Film da vedere quando si è piccoli, o da far vedere a coloro i quali sono piccoli.

Quando ero piccolo, in casa non avevamo il lettore DVD. Un po’ perché costava troppo, un po’ perché non era ancora stato inventato. Fino a un certo punto lungo la traiettoria della mia esistenza, in casa non abbiamo avuto neanche il videoregistratore: un po’ perché costava troppo. Poi a un certo punto ha smesso di costare troppo, e da un giorno all’altro mi sono ritrovato, a fianco della televisione, un coso nero con tanti tasti che se ci infilavi dentro delle robe rettangolari con gli occhioni bianchi cominciava a fare WHIRRRRR e comparivano dei triangoli sul displei (che al tempo manco sapevo si chiamasse displei, ma). Finché un giorno mio padre mi fece vedere che accendendo la televisione tutto quello WHIRRRRR acquistava un senso, perché l’oggetto nero traduceva lo WHIRRRRR in delle robe in movimento sullo schermo tivvù.

Sopra: siccome la VHS è un oggetto vecchio, la foto è sfocata

Fatto sta che, VCR o meno, senza le VHS non è che la tecnologia servisse a molto, al netto dei negozi di noleggio videocassette che non è che pullulassero e di Blockbuster che era ancora solo sinonimo di I pilastri della Terra. E fu così che, per supplì a quella carenza, nella mia magione fece il suo trionfale ingresso la prima scatoletta rettangolare della mia storia. E dopo di lei ne arrivò un’altra, seguita da una registrazione da Rai Uno con tanto di pubblicità e dopo ancora da qualche roba doppiata da una cassetta della zia che per fare la copia dovevi collegare due VCR con esoterici cavi dal colore diegetico. E quindi alla fine ci s’era fatti una piccola collezione, in mezzo alla quale spiccavano sei gemme brillanti e incontestabilmente assai imperdibili, roba che ogni bambino NEL MONDO deve guardare almeno una volta per crescere bene. Dove «crescere bene» significa «diventare come me». Prendete nota, ALTRUI GENITORI.

6. Indiana Jones e il Tempio Maledetto

Che uno dice «potresti anche prendere un altro degli Indiana Jones, o anche uno Star Wars, o un Ritorno al futuro, e sarebbe la stessa cosa». È vero, sarebbe la stessa cosa: perché se non era l’uno era l’altro, se non era la trilogia di quelli che giocano a scacchi con il pensiero e c’è una con le BRIOSCE al posto dei capelli, era quella con il tizio che poi avrebbe cominciato a fare le foto sfocate e il Giudice di Roger Rabbit che è pazzo ma in modo diverso da quando faceva il Giudice perché in questa trilogia ha i capelli buffi ed è uno scienziato. Ma Indiana Jones e il Tempio maledetto avrà sempre un posto speciale nel mio cuore, perché comincia in un bar con dei mafiosi, prosegue su un aereo, precipitosamente precipita in una specie di harem gigante [il bassista dei King Bong mi fa notare che "Taj Mahal", presente nella versione precedente, era fuori posto, nel contesto, e io obbediente modifico] accessibile anche agli under 18 perché carente di donne nude e/o vestite da odalische, poi sembrano biscotti, poi ci sono I BAMBINI CHE SI FANNO LE DROGHE, il sacerdote che gli strappa il cuore al tizio che sembra una mossa di Mortal Kombat (era la fatality di Kano, per la precisione), fughe avventurose. Ma soprattutto, «il dessert: cervello di scimmia semifreddo».

5. Willow

Ron Howard e George Lucas si mettono insieme a Val Kilmer per fare una cover del Signore degli Anelli: al posto dell’Anello c’è una Bambina (le rispettive attività all’interno dei film, cioè farsi trasportare in giro ed essere un peso insostenibile, sono paragonabili), al posto di Sauron c’è una vecchia strega, poi ci sono, tra le altre cose, un piccolo popolo del quale un improbabile e assolutamente non coraggioso rappresentante viene eletto dal Fato a portatore della Bambina, c’è un guerriero ingrigito ma sempre tenace che si assume il compito di guida del Piccoletto e nel mentre si innamora di una bella e combattiva principessa (che comunque spaccava, vedi foto), combattimenti tra le rovine di un castello. Poi, inspiegabilmente, un gruppo di folletti che si chiamano brownies, che probabilmente spiegano tutto ciò meglio di qualsiasi altra riflessione e ragionamento su influenze e ispirazioni.

4. Yellow Submarine

La vedete, questa foto? LA VEDETE? Ci sono: un sacco di colori accesi, facce buffe, un tizio che si chiama Geremia ma si fa chiamare anche Babbione, I BEATLES, un enorme sottomarino giallo. Ed è solo la superficie, perché andando a scavare – cioè andandosi a vedere il film –si trova: il giovane Fred, il sindaco che viene melato, il mare dei buchi («Saremo a Bucarest»), porte che si aprono sulla scena finale di King Kong, I BEATLES, LE CANZONI DEI BEATLES, la scena tutta in toni di grigio con gli omini che ripetono ossessivamente le proprie azioni e in sottofondo Eleanor Rigby (qui) e la battuta più bella della storia del cinema, cioè «Liverpool can be a lonely place on a Saturday night, and this is only Thursday morning». E George Harrison che dice: «IT’S ALL IN THE MIND». In tutto ciò, io avevo tipo sei anni, la prima volta che il cervello venne stuprato da Timothy Lear camuffato da canzone dei Beatles. E GUARDATE ORA I RISULTATI.

3. Labyrinth

Alcuni temerari sostengono la teoria – e io stesso sono tra quelli che non la disprezza del tutto – che, ben lungi dall’essere un fantasy adolescenziale sul rapporto tra le sopracciglia di Jennifer Connelly e il suo fratellino rompicazzo come in molti credono, Labyrinth sia in realtà uno studio sul pacco di David Bowie. Esiste una gran quantità di materiale fotografico a sostegno della tesi, e anche un gruppo su Facebook, quindi significa che è vero. Ora, ammetto che il particolare del marsupio non l’ho notato fino a tipo sei anni fa, quando mi regalarono la collector’s edition di Labyrinth con le scene inedite e il libretto che si piega a scale buffe del castello di David Bowie, e alla prima (ri)visione dopo parecchi anni mi sono trovato di fronte, smaliziato ed esperto della vita, a UN ENORME RIGONFIAMENTO NEI PANTALONI DI JARED IL RE DEI GOBLIN. Ma non credo comunque che sia stato questo a farmi amare inconsciamente Labyrinth da piccino, quanto piuttosto il verme che parla con accento francese, la Gora dell’Eterno Fetore e la scena psichedelica del ballo nostalgico e un po’ deprimente. Oltre al coprisaggio, le mani che dicono: «HA SCELTO GIÙ» e poi quella frase. Che so ancora a memoria, guardate: «Tra rischi indicibili e traversie innumerevoli, ho percorso la strada fino al castello attraverso la città di Goblin, per NONMIRICORDO il bambino che tu hai rapito. La mia volontà è forte come la tua e il mio regno altrettanto grande. Tu non hai alcun potere su di me». Ma forse manca un pezzo.

2. Frankenstein Jr.

Ho ben poco da dire su un film al cui confronto il resto del cinema dai Lumière in avanti impallidisce e si fa piccolo piccolo per la vergogna. Anzi, non ho nulla da dire su un film bla. Però se scrivo troppo poco WordPress mi fa menate con la foto e mi scompagina l’impaginato (whoa), quindi andrò avanti ancora per un paio di righe a scrivere CTHULHU FHTAGN nella speranza che il Sommo Cthulhu senta il mio richiamo e si risvegli dal suo sonno millenario per spazzare via la nostra civiltà già comunque irrimediabilmente destinata all’obliterazione. CTHULHU FHTAGN! CTHULHU FHTAGN! CTHULHU FHTAGN! CTHULHU FHTAGN! CTHULHU FHTAGN!

1. La spada nella roccia

Se Frankenstein Jr. è un film al cui confronto bla, La spada nella roccia trascende. Avete presente quando qualche riga fa vi ho scritto delle VHS e di quella prima produttrice di WHIRRRR che comprammo in casa? Ecco, quella prima (nonché unica, per lungo tempo) che entrò in casa mia fu La spada nella roccia, che in breve tempo diventò una sorta di cura Ludovico Van autoindotta. Ancora oggi lo conosco a memoria, dialoghi, voci e faccette buffe comprese. È la cosa più bella che sia mai esistita nel mondo. Mi ha insegnato che esiste Honolulu, che esiste il Risiko, il significato di “rosicare”, la zoofilia (amavo al scoiattolina rossa, perché ero piccolo e molto romantico), la magia nera, ridere così forte da far ridere gli altri, che è bello essere re. È la cosa più bella che sia mai esistita nel mondo, dicevo. E basta.

Bonus track: Michael Jordan contro i Bullets

Cioè la VHS (registrata da TMC2) che ho visto più volte di fila in vita mia, perché Jordan faceva 57 punti contro i Bullets e io skippavo le parti in cui lui non c’era per capire come facesse a fare quello che faceva, e cioè essere il giocatore più forte di tutti i tempi. Per tutto il resto, tenetevi LeBron.


4 Risposte per "Film da vedere quando si è piccoli, o da far vedere a coloro i quali sono piccoli."

  • morrighan178 :

    hahahahaha ti stimo troppo solo per aver nominato Willow, che la maggior parte dei miei amici non conosce (ONTA TERRIBILI), e soprattutto della super principessa prima cattiva poi incredibilmente buona, tanto che tutti si dimenticano improvvisamente che è cattiva e la nominano pure regina!
    Per non parlare poi di Labyrinth e del verme che parla in francese! Epico!!! Anzi epici entrambi!

  • E siccome non vi faccio mai mancare nulla, a voi lettori/trici (plurale sperantiae), guarda qui cos’ho trovato:

    http://img560.imageshack.us/img560/7899/30424526829982652850310.jpg

    Sì, sono loro!

  • morrighan178 :

    OH MIO DIO!!!!hahahaha fantastico!mi stavo appunto domandando che fine avesse fatto la bambina…che poi in realtà hanno usato due bambine nel film! Comunque lui ha fatto anche il folletto della Gringott su Harry Potter 7

  • demis :

    Willow l’ho già messo in scaletta anch’io per farlo vedere al mio bimbo cha ha già visto LABYRINTH (e che probabilmente è rimasto irrimediabilmente e inconsciamente segnato dal pacco esibizionista di Bowie).

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