Film tratti da libri, solo che forse non lo sapete.

L’altro giorno m’è tornata voglia di vedere E morì con un felafel in mano. Molto sconosciuto da noi, è un delizioso film australiano che parla del papà di Charlie in La fabbrica di cioccolato versione Burton che cambia spesso casa perché ovunque vada fa casino. Strutturato a episodi, ogni casa nella quale il papà di Charlie si ritrova è un piccolo manicomio, a modo suo, con una personalità ben definita e riferimenti visivi e tematici ad altri film, altri generi e altre robe così. Si passa dalla versione australiana di Animal House a un film di gangster con la polizia cattiva che tortura la gente, dalla parodia dell’american life a basta perché poi le case sono finite. È un film divertente e amarissimo, che probabilmente chiunque abbia più di trent’anni odia perché ritrae l’immaturità e quel senso di avventura raccogliticcia che accompagna ogni universitario fuori sede quando si trasferisce nel monolocale che condividerà con altri otto amici per i successivi cinque anni. È pieno di one liner che ci si ritrova a citare a distanza di anni, e fa anche discretamente piangere sul finale.

È tratto da un libro, che con il film c’entra poco o nulla se non per il titolo e l’idea del protagonista che cambia casa a ogni pie’ sospinto. Il libro è profondamente triste, crudele, spietato e anche squallido, molto più impermeabile (dall’interno) ai tentacoli dell’empatia di quanto non sia il film. Il quale film, appunto, è abbastanza sconosciuto. Il libro lo è di più. Chi conosce il film spesso non sa che è tratto da un libro. Non è l’unico caso. E quindi, ecco, di seguito i miei preferiti. Intendo i miei preferiti nella categoria «Film che rientrano nella categoria “Tratti da un libro solo che forse non lo sapete”». È una categoria molto bella. L’ho inventata ora.

__________________Partiamo__________________

1. Il dottor Stranamore (Stanley Kubrick, 1964)
Tratto da Allarme rosso (Peter George, 1958)

Kubrick lo faceva spesso. Prendeva romanzi poco conosciuti e li trasformava in capolavori universali. Full Metal Jacket è tratto da un romanzo. 2001 è tratto da un racconto che poi in seguito ha originato un altro romanzo. Shining VABBE’ LO SAPETE. Anche Il dottor Stranamore è così, con la differenza rispetto agli altri casi che il romanzo vale quasi quanto il film. Di sicuro fa più ridere. Ci sono dei militari ottusi, la fine del mondo e parecchia stupidità. Recuperatelo.

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2. Requiem for a Dream (Darren Aronofsky, 2000)
Tratto da Requiem for a Dream (Huber Selby Jr., 1978)

Che bel film quanto piangere. Sperimentale e insieme talmente pop da meritarsi pure una citazione nei Griffin, Requiem for a Dream è un’esperienza visiva totale e coinvolgente, e insieme uno dei peggiori pugni nello stomaco che siano mai stati girati. È tratto da un racconto, che però è datato 1978, il che significa che Jared Leto non aveva ancora fondato i 30 Seconds to Mars (good) né era ancora diventato l’amante segreto di Colin Farrell imparruccato di biondo (also good). Per la verità, la storia del sesso in tenda con Colin Farrell non era ancora venuta fuori neanche ai tempi del film. Anche perché, insomma, Requiem for a Dream, JENNIFER CONNELLY.

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3. Solaris (Andrei Tarkovsky, 1972)
Tratto da Solaris (Stanislaw Lem, 1961)

Il film è lentissimo e molto russo. Il romanzo pure. Nel film si parla di rapporti interpersonali su una stazione spaziale che orbita intorno al pianeta Solaris. Nel romanzo pure, solo che in più c’è un sacco di astrobiologia. Né nel film né nel romanzo c’è George Clooney, cosa che non si può dire di: a. la Sardegna, b. il remake del 2002 di Steven Soderbergh, c. il lago di Como, d. i film di George Clooney. Nonostante tutto, anche il remake non è male. L’originale è meglio. Il romanzo è un po’ meno meglio, anche perché Lem scrive dei pachidermi inapprocciabili a chi non mastichi un po’ di Toltstoj o di Dostoevski o di un altro di quelli lì con i nomi buffi e le lettere con i segni bizzarri sopra. Io, personalmente, non mastico, però Lem non mi dispiace.

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4. Starship Troopers (Paul Verhoeven, 1997)
Tratto da Fanteria dello spazio (Robert Heinlein, 1959)

Heinlein era famoso per scrivere ponderosi volumazzi di fantascienza sociale, di quelli dove non succede nulla ma ci sono pagine intere di spiegoni sugli argomenti più disparati, dallo scontro tra culture (Straniero in terra straniera) alla ribellione all’autorità costituita (La Luna è una severa maestra). Fanteria dello spazio era una riflessione filosofica sulla necessità (o meno) della guerra. Pochi alieni, tanto ragionamento. Paul Verhoeven ne ha fatto un film. Non c’è nessuno di importante a parte Denise Richards che insomma. Ci sono però dei soldati grossissimi che spaccano il culo ai bacarozzi spaziali. TRATTO DA.

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5. Duel (Steven Spielberg, 1971)
Tratto da Duel (Richard Matheson, 1971)

OK, il film è stato scritto da Matheson stesso che si è basato su un racconto di Mathson medesimo, quindi “tratto da” è un po’ stiracchiata. Ma almeno mi dà la possibilità di sponsorizzare un film strepitoso che tutti dovrebbero vedere, un film dove un tizio con un camion insegue un tizio con una macchina perché vuole ROMPERLO TUTTO e il tizio con una macchina non sa perché. E poi perché parlarne significa consigliare a tutti l’opera omnia di Richard Matheson, uno dei migliori scrittori di fantascienza e horror DI SEMPRE, alla facciazza di Will Smith e del modo in cui ha stuprato Io sono leggenda, in particolare con quel fastidiosissimo finale SBAGLIATO. Ti odio, Will Smith.

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6. Pomodori verdi fritti alla fermata del treno (Jon Avnet, 1991)
Tratto da Pomodori verdi fritti al caffè di Whistle Stop (Fannie Flagg, 1987)

Razzismo, legami familiari, amore, risate, tristezza, violenza, omicidio, casalinghe disperate, pomodori, fermate e treni. Tutto questo e molto più in un film in cui recitano due premi Oscar (Kathy Bates e Jessica Tandy) e in cui si piange un casino dall’inizio alla fine. Il libro è bello. Oltretutto ci insegna che a Whistle Stop passa il treno, da cui, evidentemente, il nome (non “treno”, ma “Whistle Stop”). Forse non lo sapete se avete visto il film ma non avete letto il libro, ma le due protagoniste non sono due innocenti e carinissime amiche del cuore, ma sono piuttosto parecchio innamorate.

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7. Apollo 13 (Ron Howard, 1995)
Tratto da Lost Moon (Jim Lovell, Jeffrey Kluger, 1994)

Il film è quello che c’è il razzetto che poi però c’è l’incidente e alla fine Tom Hanks però vive e tutti sono felici. È tratto da un libro. Il quale, a sua volta, è tratto DALLA REALTÀ. Delle tre, la più spaventosa è sicuramente l’ultima, perché nella realtà Tom Hanks ESISTE DAVVERO. Il libro non sapevo che esistesse fino a dieci minuti fa. Collegato a questo, vi segnalo anche che Forrest Gump è tratto da un libro del 1984 di Winston Groom. La differenza tra i due è che nel libro non c’è Sweet Home Alabama. Tutto può essere migliorato con il sapiente uso di Sweet Home Alabama.

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8. C’era una volta in America (Sergio Leone, 1984)
Tratto da Mano armata (Harry Grey, 1952)

Questo lo conoscete tutti, sì? Dico il film. Il libro siete perdonati se non sapete cosa sia. È normale. Neanch’io lo sapevo prima di saperlo. Il film parla di Robert De Niro. C’è Jennifer Connelly in versione Jodie Foster (ha 14 anni, il che non significa che Jodie Foster abbia 14 anni ma che Jodie Foster aveva 14 anni quando aveva 14 anni, cioè quando ha fatto Taxi Driver, per esempio). È ambientato in MA DAI CHE LO SAPETE TUTTI COS’È C’ERA UNA VOLTA IN AMERICA SU EH. Nota bene: questa posizione di classifica non ha fotografie collegate al film né al libro perché ho provato a caricarne una di Robert De Niro ai tempi del film e il mio mouse si è fuso all’istante con la scrivania. Non so perché. È stato strano. Quindi ho puntato sui sempiterni gattini.

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9. La passione di Cristo (Mel Gibson, 2004)
Tratto da La Bibbia (Aa.Vv., qualche annetto di gestazione)


Un commento a "Film tratti da libri, solo che forse non lo sapete."

  • markiii :

    Lem scrive dei pachidermi inapprocciabili a chi non mastichi un po’ di Toltstoj o di Dostoevski o di un altro di quelli lì con i nomi buffi e le lettere con i segni bizzarri sopra.

    Non è vero. Lem scrive libri meravigliosi e brillanti pieni di battute intelligenti.
    Se solo ti degnassi di leggerli.
    Ciao 8-)))

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