore dell’anno, il più moderno senza essere furbetto, il più citazionista senza essere, ehm, furbetto, uno dei più violenti senza scadere nell’efferatezza gratuita, indubbiamente il più divertente e quello con il ritmo più pazzesco.

L’idea è banale, e lo sappiamo, ché l’home invasion è genere vecchio di quarant’anni ormai. Lo svolgimento meno, e il twist finale in particolare è talmente sotto le righe da risultare shockante, abituati come siamo noi spettatori dell’orrore a venire nutriti a Rivelazioni Sconvolgenti e Altre Amenità che fanno Cascare la Mascella®, dimentichi così di quanto la banalità del male possa essere agghiacciante.

Ah sì, e poi c’è la scena del frullatore.

3. Django Unchained

Django Unchained è un filmetto molto carino.

2. Pain & Gain

Faccio outing, ché se facessi inning starei parlando di baseball o cricket. Ho molto in simpatia Michael Bay, meno i suoi film più famosi, nel senso che dove chessò Bad Boys II è una gemma che non smetterei mai di riguardare, e dove d’altra parte Pacific Rim e Battleship e sailcazzo cos’altro sono film divertentissimi a cui non imputo quasi nessun difetto, ho dei grossi problemi con i Transformers, un po’ perché non apprezzo il modo in cui Bay gira le sequenze di combattimento esclusa la meravigliosa battaglia finale di T3 – e le scene di combattimento sono le uniche che contano in suddetti film, ché chissene dei dialoghi tra Scia Babbuff e Meganfoz –, un po’ perché Scia Chimica Labuff.

D’altra parte apprezzo molto chi si mette in discussione e adoro chi, dopo aver dedicato la sua vita a un certo tipo di immaginario e di messaggio e di concetto e di idea di cinema, decide di prendere quella stessa idea e di, in senso buono, stuprarla, smentirla, smontarla, decostruirla, sfotterla.

Che è poi quello che fa Pain & Gain, un film che sfrutta una storia vera per prendere per il culo concetti cari al regista quali “machismo”, “maschilismo”, “dittatura del più forte”, “sogno americano”, e lo fa all’interno di una tragicommedia criminale iperviolenta nella quale lo stile stesso di Bay viene gonfiato di steroidi e pompato in palestra per poter più facilmente essere messo alla gogna e irriso dallo stesso autore che fino a ieri ne faceva un manifesto. È un’operazione coraggiosa? No, è completamente fuori di testa e la amo per questo.

Non sono sicuro di quel che ho scritto sopra, ma Dwayne Johnson è uno dei migliori attori della sua generazione, solo che nessuno se n’è ancora accorto.

1. The World’s End

Mi piacerebbe raccontarvi in decine e decine di centinaia di battute perché la conclusione della trilogia del Cornetto è la perfezione del concetto di “film di genere sfruttato per dire cose da character piece” già ben presente nei due capitoli precedenti. Perché di fatto tutti coloro che sbrodolano di gioia su Shaun of the Dead e Hot Fuzz lo fanno da questa prospettiva, mica dicono che «Shaun è un gran film di zombie!». Perché in qualche modo fa più figo ridurre tutto alla solita “componente umana”, riferire tutto a noi noi noi, alla nostra psicologia, ai nostri problemi, ai drammi da tinello che infestano il 75,43% della cinematografia italiana e il 99,99% della critica cinematografica italiana. Perché se non c’è dietro L’APPROFONDIMENTO PSICOLOGICO pare che un film non valga nulla, e per questo Shaun e Hot Fuzz sono piaciuti a chi non ha interesse negli zombie movie né nei buddy cop movie.

E sono tutte cose verissime comunque, sia chiaro! E valgono anche per The World’s End, che anzi dei tre capitoli della trilogia è forse quello che meglio approfondisce la personalità di tutti i suoi personaggi, non solo dei soliti Pegg & Frost.

Ma sapete che c’è? The World’s End è anche il miglior film di fantascienza dell’anno, perché è fantascienza intelligente e diversa, a partire dal presupposto (ehi, incredibile, degli alieni che non ci vogliono sterminare né fare la guerra!), per proseguire con lo sviluppo della storia e per finire [SPOILER] con lo stordente finale, dove per la prima volta da non ricordo più quando NON ESISTE UNA BATTAGLIA e i cattivi vengono convinti ad andarsene PARLANDO.

Poi se volete discutiamo anche del fatto che Edgar Wright renderebbe interessante anche il filmino della Comunione di sua cugina Edna, 7 anni, atea e invisibile per cui il filmino di fatto non esiste. O che la colonna sonora è uno dei dischi dell’anno, a meno che non siate tra quelli che se non ci sono gli Oasis l’Inghilterra degli anni Novanta non esiste. O che questo capolavoro epocale è rimasto al cinema nel nostro Paese per credo trentasette minuti tondi, in un totale di 0,56 sale, e che questo ci rende un branco di idioti.

Oppure vi comprate il Blu-ray e ve lo guardate. E riguardate. E riguardate ancora.

_______________________________________________

CLASSIFICHE COLLATERALI
o quel che quasi sì, quel che proprio no, quel che ehi i videogiochi!

QUASI SÌ

  • Thor: The Dark World, bocciato da molti come un baraccone a uso scemi è in realtà il cinecomic con il ritmo più serrato dell’anno, piuttosto pasticciato e un po’ tirato via, certo, ma quando hai due protagonisti con quel carisma cosa te ne frega della sceneggiatura a orologeria? C’è da divertirsi, pur senza arrivare alle vette del primo.
  • Hansel & Gretel. Sia i Cacciatori di streghe, che oltre al fatto che Gemma Arterton sta strizzata in un costume di pelle per tutto il film è pure uno spettacolino sinceramente scemo e molto divertente. Sia la versione della Asylum, che è in pratica uno stoner movie ibridato torture porn con pure Dee Wallace gettata nel calderone a caso. Il film contiene alcune delle sequenze psichedeliche della droga migliori dell’anno.
  • Ender’s Game, più che altro per il coraggio di Gavin Hood di portare al cinema un romanzo infilmabile e decidere di costruirci intorno un film (quasi) tutto basato su dialoghi, volti, monologhi interiori e ragionamenti, e in cui l’azione è – com’è giusto che sia, considerando la fonte da cui è tratto – puramente strumentale e funzionale a raccontarci le cose su Ender e sulle sue motivazioni e sentimenti e quelle cose lì della psicologia che io non capisco mai perché a me mi piacciono i mostri.
  • Kick-Ass 2, zero effetto sorpresa, un terzo del ritmo del primo capitolo, ma i soliti adorabili protagonisti inseriti in un contesto molto esplicitamente e poco vergognosamente CASINARO. Dimenticabile? .
  • American Hustle, l’unico di questa lista che sarebbe potuto stare anche più su ma ne è rimasto fuori per semplici motivi di spazio. Dovrei averlo anche recensito da qualche parte su questo sito. Amy Adams.

NO

  • Stoker, il trionfo dell’estetica e del virtuosismo e della Bravura Registica e del Simbolo, la sconfitta della storia, dell’emozione, del buonsenso, del ritmo, del divertimento. Robaccia formalmente inattaccabile ma in sostanza usa e getta, cinema coreano for dummies costruito a uso e consumo degli occidentali da parte di un regista che voleva piazzare il piedone su una nuova (per lui) fetta di mercato senza sbattersi troppo a fare un film.
  • World War Z, il film di zombie senza sangue e senza violenza, da oggi con il 100% in più di finali idioti e senza senso!
  • La casa, ossia la mediocrità fatta remake, non brutto ma moscio, non fatto male ma anonimo, non innocente ma innocuo.
  • Una notte da leoni 3, terzo noiosissimo capitolo della meravigliosa “saga comica che non fa mai ridere”!
  • Iron Man 3. Depressione! Alcolismo! Bambini demmerda! Tony Stark senza armatura! Plot twist a caso! Ritmo inesistente! Una scena finale che lo salva dalla stroncatura bestiale!

VARIE ED EVENTUALI

Il 2013 verrà ricordato dal sottoscritto anche per cinque serie e cinque videogiochini. No non è vero: i videogiochini sarebbero molti di più, ma siamo su un sito di cinema, e quindi mi vedo costretto a selezionare.

  • I Soprano, che quando mi dicevano «è la serie migliore mai fatta» io non ci credevo, e poi. Ne ho scritto da qualche parte.
  • Breaking Bad, che quando mi dicevano «è la serie migliore mai fatta dopo i Soprano!» io non ci credevo, e poi. Al momento in cui scrivo mi mancano otto puntate [NON È VERO L'HO FINITO OMG]. Quando lo finirò [L'HO FINITO OMG!] ci scriverò qualcosa di adatto, credo. Sarà una cosa che parla di colonna sonora [CONFERMO OMG!!!].
  • Orphan Black, che quando mi dicevano «al di fuori di Fringe la sci-fi in tv fa schifo» io ci credevo, poi ho scoperto questo devastante ibrido tra appunto Fringe e Uomini che odiano le donne e ora aspetto aprile e la seconda stagione con la bava alla bocca.
  • House of Cards, sempre per la serie “bava alla bocca”. Non pensavo che un personaggio carismatico potesse mai bastarmi per guardare un’intera serie che parla di cose di cui in tutta onestà non dovrebbe fottermi nulla, eppure qui Kevin Spacey crea dipendenza. E no non dirò nulla né su quanto sia spaventosamente bella Kristen Connolly né su quanto sposerei Kate Mara.
  • Homeland, sulla quale però sospendo il giudizio in attesa di vedere la terza stagione. I believe in Saul Berenson.

  • The Last of Us, la parte seria dell’equazione “il perfetto epitaffio di questa generazione di console”. Seguirà blog dedicato entro la fine dell’anno. In breve: è il miglior Resident Evil di sempre pur chiamandosi in un altro modo, e la sequenza di apertura e quella di chiusura sono più coraggiose di qualsiasi cosa Hollywood abbia mai messo in piedi negli ultimi decenni. Trovatemi un film che ha il coraggio di finire come finisce TLOU. Vi sfido.
  • Saints Row IV, la parte scema dell’equazione ecc. Un gioco geniale perché completamente SCEMO in modo intelligente, che prende tutto ciò che ha definito – in termini di design, di gameplay, di storia, di tutto – una ormai superata generazione di console e lo frulla in un tripudio pop con punte di Monty Python, in un contesto che dal punto di vista videoludico è coscientemente ROTTO e funziona alla perfezione proprio per questo. Difficile da spiegare a parole, meglio questo.
  • Grand Theft Auto V, e forse non serve aggiungere altro, ma forse anche qui seguirà blog dedicato. Per farla breve: meglio del IV come videogioco e come world design, peggio del IV come esperienza a tutto tondo (= la storia fa schifino).
  • Ni no Kuni, cioè di quella volta che lo Studio Ghibli fece un videogioco e io cominciai a non capirci più un cazzo, nonostante il gioco in sé sia buono ma non eccelso e nonostante non abbia mai amato i Pokemon, ostacolo notevole a una piena comprensione e godimento del prodotto. Quello che succede circa qui resta uno dei tre momenti più incredibili e sicuramente il più miyazakiko del mio anno videoludico.
  • Altri non tutti e in ordine a caso: Devil May Cry perché è Essi vivono con un sistema di combattimento divertentissimo. The Cave perché è stato quasi come giocare a Monkey Island la prima volta, almeno per concetto. Baldur’s Gate perché la Enhanced Edition mi ci ha fatto ricascare. Guacamelee! perché è un platform su un wrestler messicano che indossa maschere e sul mondo dei morti e insomma. Lone Survivor perché ci sono meno pixel in tutto il gioco che in una singola schermata di Resident Evil 5 eppure mi ha fatto piangere dalla paura. Rayman Legends perché da questo lato di Mario Rayman resta sempre il migliore. Far Cry: Blood Dragon perché il protagonista è un cyborg che si chiama Sergeant Rex Power Colt e ci sono gli anni Ottanta ovunque. Dragon’s Dogma: Dark Arisen perché mi ha rovinato la vita per un mesetto, tra grossi draghi e grossi mostri e in generale cose grosse. Deadly Premonition perché. Tomb Raider, invece, perché. Più tutta la roba vecchia che ho recuperato e che non è del 2013, tipo i remaster di Castle of Illusion e Duck Tales. Ah sì, prima che lo chiediate, Bioshock Infinite mi ha fatto schifo.


Per inserire un commento devi essere registrato a Best Movie. Effettua il login

Se non sei registrato clicca qui registrati