Il Joker di Batman è meglio del Joker di Batman, o forse no.

È sempre il momento di Batman. Ultimamente, però, è più il momento di Batman del solito. Batman. Già la parola è così bella. Batman. C’è qualcosa di strano nella tua città, chi chiamerai? Batman. Sapete come si chiama il fondatore di Melbourne? Batman. Sapete qual è la più importante provincia petrolifera della Turchia? Batman, la cui capitale è Batman.

Poi sì, ci sarebbe anche quella roba che sta facendo Christopher Nolan con quattro svanziche, tre paperdollari e un filo di spago, il terzo capitolo di una piccola saga indipendente che parla della raucedine di Christian Bale. Il che mi ha portato, nei giorni scorsi, a fare le seguenti cose: cosa a) riguardare The Dark Knight, in inglese questa volta, e apprezzarlo ancor di più, fatto salvo il muso da bulldog di Maggie Gyllenhaal, cosa b) riguardare il primo Batman di Tim Burton, in inglese questa volta, e apprezzarlo ancora di più, fatto salvo Michael Keaton, cosa c) farmi delle gran pensate notturne su Joker, Joker e il dubbio se Joker sia effettivamente meglio di Joker oppure no.

Perché intendiamoci, tanto bravo Nolan, tanto bravo Bale, ma quello di cui tutti parlano quando parlano di Batman è altro. E cioè, meglio Heath Ledger o meglio Jack Nicholson? Gli anziani sbraitano che Ledger era solo un biondino di discreto talento catapultato nello stardom da quella brutta malattia lì che lo colpì il 22 gennaio 2008. I giovani strepitano che dopo Jack Torrance Nicholson non è stato più lo stesso, o meglio, è stato sempre e solo lo stesso, e cioè Jack Torrance, e quindi il suo Joker non sarebbe altro che una versione riveduta e corretta del personaggio che lo fece diventare un’icona. Salomonicamente e anche un po’ democristianamente, io credo innanzitutto che BATMAN, e in secondo luogo che la verità stia nel mezzo.

Innanzitutto, c’è la prova attoriale. È vero, Ledger era bravo, ed è vero, probabilmente non era (ancora) così bravo come ce lo ricordiamo; anche perché, insomma, Il destino di un cavaliere. E Parnassus, sì, è uno dei più bei Gilliam di sempre, ma la scena non è tutta del già compianto Ledger come hanno provato a farvi credere: voglio dire, Christopher Plummer, Andrew Garfield, anche Lily Cole, ma forse lì sono le cosce che. Oltre ovviamente a Verne Troyer. Ma insomma. Il Joker di Ledger è la sua interpretazione più straordinaria, su questo credo non ci siano dubbi. Lo è soprattutto per un particolare: la voce. Per tutto il resto, c’è Mastercard, o meglio c’è un lavoro di makeup che, nella sua semplicità e anche rozzezza, volendo, fa metà del personaggio. Poi sì, come il Joker si muove in scena è impressionante, e persino i suoi tic (quelli con la linguetta, rubacchiati a Nicholson, però) rimangono impressi; ma lì il merito è anche di Nolan, che trasforma ogni scena CON Joker in una scena SUL Joker, con buona pace di Batman e del bulldog. Il Joker di Dark Knight è una creatura nata dal film prima ancora che un’eccezionale prova d’attore. Il che non significa sminuire Ledger, ma esaltare Nicholson: in un film come il Batman di Burton, in cui i protagonisti sono, o dovrebbero essere, Batman e Gotham City, quello a cui piacciono le ragazzine si è conquistato di prepotenza il ruolo di sostanzialmenteprotagonista, eclissando Michael Keaton e costringendo Burton a trasformare il film in un elogio della follia di un tizio che, da allora, non si è mai più cancellato dalla faccia il ghigno del Joker.

Riassunto: Ledger è stato trasformato da Nolan in un’icona, Nicholson s’è conquistato il ruolo con le unghie, con i denti e con l’aiuto di un’ascia.

In secondo luogo, ma non per questo meno importante, c’è il personaggio. Ora, Burton ha sempre avuto la passione degli spiegoni, e i suoi film sono sempre stati, più o meno esplicitamente, studi sui personaggi, approfonditi con dovizia di particolari, grande attenzione alle origini e alle motivazioni, insomma piccole biografie. Non è un caso che subito dopo Batman abbia fatto Johnnydepp Mani di Forbice, in cui il film stesso È uno spiegone sul perché il personaggio di Jack Sparrow abbia tutti quei turbamenti e sia tanto tanto triste (SPOILER: è perché ha le forbici al posto delle mani); né è un caso che il suo film migliore (insieme a Big Fish) sia praticamente un biopic, in cui il signor Bonhamcarter esplora approfonditamente la psiche e i turbamenti di un regista dimenticato dai più ma non da noi amanti dei film brutti. Il suo Joker non fa eccezione. Di lui sappiamo tutto: com’era prima di diventare Joker, perché lo è diventato, perché è così incazzato con il mondo (SPOILER: perché l’hanno buttato in una vasca d’acido). Sì, è folle, è bizzarro, è pericoloso e imprevedibile, ma ha sempre un piano preciso in testa. Burton non ci fa mai perdere di vista le motivazioni del Joker, la sua tridimensionalità è esplorata in ogni anfratto e, sostanzialmente, spiattellata – anche senza troppa finezza – davanti agli occhi dello spettatore. È un bene? È un male? È una scelta, molto burtoniana, il cui risultato finale è eccezionale. Nolan, al contrario, degli spiegoni tende a fregarsene. Del suo Joker non sappiamo nulla: né chi fosse prima di diventare Heath Ledger, né perché si trucchi così male, né perché abbia quelle cicatrici. Tutti i personaggi più interessanti di Nolan sono così, tratteggiati quel tanto che basta da dare allo spettatore la possibilità di riempire i vuoti ma mai a sufficienza da cancellare lo spazio di interpretazione. Non per nulla il più grosso punto debole di Inception è il personaggio di Jack Dawson e il suo rapporto con Marion Cotillard: Nolan ci dice tutto, e noi ci rimaniamo anche un po’ male quando scopriamo che questo tutto non è, alla fin fine, nulla di così interessante. Non per nulla il Joker è decisamente più interessante di Batman: innanzitutto perché non ha una passione segreta per le ragazze con la faccia da bulldog, in secondo luogo perché di lui non sappiamo nulla, se non quello che estrapoliamo dalle sue azioni. Non abbiamo neanche idea di dove abiti, di dove sia il suo nascondiglio segreto, se ce l’abbia o meno, un nascondiglio segreto, diamine! È vero, il Joker di Leger è affascinante perché il caos assoluto, l’anarchia, bla bla. Ma tutto questo funziona perché Nolan si rifiuta di darci indicazioni su di lui che ci permettano di aggiungere una seconda lettura (psicoanalitica o che) a tutto quel casino. Niente, Joker è un pazzo che fa le cose pazze perché è pazzo, e stop. Non è un criminale che vuole dominare la mafia della città, non è uno che vuole far fuori Batman a tutti i costi, non è, boh, non è, e stop. È figlio della storia raccontata del film, e non esiste al di fuori di essa.

Riassunto: il Joker di Burton è uno strepitoso cattivone classicissimo, il Joker di Nolan è una mina vagante impazzita e che non dovrebbe avere diritto di esistere in un universo razionale.

Riassunto finale: alla fine di tutto quanto, non ho detto nulla di nulla, però l’ho detto molto bene perché sono proprio proprio bravo.

Riassunto del riassunto:
Batmaaan tananananananana nananananananana Batmaaan



27 Risposte per "Il Joker di Batman è meglio del Joker di Batman, o forse no."

  • morrighan178 :

    hahahahahha grande! Sono abbastanza d’accordo su tutto e anche sulla conclusione finalme del nulla di nulla :)

  • :)
    Batman approva il fatto che tu approvi, e annuisce con aria di approvazione.

  • lucafalz :

    CARO GABRIELE, mi sa tanto che del Batman di Nolan non hai capito molto. La differenza principale si legge proprio nelle caratteristiche del Joker; quello di Burton, per quanto ben interpretato, è un personaggio che non corrisponde al vero “Batman”, alla vera Gotham, e a quella realtà (nell’irrealtà). La potenza e perfezione di Leadger sta proprio nella sua capacità di mettere in scena JOKER,quello di Gotham,la nemesi di Batman, il male assoluto, che non ha,nella storia originale(e infatti non deve avere) passato o futuro, e per questo è così straordinario,perfetto nel suo caos, e dimostra che non c’è bisogno di inventarsi storie strampalate e modificare personaggi tanto importanti, rovinando così tutta la storia(come qualcuno ha fatto…). Inoltre non è affatto vero che Nicholson ha rubato la scena con la sua recitazione, semmai , e questo è evidente,ed è stato detto da molti, sono Leadger e il suo Joker che rubano la scena a tutti in The dark knight(unico vero difetto del capolavoro di Nolan, con il co-protagonista che supera il protagonista). RIASSUNTO:il Joker è quello di Heath Leadger,quello vero e unico; Nicholson essendo un grande attore ha solo caratterizzato un personaggio infedele alla “realtà” e presente solo nella fantasia di Barton,regista ormai imparagonabile al Maestro Nolan (in particolare rispetto ai film di Batman). PS: sottolineo che Leadger non era ancora un attore maturo quando ha superato Nicholson nell’interpretazione del Joker e se non fosse morto prematuramente, fra un paio di anni , o anche meno, non ci saremmo nemmeno ricordati del Joker del VECCHIO Jack . Ecco, io almeno qualcosa ho detto !!! Bye

  • «CARO GABRIELE, mi sa tanto che del Batman di Nolan non hai capito molto»

    Assai probabile, però non ho capito in che modo quello che hai scritto dopo si differenzi da ciò che ho scritto io :)

  • pazu :

    Credo che sia molto difficile paragonare i due film, i due registi e i due Joker! Ricordo nettamente la sensazione di vedere il Batman di Tim burton, e purtroppo già all’epoca avevo le mie perplessità. Il pipistrello in campo giallo mi infastidiva, e nonostante la perfetta resa sotto la maschera di Keaton (comunque troppo basso!) era un Bruce Wayne lontano mille miglia da quello che avrei voluto vedere in video esoprattutto minimamente somigliante a quello del fumetto. Le origini del joker, a parte la BOIATA che Jack Napier spara ai coniugi Wayne, Burton le tratta come si deve per carità! il suo film è un bellissimo dipinto che però, in qualche modo, schiaccia l’occhiolino alla versione del batman del 1966 con Adam West (tolto lo squalo ovviamente!! Andatevelo a vedere!!). Chiaramente non si può paragonare il Joker di Nicholson a quello di Cesar Romero…non mi permetterei mai!!! Gordon era imbarazzante!!! mancava il telefono rosso!!! Detto questo…Nolan è più avvantaggiato quando decide di mettersi in gioco con l’uomo pipistrello. Può ripartire da zero dopo più di 10 anni, con possibilità diverse e facendo una cosa molto diversa da Burton: Si documenta molto di più tramite i comics, aiutato dal fratello e da David Goyer! Il Joker di Nolan prende spunto da The Killing Joke (albo dell 1988!!)passando per Batman la lunga notte di Hallowen e diversi altri. L’approccio è diverso come diverse sono le interpretazione delle due nemesi. Ne Nicholson ne Ledger somigliano minimamente al Joker di carta, ma lo interpretano in due epoche completamente diverse con al timone due capitani diversi. Nicholson rimane nicholson a mio parere, anche con i panni del joker. Heath Ledger lo estrapola letteralmente dalle pagine (non è detto che sia un pregio!), è veramente il Freak di The Killing Joke! Parere personale ripeto. Scusate la lunghezza del post!! :)

  • lucafalz :

    CARO GABRIELE, è molto semplice: ho scritto l’esatto contrario di cio che hai scritto tu. Le differenze sono abissali(giudizio sui film ,sulle due recitazioni, sul peso del Joker in ognuna delle pellicole,e poi il pensiero sui 2 attori, a prescindere dai loro lavori precedenti, ma considerando solo il loro talento, quello nell’”essere qualcuno”, non nel “reinventare qualcuno” …) Faresti meglio a rileggere il mio post se non l’hai capito bene. PS: anche stavolta non hai detto nulla di nulla!!! Bye

  • «ho scritto l’esatto contrario di cio che hai scritto tu»

    Quindi o entrambi abbiamo detto qualcosa, oppure nessuno dei due ha detto nulla di nulla, visto che abbiamo scritto sulle stesse cose dando giudizi diametralmente opposti :)

  • lucafalz :

    CARO GABRIELE, ti riporto la definizione di NULLA (da Wikipedia):”Nulla è un termine comunemente usato per indicare la mancanza o l’assenza completa di qualcosa”. Ed io,a differenza di te, qualcosa penso di averla detta(QUALCOSA inteso proprio come opposto di quel NULLA di cui vai tanto fiero). Ancora una volta non hai compreso ciò che ho scritto(sempre che tu l’abbia letto); e poi ora che fai??? stai ammettendo che quello che ho scritto io SI DIFFERENZIA da ciò che hai detto tu ,smentendo te stesso e il tuo post di ieri??? Mi sa che devi chiarirti le idee, soprattutto sul cinema….ma non solo su quello!!! PS: è il terzo post di fila in cui dici NULLA DI NULLA;quand’è che dirai QUALCOSA(inteso come lo intendo io, cioè contrario del NULLA)??? Bye

  • «quand’è che dirai QUALCOSA»

    C’è un blog intero per questo! Compreso il post di sopra, se hai voglia di asciugarti la bava e poi leggertelo con calma.
    Per tutto il resto, c’è Mastercard!

  • lucafalz :

    CARO GABRIELE, ancora una volta ti sei soffermato su una singola parola e\o frase senza rispondermi sul caso specifico(a differenza di quello che faccio io). Comunque, dopo aver seguito il tuo ELEGANTISSIMO CONSIGLIO di asciugarmi la bava, ti dico che tutto è partito proprio perchè ho letto molto attentamente il tuo post e non ero per nulla d’accordo con te, ma le mie spiegazioni e opinioni non sono state considerate, visto che hai creduto che avessi scritto cose identiche alle tue. Quello che ho postato dovrebbe farti capire che ho letto il tuo blog,ed è lì che ho trovato il TUO pensiero sul contenuto del TUO post, dove TU definisci ciò che hai detto “NULLA DI NULLA”. Quindi ti ripeto: quand’è che dirai QUALCOSA??? PS: ti consiglio di scrivere cose senza autodefinirle IL NULLA, altrimenti chissà……. qualcuno potrebbe pensare che nei tuoi post non c’è davvero nulla di interessante!!! Bye

  • «qualcuno potrebbe pensare che nei tuoi post non c’è davvero nulla di interessante!!!»

    Be’, mi spiace per quel qualcuno!
    Comunque tranquillo, tornerò sull’argomento Joker appena avrò «capito qualcosa sul Batman di Nolan» (cit.) :)

    O vuoi davvero che ti ri-spieghi da capo quello che ho già scritto nel post? Perché voglia non ne ho granché, visto che ho già motivato più che a sufficienza le mie posizioni.
    Se poi non riconosci l’ironia in quella chiusa sul «nulla di nulla» e continui a sbatterci contro la testa, boh, mi spiace per te!

  • lucafalz :

    CARO GABRIELE, il tuo ultimo post è l’ennesima dimostrazione che tu, in realtà, non hai nessuna posizione, perchè finora non sei riuscito a spiegare e motivare nulla, ma non fai altro che riportare virgolettati senza dire qualcosa di favorevole o contrario al mio pensiero. Questo è preoccupante per te, perchè se cerchi di capire i film di Nolan attraverso virgolettati o singole frasi, allora non comprenderai mai niente del regista inglese, e ciò è confermato da quello che hai scritto nel primo post!!! In sintesi non hai capito nulla e, se continui così, non capirai mai nulla, e sarà inutile tornare sull’argomento!!! Bye

  • morrighan178 :

    Se posso aggiungere la mia modesta opinione credo che entrambi vi stiato impuntando appunto sul NULLA, continuate a puntarvi il dito contro senza capire il concetto di base: Gabriele ha dato la sua opinione, Luca anche…quindi QUALCOSA è stato detto, con tanto di esempi e tesi a supporto. Che senso ha continuare a tergiversare sul concetto di NULLA quando voi stessi avete ammesso ripetutamente di aver detto alla fine QUALCOSA? Per quanto riguarda il capire Nolan io credo che l’unico a capire veramente qualcosa di Nolan sia Nolan stesso (anche se a volte credo che nemmeno lui si capisca), quindi a meno che uno dei due non sia Nolan o abbia la capacità di entrare nella sua testa non vedo come qualcuno possa capirlo veramente (si lo so, ho detto troppe volte Nolan!). Potete solo INTERPRETARLO e in questo caso sarà sempre e comunque un punto di vista contestabile o condivisibile. Ma questa è solo una mia opinione :)

  • psychocandy :

    Sì, hai perfettamente ragione. Purtroppo a fine luglio si è tutti un po’ fusi – io certamente lo ero – e, complice il caldo e le vacanze imminenti, si rischia di sbroccare. Io sicuramente l’ho fatto e me ne scuso. Non accadrà più, preferisco pensare a questo angolino come a un salotto dove si conversa gradevolmente piuttosto che a un’arena dove ci si scanna :)

  • marienbad :

    Sig. Ferrari mi hai divertita da morire sebbene, ricordiamolo, non hai detto nulla di nulla.
    E mi va di dirlo, perchè mi esce dal cu…ore: non me ne vogliano i fan, ma il Batman di Nolan è una chiavica senza precedenti.

  • psychocandy :

    Ne sono molto lieto, signor (o signora, o signorina, o Ewok, o Cylon) marienbad. Il nulla è sempre esilarante :)
    Però, curiosità, perché Batnolan è una chiavica?

  • marienbad :

    Signorina (anche se ormai è d’uopo dare della vecchia Signora a tutte…).
    Ieri sera, in preda al divertimento, mi sono letta tutte le tue recensioni, ridendo davanti al pc come una deficiente e facendo preoccupare i miei genitori… Ho trovato l’opinione su Super 8 (visto proprio ieri sera) assolutamente vera, precisa e intelligente. Avevo pensato lo stesso all’uscita della sala, ma non avrei mai avuto la forza di scriverlo. Ci sono opinioni che preferisco tenere per me, come per tutelare i registi e i produttori che amo.
    Per il Batman di Nolan, beh, dovrei rivederlo per produrre qualcosa di coerente e “riscontrante”, altrimenti mi infilerei in un vicolo cieco a prendere botte come un nerd. E diciamolo, il solo pensiero di rivederlo mi fa venire la pelle d’oca.
    Diciamo solo che l’ho trovato un film spento, appiccicato morbosamente alle azioni, azioni completamente disconnesse dalle intenzioni. Per questo vuoto, o meglio, svuotato della forza propulsiva del desiderio, dell’ambizione. Spalmato troppo e troppo divagante.

  • marienbad :

    Ho dimenticato di dire che è anche per questo motivo che il Joker di Ledger ruba la scena a Batman. Non è una questione di furto di inquadrature (Joker non appare nemmeno così spesso nel film), ma è proprio in virtù di quall’azione disconnessa, dislocata, che il joker/Ledger appare più ricco di sfumature. E’ un personaggio senza referenze, sia con la storia che con la meccanica dei rapporti che intercorrono tra i personaggi. La sue scene funzionano un pò’ come un inserto one-man-show, non hanno bisogno di giustificare presenza, assenza, motivazioni. Batman, invece, che è più vittima (per ovvie ragioni) del suo ruolo di traino narrativo, dimostra tutte le lacune del caso, facendosi personaggio labile (e non ambiguo, che qui sarebbe pure un complimentone).
    Non so se sono stata chiara, ma sono a corto di ricordi nitidi.
    Per il Batman di Burton, altro giro altra corsa. La storia di Burton segue altre dinamiche (tra cui quella giustamente evidenziata da te: “lo spiegone”), e presenta personaggi e eventi con un registro totalmente diverso, piegato alle personali esigenze stilistiche del regista. E funziona, in tutto e per tutto, nonostante anche lì, il paragone con il fumetto penalizza l’intepretazione del Nicholson, machissenefrega.
    Altro? Sì, ma ora sono di fretta…

  • psychocandy :

    Troppo buona :)
    (dico per le risate)
    Ma comunque. Molte delle cose che dici sono verissime. A partire da Burton, sul cui Batman però mi sembra non ci siano grosse discussioni, e quindi lo chiudiamo qui. Per il Batman di Nolan, invece, tu parli di mancanza di desiderio e ambizione. A me sembra che l’ambizione non manchi – creare non un’epica di Batman, ma un’epica di Gotham e dei suoi abitanti – e, se quello che ti turba è una certa freddezza, non è un difetto ma la cifra stilistica di Nolan. Personalmente ho sempre preferito un approccio più di pancia al cinema, e infatti Nolan è quasi un unicum tra i miei gusti: gli interessano di più le architetture della mente e del pensiero che quelle del cuore (brrr). E infatti dove i suoi film (tutti, nessuno escluso, anche il mio preferito che è The Prestige) inciampano è nel raccontare amicizie e amori. Sì, Batman è un personaggio cerebrale e costruito, senza grosse ambiguità: ma d’altra parte Batman è per sua stessa natura un personaggio per nulla ambiguo, con un ferreo codice morale e un’adesione cieca ai suoi principi. Tanto che l’unica volta che agisce con il cuore e non con la testa (quando decide di – provare a – salvare il bulldog invece che Aaron Eckhart) fallisce clamorosamente. Io non la vedo come una debolezza narrativa, onestamente, ma una scelta ben precisa, che mette la città e i suoi interessi prima di quelli dei personaggi.
    In questo senso il Batman di Bale è strumentale, più un oggetto che una persona (e infatti anche i turbamenti di Bruce Wayne sono solo abbozzati e non approfonditi). Ma a me va bene così: quando Nolan ha provato a spingere in entrambe le direzioni, come in Inception, ha dimostrato la sua incapacità di parlare direttamente al cuore, tanto che il rapporto Jack Dawson/Marion Cotillard è la cosa più irritante del film.
    A Nolan interessa il cervello, le visioni, LE COSE DELLA MENTE. A me piace così, e trovo che funzioni bene, benissimo, anche in Batman.

  • marienbad :

    Concordo assolutamente con quello che scrivi, specie sull’analisi dell’approccio di Nolan al rapporti (molto più indagati sono quelli con il sè che con gli altri…). Ma, a dirti il vero, questa specifica del suo cinema non credo penalizzi solo il pathos dell’universo nolaniano (la freddezza è evidente), ma anche i processi della narrazione, sui quali si ripercuotono la volontà e la necessità di strumentalizzare luoghi, personaggi e azioni, privandoli della loro alchimia, sia fisica sia metafisica. In che modo? Ogni personaggio agisce per sè, secondo le sue ragioni, ragioni però mai palesate e quindi solo intuibili (bisogna riepire i vuoti, come giustamente osservavi tu). Stessa cosa vale per luoghi e azioni. L’architettura scenografica non segue una piantina prestabilita, non funge mai da contesto, pare lo scenario di un sogno, in continuo mutamento. Per gli eventi idem: le azioni non “strutturano” perchè non scaturiscono dalle connessioni, bensì creano circuiti che continuamente si aprono e si chiudono, creando una sorta di isolamento tra le parti narrate. Tutte questioni assolutamente evidenti in Inception in cui, alla fine, ti dici: “Sì, molto bello, molto figo, ma… perchè?!”. In Batman questa gestione del tutto appare meno penalizzante, ma solo perchè l’universo narrato non è originale, è in parte noto e l’opera di ricostruzione del fruitore è naturalmente più agevolata. Ma i difetti ci sono, anche narrativamente, ed è una conseguenza della selezione operata da Nolan, non si tratta di un difetto dovuto ad un’incapacità. Non mi sognerei mai di parlare male di Nolan in quanto regista che, al contrario, trovo straordinario.
    Per fare una prova del nove si potrebbe fingere che il fumetto non sia mai esistito e, in quel caso, il Batman di Nolan rivelerebbe molti dei suoi difetti, delle sue mancanze, delle sui insensatezze. Poi si potrebbe provare a fare la medesima cosa con lo Spiderman di Raimi, costatando che, incredibilmente, ne uscirebbe completamente illeso…

    Poi è vero che io amo Spiderman e Raimi più della mia stessa madre e che Batman mi è sempre stato un po’ sul culo, ma questa è un’altra storia.

    PS: è un piacere ciaccerare con te Gabriele.

  • marienbad :

    “tanto che il rapporto Jack Dawson/Marion Cotillard è la cosa più irritante del film”

    Che poi il succo sta proprio qui. Jack Dawson monta su un casino per salvare la sua Marion, rischiando il tutto e per tutto, ma non si capisce mai perchè. Se le azioni non vengono giustificate agli occhi dello spettatore, tutto crolla. Insomma: Nolan empatia zero.
    Jack Dawson in Titanic potrà anche essere un cazzone, ma diventa un eroe perchè ama e si vede! Cobb resta un cazzone e basta.

  • psychocandy :

    Vedi? Messa così sono d’accordo su tutto, solo che quelli che tu trovi difetti io li trovo punti d’interesse e di fascino. In particolare quel che dici dei luoghi: in questo senso The Prestige, dove ogni scena ha una personalità fortissima e strettamente legata a quello che Nolan sta dicendo sui suoi personaggi, è per me l’apice del suo cinema. O quantomeno il suo film che preferisco: riesce a trattare anche un tema che gli è ostico (l’amore, sia in senso classico sia paterno sia amicale) con grande maestria, forse perché si trasforma, sempre e comunque, in ossessione. Inception, invece, dovrebbe essere lo zenit di questo suo modo di raccontare, e paradossalmente non è abbastanza coraggioso, secondo me: troppe scorie di cinema “classico”, di quotidianità, di lucidità anche. Doveva essere un affresco di follia ma è stato sporcato. Posto che la messa in scena, e il meccanismo tutto, funzionano alla perfezione (per non parlare di come è girato quel film: nonostante una dose spaventosa di autocompiacimento non si può non godere).
    Su Batman non so: non sono un appassionato di fumetti in generale e di supereroi in particolare, ma sono pur sempre un amante delle tamarrate, dei film brutti, dei personaggi esagerati e amo Bruce Willis, e quindi il personaggio del miliardario tamarro e piacione che diventa un ninja spaccaculi grazie al solo sostegno della sua forza di volontà e del fatto che SPACCA I CULI è adorabile. Voglio dire, Batman. Mentre Spiderman, invece. No, non lo dico se no mi ti inimico (fa rima), però diciamo solo che Raimi s’è dovuto impegnare molto (Drag me to Hell!) per riconquistare il mio affetto.
    Ah, in tutto ciò Nolan vive la paradossale situazione (pensa quanto gli interessa) di essere contemporaneamente uno dei registi che più amo e uno di quelli che usa mezzi e linguaggi che meno apprezzo. È come i Depeche Mode: belli loro, orribili quelli che li copiano. E infatti ogni volta che sento dire «il nuovo Nolan» mi corre un brivido di terrore lungo la spina dorsale. Avevo paura di vedere Source Code perché temevo che Piccolo David Bowie si fosse gettato nel cinema de cerebro a tutti i costi…

    PS: reciproco! :)

  • marienbad :

    “Ah, in tutto ciò Nolan vive la paradossale situazione (pensa quanto gli interessa) di essere contemporaneamente uno dei registi che più amo e uno di quelli che usa mezzi e linguaggi che meno apprezzo”.
    Fantastico. Concordo assolutamente. Che poi è anche un po’ quello che diceva Enrico Ghezzi a proposito di Kubrick (concordavo anche lì).
    Spiderman è un film, o meglio, una trilogia perfetta, in tutto e per tutto. Ogni dettaglio è responsivo, bilanciato e controbilanciato in Spiderman: atmosfere, colori, luoghi, azioni, personaggi, restano connessi senza soluzione di continuità, tanto da realizzare un perfetto racconto epico. Raimi è un genio e può cimentarsi in qualunque cosa, ma è forse l’unico in grado di reintegrare nel medium cinema la potenza implosiva dell’inquadratura e del montaggio fumettistici. Non a caso Darkman è il primo vero esperimento di fusione riuscita tra fumetto e cinema. Drag me to hell, inutile dirlo, è meraviglioso.

    Ma poi, alla fine, Source Code che effetto ha sortito?

  • psychocandy :

    Zozz Cod? Senza gli ultimi cinque minuti urlerei al capolavoro. Ho una passione divorante per la sci-fi fatta come si deve (e quindi sci- e non solo fi), che qui regge. Adoro la claustrofobia, i luoghi chiusi e i filmchesisvolgonotuttiinunluogoodue. Mi piacciono i loop. Mi piacciono i loop. Mi piacciono i loop. E non ho problemi con il romanticismo e l’umanità dei personaggi. Insomma, bellissimo film. Se solo fosse durato cinque minuti in meno, e Piccolo Bowie si fosse risparmiato la coda sdolcinata (e che si rimangia quanto detto e suggerito fino a quel momento), sarebbe stato molto meglio.
    È un ingranaggio, ma funziona molto bene perché sono due/tre ruote che girano all’unisono, non un gigantesco accrocchio di cui alla fine perdi di vista le singole parti. Non è nemmeno così nolaniano come dicevano, a meno di non essere tra quelli che considerano la dicotomia sogno/realtà (o realtà virtuale/realtà, o immaginazione/realtà) una peculiarità nolaniana, il che è ovviamente una follia.

  • marienbad :

    Ahaha, ma non ci credo. Ho detto lo stesso all’uscita dal cinema (ovviamente al vento, al cinema ci vado da sola). Gli ultimi 5 minuti hanno completamente rovinato il film, e non lo dico utilizzando un’abusata formula retorica, gli ultimi 5 minuti hanno davvero rovinato il film, perchè sono in netta contraddizione con tutto ciò che viene detto/non detto/fatto/non fatto fino a quel momento. Cosa che mi ha fatto incazzare non poco… Ma è anche vero che nel film c’è il fratello del bulldog, e anche per questo motivo, 5 minuti finali a parte, non so se avrebbe mai potuto ambire alla perfezione…

  • psychocandy :

    No! Povero Geicghillenal. A parte quella *parola brutta* di Donnie Darko a me piace molto, lui.

  • marienbad :

    … sone felice di costatare che siamo d’accordo anche sul pessimo Donnie Darko. Brrr!
    Riguardo a lui, beh, lo trovo un po’ uno stoccafisso. Però, pensa il caso, Joker e Donnie hanno giocato a rincularello nel fim di Ang Lee. Mi si aprono davanti nuove e mirabolanti riflessioni…

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