Dieci gruppi che si chiamano come film, più altra roba

L’altro giorno ho scritto delle cose su Tura Satana. Incidentalmente, ho scritto anche delle cose su Russ Meyer, che spero abbiano fatto venire a qualcuno la voglia di scoprire i suoi film. Ecco, se l’avete fatto non sentitevi fighi perché Russ Meyer non lo conosce nessuno e invece ora voi SAPETE e quindi siete meglio perché padroneggiate un nome underground. Perché c’è stata della gente, prima di voi, che ha amato i suoi film. Per esempio, sapete che esiste un gruppo di rock and roll zozzo e stradaiolo – non ho mai capito bene cosa significhi questa parola, ma quando si parla di gruppi rock and roll zozzi spunta sempre fuori, quindi qualcosa vorrà dire – che si chiama Faster Pussycat? Se la risposta è «no» sappiate che non vi perdete granché.

Ma comunque, questo mi ha ricordato che ci sono un sacco di band bellissime che si chiamano con nomi che derivano da film, personaggi di film, attori di film. E ci sono anche un sacco di canzoni bellissime che. E che queste band e queste canzoni – più le band che le canzoni, ma magari è un caso – spesso mi hanno fatto scoprire il film o l’attore di film a cui esse stesse si erano ispirate. Tipo Russ Meyer, appunto. E ho cominciato a ragionarci per bene, per vedere quali siano le mie preferite – band e canzoni, dico. Ne ho tirate fuori dieci più cinque: dieci gruppi e cinque canzoni. Ve le elenco sotto, con pure dei commenti. Vedi mai che poi scopriate un film o un gruppo o una canzone o un attore o.

Mudhoney
Avete presente i Nirvana? Probabilmente sì. Se invece no, salutatemi la Luna dove avete la casa, che è un po’ che non faccio un salto su. Comunque, i Nirvana sono stati il più grande gruppo degli anni Novanta. Domanda: sono nati dal nulla? Risposta: che domanda. Anche loro, come tutti, copiavano da qualcuno. I Beatles copiavano dai gruppi beat (giura) e dagli acidi presi in India. I Sex Pistols copiavano gli Stooges. I Nirvana, appunto, copiavano i Pixies, i Melvins e, appunto, i Mudhoney. La differenza è che i Mudhoney si divertivano un sacco e scopavano con chiunque, i Nirvana, in particolare nella figura di Kurt Cobain, no. Ma a parte questo. Il loro miglior disco si chiama Superfuzz Bigmuff e vi consiglio di ascoltarlo. Per quel che riguarda i film, Mudhoney è il titolo di un film (guarda un po’) di Russ Meyer, ambientato all’epoca della Depressione, pieno di ubriaconi che picchiano la moglie e predicatori pazzi. Praticamente Furore di Steinbeck, con un sacco di tette in più. L’aspetto migliore della vicenda è che nessuno dei Mudhoney ha mai visto Mudhoney.

Motorpsycho
Qui siete perdonati se non li conoscete. Sono norvegesi, sono rimasti fermi in un periodo compreso tra gli anni ’70 e gli anni ’90 – musicalmente parlando –, hanno pubblicato una miriade di dischi, EP, singoli, split, collaborazioni ed edizioni speciali; se volete saperne di più, vi consiglio di ascoltare Timothy’s Monster e Trust Us. Sono due doppi, quindi avete circa quattro ore di roba per farvi un’idea. Fatto sta che anche loro si sono ispirati a un film di Russ Meyer per dare il nome a loro stessi (poi da qui in avanti basta Russ Meyer, giuro). Più nello specifico, a un film di Russ Meyer che è la versione su due ruote di Arancia Meccanica: tre biker vanno in giro per l’America a stuprare donne innocenti, finché non fanno incazzare il veterinario sbagliato, che si mette insieme a una donna cajun il cui marito è stato ucciso dai motociclisti di cui sopra per andare a divellere loro il culo. Il film è bello. La band è bella. Siamo tutti felici.

Black Sabbath
La gente si divide in due categorie: quelli che amano i Black Sabbath e le brutte persone. Se siete brutte persone, potete anche andarvene. Altrimenti, c’è comunque la possibilità che non conosciate il film da cui la band ha preso il nome. Vuole la leggenda che il bassista Geezer Butler stesse tornando a casa dopo le prove della sua band, allora chiamata Earth. Passando davanti a un cinema, adocchiò una fila lunghissima di inglesi sbronzi che aspettavano di entrare a vedere I tre volti della paura di Mario Bava, noto in Inghilterra come Black Sabbath (il film, non Mario Bava). Butler si domandò: «Chissà come mai così tanta gente paga per vedere un film de paura». Entrò, vide il film, ne rimase sconvolto. Il giorno dopo nacquero i Black Sabbath. Incidentalmente, I tre volti della paura è un capolavoro epocale, un film a episodi (tre) autenticamente inquietante soprattutto nel terzo capitolo, dedicato ai vampiri in Russia. Recuperatelo.

Belle and Sebastian
Delizioso gruppo pop scozzese. Canta una tizia che si chiama Isobel Campbell. È carinissima e molto svampita. Gli altri del gruppo no. Il loro nome potrebbe farvi venire in mente un cartone animato di quando eravamo tutti più piccoli e più innocenti. È normale: si chiamano così proprio per così. Quindi, ecco, non è esattamente un film, ma l’idea c’è.

My Bloody Valentine
Il più interessante caso di discrasia tra gruppo e film a cui il gruppo si è ispirato. My Bloody Valentine è un horroraccio canadese molto bello e molto sanguinolento, uscito nel 1981. I My Bloody Valentine sono un gruppo irlandese pucciosissimo e sognante, che ha scritto il disco più bello della storia del mondo, fatto di melodie stupende e chitarre grossissime e morbide come nuvolette rosa che veleggiano allegre nello zuccheroso cielo della vita. Due anni fa è uscito un remake del film, ovviamente in 3D; è brutto, ma brutto in modo divertente, di quelli che fanno tutto il giro e diventano belli. Quindi guardatevelo pure in compagnia. Doveva uscire anche un remake del gruppo, nel senso che si parla di un loro nuovo disco da un po’. Non se n’è fatto nulla. Io rosico.

Godspeed You! Black Emperor
Loro
(il gruppo) sono dei canadesi pazzi che scrivono lunghe suite orchestrali mischiate a strumentazione rock, che salgono salgono salgono scendono scendono scendono e confondono e spiazzano e spazzano via l’ascoltatore (cioè me, in questo caso). Non c’è gente che canta. Lui (il film) è una roba giapponese del 1976, che non ho mai avuto occasione di vedere. C’è, probabilmente, gente che canta.

Mogwai
Ancora scozzesi. Ancora lunghe suite orchestrali che bla bla leggete sopra, togliete un po’ di violini, aggiungete più chitarroni e volume. Il nome del gruppo non è il titolo di un film, ma viene direttamente da Gremlins di Joe Dante, dove i mogwai erano i cazzini carini a cui non bisogna dare da mangiare dopo mezzanotte e che non bisogna mai e poi mai assolutamente mai neanche se proprio è una roba che cioè non ne posso fare a meno buttare in acqua. Il collegamento tra film e musica, in questo caso, funziona: anche i Mogwai sono così, tutti carini e tenerosi e con le chitarrine dolci dolci finché all’improvviso qualcuno butta loro addosso della metaforica acqua e loro esplodono in un tripudio di denti, unghie e rabbia contro il mondo intero. Belli.

Duran Duran
Come nel caso precedente, il gruppo prende il nome non da un film ma dal personaggio di. Si tratta del cattivone di Barbarella, surreale film di fantascienza con protagoniste Jane Fonda e le cosce di Jane Fonda. Del resto del film non ricordo granché. Sul gruppo, invece, credo non ci sia bisogno di dire molto.

White Zombie
C’è tutto un giro bellissimo dietro ai White Zombie, che per il loro nome si sono ispirati a un film con Bela Lugosi del 1937, che è abbastanza vecchio da essere fuori da copyright e quindi visionabile per intero sul Tubo. È tipo il primo film di zombie della storia, ed è un capolavoro, sia perché è un film di zombie, sia perché è effettivamente molto bello. Per quel che riguarda il gruppo, i White Zombie sono un branco di casinari che fanno canzoni metallosissime e piene di chitarroni, a ritmi serrati e con suonini stronzi qui e là per dare quel tocco di elettronica che non fa mai male. Sono sguaiati e volgari come un film di serie Z, e altrettanto divertenti. Il loro leader è Rob Zombie, che ha anche fatto più di un tentativo con la regia, oltre che con la musica: sono suoi sia La casa dei 1000 corpi sia La casa del diavolo – molto bello il primo, capolavoro senza tempo il secondo –, oltre all’orrendo remake di Halloween. Comunque, film di serie Z. Tutto torna. Ah già, Rob Zombie non si chiama così solo NELL’ARTE. Si chiama così NELLA VITA. Nel senso, è andato all’anagrafe e si è fatto cambiare legalmente il cognome in ZOMBIE. È il mio essere umano preferito di sempre.

Wolfgang Amadeus Mozart
Un famoso musicista austriaco del ’700, che ha scelto il suo nome d’arte ispirandosi a un film di Milos Forman del 1984. I bizzarri casi della vita.

I bonus: cioè, cinque canzoni che rispondono ai requisiti di cui sopra, e che potete ascoltare con un semplice clic.

Expressway To Your Skull/Madonna, Sean and MeSonic Youth. Quando ancora Madonna stava con Sean Penn.
I’m fucking Matt Damon
Sarah Silverman. Se non conoscete ancora Sarah Silverman, conoscetela.
Buddy HollyWeezer. Liceo.
Clint EastwoodGorillaz. Qualsiasi cosa riguardi Clint Eastwood è un capolavoro.
Grace KellyMika, nella versione accorciata che s’è vista in Dead Set, la miniserie inglese sugli zombie che è meglio di qualsiasi altra cosa sugli zombie uscita negli ultimi dieci anni almeno.

Resta inteso, ovviamente, che se vi viene in mente qualcos’altro o sentite l’impellente necessità di dire: «Ehi, ma ti sei dimenticato X, Y o Z!» i commenti sono qui apposta. Oppure potete venire a casa a cercarmi e pestarmi, anche.


Un commento a "Dieci gruppi che si chiamano come film, più altra roba"

  • mr-durden :

    Beh, ci sono i Bring Me the Horizon, un gruppo metalcore che fa abbastanza schifetto che si può collegare con una frase dalla trilogia (ancora per poco) dei Pirati dei Caraibi e anche i Marla Singer, un gruppo indie britannico (non ne sono sicuro) che di recente è uscito con Eleanor Rigby (cover carina dei Beatles) il cui nome viene ovviamente dal mitico personaggio di Helena Bonham Carter (che non aveva ancora perso la testa per quello schizzato di Tim Burton) nell’altresì indimenticabile Fight Club di Mr. Fincher. Se in futuro me ne verranno in mente altri vi terrò aggiornati.

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