Il giorno in cui il cinema si fermò

E niente, poi mentre stai mangiando la pastasciutta del giorno prima riscaldata al microonde ti fai un giretto su Facebook e scopri che uno dei tuoi contatti ha appena pubblicato una roba dopo l’uscita della quale tutti gli altri film passati presenti e futuri smetteranno di avere un senso.

Detta roba è un trailer, il trailer di un film che si chiama Rubber e che dovrebbe essere disponibile dal 25 febbraio «on demand» e dal primo aprile «in theatres».

A questo punto, val la pena dare uno sguardo al trailer, credo.

Lo so, la data di uscita fa insospettire anche me. Epperò.

Innanzitutto, il film ha un sito dedicato e molto ben fatto. Ci sono trailer, citazioni di critici cinematografici (che esistono – i critici, dico), una photogallery, un presskit. Un po’ troppa roba per essere uno scherzo, forse.

Poi, e non è roba da poco, il regista è Quentin Dupieux. Dice «chi è Quentin Dupieux?». Ecco, vi ricordate la canzone Flat Beat? Nel video c’era un orsacchiotto giallo, e la canzone faceva punz punz con una certa violenza. Era tutto molto bello, sia il video sia la canzone L’autore era un certo Mr. Oizo, pseudonimo di (ehi!) Quentin Dupieux. Mr. Oizo, tra l’altro, ha composto le musiche per il film.

Quindi ecco, o Quentin Dupieux ha un nuovo singolo da lanciare e per farlo ha inventato uno scam ipercomplesso e cervellotico e comunque, tutto sommato, non originalissimo (finto sito, finto trailer, finto tutto? Già visto), oppure davvero Rubber è un film che uscirà nei cinema, e sarà il più bel film della storia del mondo.

Il che mi ricorda che voglio scrivere qualcosa sui film brutti – intesi come categoria con connotazioni positive, molto positive – e presto lo farò.


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